In occasione della giornata dell’alzheimer, 21 settembre voglio dedicare un pensiero , un ricordo e un ringraziamento a due donne straordinarie che, con impegno diverso , ma complementare hanno dato voce e luce a questo male crudele. Parlo del libro ” Re Cor” di Romina Leotta e della grande scienziata Amalia Cecilia Bruni. Un libro , quello di Romina Leotta, che consiglio di leggere a tutti che racconta con delicatezza e verità cruda la storia di Angelo e Dora, una coppia affiatata che viene travolta dall’alzheimer. E’ il racconto di una famiglia che si ritrova catapultata in un corto circuito di dolore e impotenza. L’autrice , descrive con grande umanità quello che è il vero dramma di questa malattia che provoca, non solo la sofferenza di chi perde, giorno dopo giorno, i ricordi, le parole, se stesso,ma anche il calvario silenzioso dei familiari ,obbligati ad assistere, accudire, amare in una condizione di grande difficoltà di comunicazione e di rapporto. Un dramma che io conosco molto bene e che tocca tante nostre famiglie . E’ proprio per questo , il libro si lega molto indissolutamente al nome e all’opera della dottoressa Bruni, neurologa, già direttrice del centro regionale di neurogenetica di Lamezia Terme. La dottoressa Bruni è stata una vera pioniera , è stata tra le prime al mondo, nel 1995, a scoprire il gene più diffuso dell’alzheimer, una scoperta che ha cambiato la storia della ricerca su questa malattia. Calabrese di Girifalco, laureata all’università di Napoli ha iniziato la sua attività all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. E non ha mai voluto lasciare la nostra terra, ho avuto il privilegio e il piacere di conoscere la scienziata Bruni, molti anni fa, in occasione di una sua importantissima ricerca effettuata a Bivongi. Come è noto, in questo paese della vallata dello stilaro ci sono molti casi di questo terribile morbo. Una sorta di ceppo familiare, che la dottoressa Bruni ha studiato a lungo con grande impegno e dedizione, per il merito di questa fondamentale ricerca, l’allora sindaco, il compianto e amico Felice Valenti, le volle conferire la cittadinanza onoraria di Bivongi, portando il nome di Bivongi nei laboratori di tutto il mondo. Ultimamente ho avuto la gioia e fortuna di incontrarla di nuovo, a Pazzano, dove era venuta proprio per presentare il libro di Romina Leotta” Re Cor”. Vedere insieme, la scienziata che cerca la causa e la scrittrice che racconta l’effetto devastante di questo morbo è stata una forte emozione, due facce della stessa lotta: la scienza e l’umanità nella giornata mondiale. E in questa significativa e importante ricorrenza il mio pensiero va a tutti i malati, a tutti care giver , sosteniamo tutti la ricerca, sosteniamo il centro di neurogenetica di Lamezia e no lasciamo mai soli i malati e le loro famiglie.
Mario Murdolo


