Rettifica all'articolo “Il letale e anacronistico ossimoro del Palazzo – 25”

Ven, 11/08/2017 - 18:13

Ho avuto modo di leggere l’articolo in oggetto, nel quale, accanto a commenti del  tutto infondati e sconsiderate contumelie nei confronti dei magistrati che il 20 luglio 2017 hanno pronunciato la sentenza nel noto processo di mafia capitale, vengono formulati giudizi relativi alla mia persona che ledono gravemente la mia immagine professionale.

Ho grande rispetto per il diritto di espressione del pensiero; sono consapevole del fatto che esso debba essere rispettato anche quando chi lo esercita non abbia le mie stesse idee ed opinioni.   

Non posso tollerare, però, che l’esercizio di un diritto così importante, diventi lo strumento per fare disinformazione e, ancor peggio, per insultare i malcapitati di turno o per mettere loro in bocca parole mai dette.

Premetto che non ho mai dichiarato che il dott. Pignatone (al quale, tra l’altro, anche in interviste rilasciate a caldo dopo la sentenza, ho espresso la mia totale stima) e gli altri magistrati che hanno seguito le indagini (ai quali, pure, in più occasioni, ho manifestato la mia considerazione) sono ‘quattro cazzari’: simili espressioni semplicemente non appartengono al mio vocabolario.

Non solo è inaccettabile il discredito gettato sulla professione che esercito, perseguito mediante il ricorso ad espressioni triviali gravemente offensive della mia dignità e reputazione; ma soprattutto, pur lasciando da parte le imprecisioni nelle quali incorre il non ben informato articolista (tanto per cominciare, Salvatore BUZZI, che io difendo, non è mai stato sottoposto al 41-bis), è straordinaria la arroganza di chi, mentre si riconosce incapace di commentare le sentenze per mancanza della necessaria preparazione tecnico-giuridica, non esita a negare, con alterigia e supponenza difficilmente eguagliabili, i diritti che le leggi del nostro Paese riconoscono ai cittadini.

Avv. Alessandro Diddi

 

Rubrica: 

Notizie correlate