Addio a Monica Vitti

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Il cinema italiano ha perso una delle sue attrici più famose, è morta, all’età di 90 anni, Monica Vitti, grandissima interprete di teatro, cinema e televisione.

Il primo a dare notizia della scomparsa dell’attrice è stato Walter Veltroni, attraverso un tweet: ‘Roberto Russo, il suo compagno di questi anni, mi chiede di comunicare che Monica Vitti non c’è più. Lo faccio con grande dolore, affetto, rimpianto”.

Da anni, l’attrice si era ritirata dalle scene e ad una vita privata praticamente inaccessibile, a causa di una malattia degenerativa tipo Alzheimer. La sua ultima apparizione in pubblico risale al marzo del 2003, quando partecipò alla prima teatrale dello spettacolo “Notre-Dame de Paris” di Riccardo Cocciante.

 Maria Luisa Ceciarelli nata a Roma, il 3 novembre del 1931, era l’incarnazione vivente dell’epoca d’oro del cinema italiano: bifronte come le grandi attrici: volto, voce, carisma che nessun’altra ha saputo ripetere. Ha esordito nel cinema, nel 1954, dopo alcune esperienze sui palcoscenici teatrali. Poi si è imposta all’attenzione internazionale per le interpretazioni nei film di Michelangelo Antonioni “L’avventura” (1960), “La notte” (1960), “L’eclisse” (1962) e “Deserto rosso” (1964). Ha lavorato soprattutto come attrice brillante mettendo in luce una notevole vivacità e ricchezza espressiva, dando vita a personaggi rappresentativi anche da un punto di vista sociologico. Tra i suoi film spiccano: “Modesty Blaise” (1966); “Ti ho sposato per allegria” (1967); “La ragazza con la pistola” (1968). E ancora, “Amore mio, aiutami” (1969); “Ninì Tirabusciò” (1970); “Polvere di stelle” (1973). La lista dei suoi capolavori è lunga. Ci sono “Tosca” (1973); “Teresa la ladra” (1973); “Io so che tu sai che io so” (1982); “Flirt” (1983); “Scandalo segreto” (1990, di cui è stata anche sceneggiatrice e regista). Nel 1995 ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia.

Amava dire: “Le donne mi hanno sempre sorpresa: sono forti, hanno la speranza nel cuore e nell’avvenire”.

Senza dubbio, la sua eredità e il suo contributo al cinema italiano saranno eterni.