I Bronzi di Riace diventano ponte culturale tra l’Italia e la Grecia

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Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è stato tra i protagonisti delle manifestazioni organizzate ad Atene per la celebrazione della Giornata Mondiale della Lingua Greca.

Il direttore Carmelo Malacrino ha partecipato all’iniziativa promossa sul web dalla Fondazione Ellenica per la Cultura, promuovendo la storia e le collezioni del MArRC, museo inserito nel cuore di un territorio da sempre strettamente legato alla lingua e alla cultura ellenica. Nel suo intervento, infatti, Malacrino non solo ha ricordato le origini greche dell’antica Rhegion, fondata nella seconda metà dell’VIII secolo a.C. da coloni provenienti da Calcide, in Eubea, ma ha voluto anche evidenziare il valore culturale delle comunità grecofone ancora presenti nell’area reggina, tra cui quelle di Bova, Roghudi, Chorìo, Roccaforte del Greco, Condofuri e Gallicianò.

«Ascoltare e partecipare all’incontro è stato proficuo, commenta Malacrino. È stato possibile presentare il lavoro svolto in questi anni per trasformare il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria in un luogo inclusivo e dinamico per tutto il territorio. Di grande impatto e suggestione sono state le immagini dei magnifici reperti esposti al MArRC e, in particolare, dei capolavori più noti, i Bronzi di Riace, di cui quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario della scoperta. Nell’ambito della valorizzazione del patrimonio culturale di tutta l’area dello Stretto, il Museo, dopo questi difficili anni di pandemia, punta a riconquistare un ruolo di meta favorita dai turisti provenienti da ogni parte del mondo».

Al dibattito erano presenti Nikos Koukis, Presidente della Fondazione Ellenica per la Cultura, e Theodoros Papangelìs, professore emerito dell’Università di Salonicco e membro dell’Accademia di Atene. La partecipazione del Museo è stata promossa da Domenica Minniti Gònias, professoressa dell’Università Nazionale e Kapodistrias di Atene.

«Nel mio intervento, aggiunge il direttore, ho auspicato un sempre maggior consolidamento dei rapporti con l’altra sponda del mar Ionio, con gli amici Greci. Questo non solo in termini di visitatori del Museo, ma anche per visioni e progetti di tutela e valorizzazione della lingua e della cultura grecanica. Il mio invito va, in particolare, alle varie comunità del territorio, affinché il loro straordinario patrimonio linguistico e culturale non vada disperso, ma costituisca un eccezionale valore aggiunto dell’offerta culturale e turistica calabrese».