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A Bovalino si è discusso della risorsa mare, di ambiente, turismo e sicurezza

ANDAREINPORTO torna ad occuparsi di territorio con l’incontro del 24 luglio, organizzato dall’associazione a Bovalino, patrocinato dal Comune e con la collaborazione dell’associazione Orizzonte7-APS, della Pro Loco e dell’associazione 5D. Il dibattito è stato occasione per parlare dell’importanza del mare, delle opportunità che può offrire allo sviluppo socio-economico e per analizzare gli ostacoli alla sua piena fruizione.

Dopo i saluti del Presidente dell’Associazione Roberto Versace e del Sindaco Vincenzo Maesano, sono seguiti gli interventi del Comandante della Delegazione di Spiaggia di Bovalino – Capitaneria di Porto di Roccella Ionica Emiliano Ranieri, dell’assicuratore Maurizio Denisi, del titolare della Scuola Nautica di Locri Giovanni Bruzzì e del Biologo docente dell’UniCal di Cosenza Emilio Sperone, moderati da Giuseppe Serranò.

Attorno al tema centrale del mare, il confronto si è articolato sul turismo, rilevante comparto da espandere, sulla tutela dell’ambiente e sui comportamenti da tenere durante la navigazione per garantire la sicurezza.

Tutti i partecipanti hanno convenuto sulla valorizzazione della risorsa mare come unica risposta strategica per l’economia e il turismo dell’intera costa ionica. Elemento trainante non può che essere l’implementazione della nautica attraverso la creazione di nuovi attracchi. Oggi le uniche  realtà portuali, lungo la costa ionica reggina, sono rappresentate soltanto dal porto di Reggio Calabria e dal porto di Roccella Ionica, con una distanza tra queste due realtà di circa 60 miglia nautiche. Abbattere le distanze significherebbe maggiori afflusso di viaggiatori del mare, creerebbe un indotto economico trainando diversi settori, dalla ristorazione all’attività ricettiva, dal commercio dei prodotti locali alla manutenzione delle barche, oltre a garantire la sicurezza degli stessi diportisti. In queste condizioni, come segnalato dal Comandante Ranieri, la lontananza tra i ricoveri delle motovedette in uso alla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera rende più difficile pure il loro intervento e il  soccorso in mare.

Anche i natanti locali vanno tutelati. Spesso chi naviga sembra sia inconsapevole dei rischi che si corrono in acqua dove gli incidenti hanno quasi sempre conseguenze drammatiche. La buona pratica, i giusti accorgimenti – dotarsi di salvagente e di radio ricetrasmittenti, controllare il meteo prima di imbarcarsi –  e il rispetto per gli altri diventano elementi di forza per evitare tragedie. E’ anche opportuno dotarsi di assicurazione per avere una pronta assistenza in caso di necessità e per coprire eventuali danni a terzi.

Si è parlato infine di ambiente. Il mare è una risorsa vitale e va tutelato: è il più importante strumento di mitigazione del cambiamento climatico che assorbe gran parte del calore in eccesso e dell’anidride carbonica prodotti dalle attività umane, porta grande beneficio anche all’economia garantendo la conservazione della fauna marittima e un pescato abbondante e più sicuro con vantaggiose ricadute per i pescatori; acque pulite significano luoghi di divertimento sani che attirano più turisti e fanno aumentare i guadagni nelle località costiere.

La realizzazione di un porto, come ha sostenuto il prof. Sperone, se realizzato in modo sostenibile, arricchisce la biodiversità intorno all’area portuale creando un habitat naturale per nuove specie e interesse per  la ricerca scientifica.

L’incontro si è concluso con la proposta della dott.ssa Sandra Polimeno di impegnare le istituzioni e le altre associazione intorno ad un tavolo permanente che affronti tutte le criticità che limitano lo sviluppo del territorio.

Giuseppe Serranò

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