Accolto l’appello della farmacista di Grotteria

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E’ stato accolto l’appello della farmacia di Grotteria. Fu mandata in giudizio, perché decise di trasferirsi da Grotteria centro a Grotteria Mare, recando danno alla popolazione locale. Sul territorio comunale erano presenti due sole farmacie, ed il trasferimento di anche solo una di queste ha danneggiato il resto del paese, il tutto unito al fatto di star vivendo in un periodo di pandemia. Ma lei decise di trasferirsi, perché la locazione sarebbe scaduta a breve e a causa dello spopolamento del centro storico che al 31.12.2017 constava di 385 residenti. La farmacia decise di istituire un dispensario e distribuire i farmaci a domicilio. Il Comune non era d’accordo, con tutto ciò, per questo decisero di andare davanti al tribunale per risolvere la questione.

Dopo la sentenza di primo grado le fu approvato il grado d’appello e l’appellante, dopo un’analisi svolta nella sentenza di primo grado, trovò delle incongruenze poiché la farmacia fu accusata di aver interrotto l’assistenza farmaceutica sul territorio a causa della distanza rispetto alla nuova sede. In più la legge stabilisce che alle farmacie è permesso trasferirsi purché il trasferimento avvenga all’interno del Comune stesso, anche se la legge regionale non stabilisce questo. La legge regionale stabiliva che in materia di trasferimento la competenza venisse affidata all’ASP, ma la Corte Costituzionale ha chiarito che le disposizioni regionali non armonizzate ai principi sanciti dal D.L. n. 1/2012 sono da ritenersi abrogate e, comunque, non più efficaci.

In queste settimane è giunta la sentenza del Consiglio di Stato che pone fine definitivamente all’intera questione: il Comune di Grotteria è stato condannato alle spese di giudizio ovvero 5000,00 euro oltre IVA. Quindi la farmacista ha vinto la causa contro il comune di Grotteria.