La Reggina non รจ soltanto una squadra di calcio. A Reggio Calabria il destino del club ha sempre rappresentato un indicatore dello stato di salute della cittร , della sua capacitร di produrre classe dirigente e della sua presenza nei circuiti che contano. ร anche per questo che la lunga crisi amaranto ha assunto dimensioni che vanno ben oltre il terreno di gioco.
Peppe Giannetto
La caduta nel dilettantismo, dopo la stagione dei problemi societari e delle controverse vicende legate agli adempimenti economici e fiscali, ha segnato una cesura netta. Una societร che aveva conosciuto la Serie A si รจ ritrovata fuori dal calcio professionistico. Una retrocessione che, al di lร delle responsabilitร da attribuire ai diversi protagonisti e delle vicende giudiziarie e federali che l’hanno accompagnata, ha prodotto una conseguenza politica e sociale evidente: Reggio ha perso uno dei suoi principali strumenti di visibilitร nazionale.
Per anni la cittร ha assistito alla progressiva erosione del patrimonio costruito dalla Reggina nel calcio italiano. Prima le difficoltร societarie, poi l’esclusione dal professionismo, quindi la lunga traversata della Serie D. Un percorso che ha imposto alla tifoseria una sorta di penitenza sportiva e che oggi rende inevitabile una domanda: quale Reggina vuole costruire la cittร per i prossimi anni?
La risposta non puรฒ essere soltanto una promozione.
Una promozione puรฒ risolvere un problema contingente. Non ricostruisce, da sola, una societร .
Il vero obiettivo dovrebbe essere la creazione di una struttura stabile, economicamente sostenibile e capace di programmare. Perchรฉ il rischio, altrimenti, รจ quello di assistere all’ennesima ripartenza affidata all’entusiasmo del momento, senza affrontare le debolezze strutturali che hanno prodotto le crisi degli ultimi anni.
In questo quadro entra inevitabilmente anche la politica.
Francesco Cannizzaro ha assunto un ruolo particolarmente visibile nella vicenda della rinascita del calcio reggino, intervenendo piรน volte sul futuro della Reggina e cercando di mantenere aperto un canale politico e istituzionale attorno alle sorti del club. ร un elemento che va registrato nell’analisi, senza sovrapporre il ruolo della politica a quello della proprietร : una societร di calcio si costruisce con capitali, organizzazione e competenze manageriali, non con la sola rappresentanza istituzionale.
Nella partita piรน ampia che ha riguardato il calcio italiano e le vicende della Reggina, inoltre, Claudio Lotito ha rappresentato una figura di peso, sia per il suo ruolo nel sistema calcistico sia per la sua influenza politica. Anche questo รจ un dato che appartiene alla storia recente della vicenda amaranto e che contribuisce a spiegare quanto il destino di una societร possa intrecciarsi con equilibri che superano i confini di una singola cittร .
Ma oggi il punto รจ un altro.
Che cosa si aspetta Reggio dalla propria squadra?
La risposta, osservando la storia recente, non puรฒ essere ridotta alla semplice richiesta di vincere il campionato. La cittร chiede soprattutto affidabilitร . Vuole sapere se alle parole seguiranno investimenti, se alla promozione seguirร un progetto e se alla ricostruzione sportiva corrisponderร una struttura societaria in grado di evitare nuovi precipizi.
ร qui che si misurerร la qualitร della nuova fase.
La Reggina ha un patrimonio che nessuna categoria puรฒ cancellare: una storia in Serie A, una tifoseria numerosa e una riconoscibilitร nazionale costruita in decenni. Ma il patrimonio storico non produce automaticamente risultati. Deve essere trasformato in un progetto.
E proprio questo sarร il banco di prova della nuova Reggina.
Dopo gli anni della crisi, Reggio non ha piรน bisogno di promesse di breve periodo. Ha bisogno di una strategia.
Una strategia sportiva, economica e manageriale che riporti il club nel calcio professionistico e, soprattutto, gli consenta di rimanerci.
La partita, dunque, non รจ soltanto quella del prossimo campionato.
ร la partita per capire se la Reggina possa tornare a essere, stabilmente, una delle grandi realtร sportive del Mezzogiorno.
E su questa sfida saranno chiamati a misurarsi tutti: proprietร , dirigenti, istituzioni e politica.
Questa volta, piรน che i proclami, conteranno i risultati.

