Saranno quattro i nomi in campo per la poltrona di sindaco alle imminenti elezioni comunali di Reggio Calabria. Si chiude così una lunga fase amministrativa, durata dodici anni, segnata dalla leadership di Giuseppe Falcomatà, eletto lo scorso ottobre al Consiglio regionale.
Alla sfida elettorale prenderanno parte le due coalizioni principali — centrodestra e centrosinistra — insieme a due candidati espressione della società civile. Presso la Segreteria generale di Palazzo San Giorgio sono state presentate complessivamente 21 liste, con circa 640 aspiranti tra futuri assessori e consiglieri. Il numero totale dei candidati arriva a sfiorare quota mille se si considerano anche le elezioni delle nuove Circoscrizioni, recentemente riorganizzate sia nel numero sia nell’estensione territoriale.
Saranno cinque i Municipi chiamati a rappresentare i cittadini, che secondo gli ultimi dati ammontano a 172.479 residenti. In ciascuna circoscrizione si eleggeranno un presidente e sedici consiglieri, attraverso un sistema che prevede una lista unica collegata al candidato presidente.
Per quanto riguarda il Comune, resta confermato il sistema elettorale maggioritario a doppio turno. Qualora nessun candidato dovesse raggiungere la maggioranza assoluta al primo turno, si andrà al ballottaggio fissato per il 7 e 8 giugno. È importante ricordare, infine, che il sindaco eletto assumerà automaticamente anche l’incarico di sindaco della Città Metropolitana, accentrando così un ruolo chiave per la governance dell’intero territorio.
Domenico Battaglia, il candidato del centrosinistra tra continuità amministrativa e sfida elettorale
Domenico Battaglia è il candidato del centrosinistra in questa tornata amministrativa e rappresenta, di fatto, la continuità con l’attuale gestione. Ha assunto il ruolo di sindaco facente funzioni dopo l’elezione di Giuseppe Falcomatà a Palazzo Campanella, trovandosi a gestire mesi particolarmente intensi tra impegni istituzionali e campagna elettorale. Sessantacinquenne e figlio d’arte – suo padre Pietro Battaglia, già sindaco durante gli anni della Rivolta, è ricordato nell’aula consiliare di Palazzo San Giorgio – è arrivato alla candidatura unitaria dopo aver vinto le primarie contro Massimo Canale e Giovanni Muraca. Nel corso della sua esperienza amministrativa ha ricoperto prima l’incarico di assessore alla Mobilità e successivamente quello al Bilancio. Il suo programma si muove in linea con quanto realizzato finora, con uno sguardo rivolto allo sviluppo dell’area dello Stretto e al rafforzamento del ruolo di Reggio nel contesto mediterraneo. A sostenerlo inizialmente erano previste sette liste, tra cui il Pd, Battaglia sindaco, Avs e Casa riformista, oltre a tre civiche promosse da Falcomatà; tuttavia, una di queste non è stata completata, riducendo il sostegno a sei liste.
Cannizzaro guida il centrodestra: candidatura ufficiale e coalizione ampia per il rilancio della città
Francesco Cannizzaro è il candidato del centrodestra. L’investitura ufficiale è arrivata solo alla fine di marzo, ma la disponibilità era stata resa pubblica già nell’ottobre 2025, subito dopo le elezioni regionali vinte da Roberto Occhiuto. In quell’occasione, da Piazza Duomo, il parlamentare reggino e coordinatore regionale di Forza Italia aveva manifestato l’intenzione di impegnarsi in prima persona, ottenendo un ampio consenso all’interno della coalizione. Un sostegno che lo ha portato a diventare il punto di riferimento dello schieramento, che si è presentato compatto e coeso, con l’obiettivo di aprirsi anche a forze centriste, come dimostra l’appoggio di Azione.
La proposta politica di Cannizzaro prende le mosse da un’analisi critica degli ultimi dodici anni di amministrazione cittadina e punta a riportare la città a una condizione di normalità e crescita. Il programma, articolato in dieci punti, guarda al futuro con interventi mirati e concreti. A sostenerlo ci sarà una coalizione ampia, composta da dodici liste tra partiti e movimenti civici, che spaziano dalle principali forze del centrodestra fino a diverse realtà locali, a conferma di una candidatura costruita su un fronte largo e partecipato.
Lamberti Castronuovo rilancia il polo civico: una candidatura fuori dai partiti per “normalizzare” la città
Eduardo Lamberti Castronuovo torna a proporsi come punto di riferimento per un progetto realmente civico, svincolato dalle logiche dei partiti tradizionali. Non si tratta di un’iniziativa improvvisata: il suo percorso è iniziato già tre anni fa, con l’annuncio della candidatura a sindaco durante un evento ospitato negli spazi della sua emittente televisiva.
Figura nota e articolata del panorama cittadino, Castronuovo unisce alla professione medica l’esperienza da editore e il ruolo di presidente del Conservatorio Cilea. Nel corso degli anni ha collaborato con amministrazioni di diverso orientamento politico, ricoprendo incarichi assessorili sia a Palazzo San Giorgio sia a Palazzo Alvaro, sede della Città Metropolitana.
Il suo obiettivo dichiarato è quello di riportare ordine e funzionalità nella gestione della città. Ha scelto di affrontare questa sfida in autonomia, rivendicando una battaglia di civiltà, pur indicando apertamente il proprio sostegno a Cannizzaro in un eventuale secondo turno. A sostenerlo, due liste: “Polo civico Cultura e Legalità” e “Reggio normale”.
Saverio Pazzano ci riprova: una sfida civica nel segno di trasparenza e partecipazione
Saverio Pazzano, candidato sindaco per “La Strada”, si presenta con una proposta genuinamente civica. Negli ultimi sei anni, da consigliere comunale di opposizione e con una chiara impronta progressista, ha portato avanti il suo impegno senza risparmiare critiche all’amministrazione guidata da Giuseppe Falcomatà.
Per Pazzano si tratta del secondo tentativo alla guida della città, dopo la candidatura alle elezioni comunali del 2020. Il suo giudizio sull’operato dell’amministrazione uscente è netto e si riassume nello slogan: «la fiducia va conquistata, non pretesa». Al centro del suo programma ci sono trasparenza e coinvolgimento dei cittadini, valori che stanno prendendo forma in una campagna elettorale itinerante fatta di “comizi d’amore”. Un’iniziativa pensata per riportare l’attenzione nei quartieri e promuovere un modo di fare politica fondato sul dialogo diretto con le persone, lontano dalle logiche chiuse delle segreterie di partito.


