Calabria: Al Consiglio Regionale si batte la fiacca, in un anno si è riunito 20 ore

Sab, 12/08/2017 - 10:17

Due le sedute del consiglio regionale convocate per l’8 e il 9 agosto, entrambe saltate. L’appuntamento è, quindi, slittato per l’11 settembre. Una vacanza di due mesi e mezzo per i consiglieri regionali calabresi. L’ultimo consiglio risale, infatti, allo scorso 29 giugno. E se d’estate c'è poco su cui dibattere, nel resto dell’anno l'agenda non è poi così ricca. "Nel 2017 - riporta il quotidiano La Repubblica.it - il Consiglio si è riunito appena sei volte: una al mese da gennaio a marzo, due a maggio e una, appunto a fine giugno". Dai verbali risulta, quindi, che in sette mesi e mezzo, l’aula del Consiglio Regionale calabrese è stata impegnata per 1.199 minuti: "uno in più - prosegue Repubblica - e si sarebbe toccato il picco poco vertiginoso delle venti ore di attività". Di contro "in Piemonte hanno eguagliato in poco più di un mese estivo il numero di sedute che i calabresi hanno messo insieme nei 227 giorni tra Capodanno e ferragosto. E alla Regione Lazio si sono riuniti addirittura dieci volte tra luglio e l’inizio di agosto, periodo nel quale gli scranni di Palazzo Campanella erano già chiusi per ferie".

Ritmi serrati, invece, quelli con cui vengono partorite le leggi. Quarantasette nel 2016, trentadue quest’anno, contro le diciannove di Emilia Romagna e Lombardia e le otto della Regione Lazio. Leggi che riguardano, ad esempio, la programmazione dell’attività teatrale, la semplificazione amministrativa, la revisione dei consorzi di bonifica, che però si inceppano quando si tratta di decidere su temi più scottanti. Repubblica ricorda, ad esempio, la legge sulla reintroduzione della pensione e sul trattamento di fine mandato per i consiglieri, ritirata dopo un’ondata di indignazione popolare, e quella sui referendum per la fusione dei Comuni, che ha causato alla prima applicazione un ricorso al Tar. Facendo due calcoli, quindi, il consiglio regionale approverebbe una legge ogni trentasette minuti, e contemporaneamente darebbe il via libera a un’infinità di provvedimenti amministrativi. Risulta chiaro, pertanto, che il tempo per discutere i testi di legge è risicatissimo.

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