A Bovalino la cultura è Caffè letterario Mario La Cava

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Questa settimana abbiamo intervistato il Presidente dell’associazione del “Caffè letterario Mario La Cava”, Domenico Calabria, al quale abbiamo chiesto un resoconto sulle origini e sulle attività svolte.

Questa settimana abbiamo pensato di rendicontarvi su un’altra realtà Locridea che è dedita a “fare cultura”. Si tratta del “Caffè letterario Mario La Cava”, che da anni è attivo nel promuovere varie forme d’arte: dalla letteratura alla musica, dal cinema al teatro.

Quando e come nasce l’idea di mettere in piedi un luogo in cui si potesse “fare cultura”, nel senso alto del termine?

Il Caffè Letterario Mario La Cava nasce nel 2010 per iniziativa di un gruppo di amici spinti dalla necessità di confronto e condivisione di interessi comuni: i libri, la musica, il cinema, il teatro. Si è scelto di farlo nel nome di Mario La Cava, perché crediamo che la sua scrittura sia ancora oggi attuale, perché sia da esempio alle nuove generazioni per le sue qualità, oltre che letterarie, anche di uomo di grandi valori, sensibilità, probità e modestia e per dare continuità alla sua costante curiosità di scoperta verso le varie forme artistiche e letterarie. Il Caffè è diventato in questi anni un luogo aperto a chiunque sappia e voglia esprimere libero pensiero e creatività nelle varie forme e voglia sfruttare uno spazio (non solo fisico) che appartiene a tutti. Questa libertà espressiva e questa spontaneità ci ha finora accompagnato e credo sia stata e sia ancora la chiave di tutto.

 Lei ha conosciuto personalmente Mario La Cava?

Ho vissuto con lui a stretto contatto negli ultimi dieci anni della sua vita, essendo prima il fidanzato, poi il marito di Grazia, la più piccola dei suoi quattro figli. Nella mia vita ho avuto, quindi, la fortuna di subire l’influenza di due (per me) grandi uomini che hanno fortemente condizionato positivamente la mia formazione: il primo è mio padre, l’altro è Mario La Cava.

Ricorda qualche aneddoto che racchiuda e ci aiuti a comprendere la personalità dello scrittore?

La sua costante peculiarità era la curiosità verso l’animo umano e questo lo portava ad essere uno straordinario ascoltatore: egli osservava, scrutava, comprendeva anche ciò che le parole a volte non riuscivano a descrivere; e ciò che solo lui era capace di interpretare, lo custodiva come qualcosa di prezioso. La sua casa è stata un punto di riferimento per tanti intellettuali che puntualmente la frequentavano. Le discussioni più accese, divertenti, brillanti a cui mi è capitato di assistere erano quelle con Pasquino Crupi, Ettore Badolato e Piero Leone: pagherei oggi per poter partecipare a simili confronti.

 Come nasce l’idea di istituire un premio letterario?

L’idea del premio risale al 2010, quando è stata proposto dalla nostra Associazione al Comune di Bovalino, che lo ha ufficialmente istituito. Nel 2017, grazie all’Amministrazione Maesano, si è riusciti a non disperdere i contributi che la Regione Calabria aveva appositamente destinato negli anni precedenti e mai utilizzati dalle altre Amministrazioni. Da allora, il premio è diventato un importante appuntamento letterario, ambìto dagli scrittori e dalle più importanti case editrici nazionali. In occasione delle cerimonie di premiazione, Bovalino riscuote l’attenzione del mondo letterario e culturale italiano.

Come pensa si possa divulgare la cultura in questa nostra realtà?

Negli ultimi anni sono cresciute a dismisura le iniziative culturali nella Locride, ed è un fatto estremamente positivo. Spazi come il nostro e di altre simili realtà possono contribuire a stimolare le varie espressioni culturali e artistiche: la letteratura, il cinema, l’arte, il teatro, la musica. Ma non basta. Ho avuto modo in altre occasioni di sottolineare che la creatività nella nostra terra è stata ed è quanto mai feconda. Valorizzare e “monetizzare” tale potenzialità è compito della politica e delle istituzioni che finora in Calabria, a differenza di altre regioni meridionali, non sono riuscite a creare e sostenere un serio progetto a medio-lungo termine per una proposta culturale che sia in grado di far diventare la Locride meta appetibile per un pubblico più vasto e variegato. La candidatura della Locride a capitale della cultura 2025 non può non tenere conto di questa capacità di offerta culturale unica e speriamo che la proposta non si limiti solo alle bellezze ambientali ed alla gastronomia che, pur di notevole valore ed importanza, sono già ampiamente note e, quindi, non sufficienti per il “salto di qualità” che solo la valorizzazione culturale può determinare.

 In tutti questi anni, come vi siete orientati nella scelta dei libri e nella selezione degli eventi, anche musicali, cui abbiamo piacevolmente assistito?

Come ho detto prima, il Caffè letterario è uno spazio aperto a chi ha qualcosa di interessante da proporre; ciò, unito alla fecondità letteraria e artistica che il territorio è in grado di offrire, ha reso difficile il nostro compito di gestire le numerose proposte. Ogni settimana ci si incontra per discutere e programmare gli eventi. Da anni ormai il giovedì è diventata per tutti noi una piacevole occasione di convivialità e confronto, in maniera del tutto informale.

 Come procedete nell’ammissione delle candidature e quali criteri guidano le vostre scelte?

I libri vengono letti dal gruppo di lettori e la scelta avviene privilegiando in primo luogo la qualità, secondo le nostre valutazioni che, ovviamente, possono essere discutibili. Per quanto riguarda gli artisti, vorrei ringraziarli uno ad uno per aver voluto esibirsi per il nostro pubblico in forma del tutto amichevole.

 In questi anni avete reso edotti i molti che frequentano il caffè letterario. Qualche idea innovativa per i prossimi incontri? 

Abbiamo già diversi importanti appuntamenti in calendario per la prossima estate: la scrittrice Rossella Scherl, lo scrittore e antropologo Vito Teti, il già vice-caporedattore del TG2 Rai Valter Vecellio e la presentazione del romanzo inedito “L’amica” di Mario La Cava che sta per essere pubblicato da Castelvecchi. Appuntamenti, quindi, di notevole spessore per i temi e per l’importanza degli Autori.
In sinergia con i Presìdi del libro di Marina di Gioiosa e con l’Associazione Amici del Libro e della Biblioteca di Siderno, con il contributo del giornalista Tommaso Labate, stiamo cercando, invece, di organizzare un festival letterario itinerante con la presenza dei maggiori Autori del panorama letterario italiano.

 Quanti soci conta l’associazione? 

Il cosiddetto “gruppo operativo” è formato da circa 20 persone. I tesserati sono circa 250.

 Abbiamo speranza di poter tornare ad essere centro del Mediterraneo e non più sud periferico?

Di certo abbiamo tutte le carte in regola per ribaltare la nostra condizione di subalternità proprio per il quadro che abbiamo fin qui descritto. La speranza dipende dalla presa di coscienza di tali potenzialità da parte di chi dovrebbe programmare, pianificare, gestire il nostro futuro. Finora altri lo hanno fatto per noi, con risultati a dir poco fallimentari. Insomma, la Locride e la Calabria devono purtroppo, ancora oggi, decidere cosa fare da grande.

Ringraziando per le parole spese, sentiamo il bisogno di confermare, da pubblico più o meno costante, la vera attrattiva delle attività svolte e degli eventi organizzati, con molta cura nei dettagli e nel dar voce al popolo di artisti di cui la nostra regione pullula. Pagine di letteratura inedite, esordi musicali, film documentari, monologhi e quant’altro ruota intorno al mondo dell’arte.

Beatrice Macrì