Amedeo Ricucci inviato “Vecchia maniera”

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Lunedì, 11 luglio, Amedeo Ricucci, giornalista calabrese, è morto all’improvviso, mentre si trovava in un albergo di Reggio Calabria, intento a realizzare uno speciale sulla ‘Ndrangheta per il TG1. Franco Arcidiaco condivide, con noi, un intenso ricordo che la dice lunga su che uomo fosse.

“In Siria ci torno perché devo qualcosa a quel popolo. Sai, è facile per noi andare lì, raccontare e vivere il loro dramma per 10-15 giorni, e poi staccare tutto, andarsi a fare una birra al confine turco per ripartire. Loro, i siriani, vivono tutti i giorni con le bombe sotto gli occhi: mi sono sentito in dovere di farlo”.

Nel 2013, alla consegna del Premio Matita Rossa e Blu conferitogli dalla Fondazione Italo Falcomatà, a una mia domanda rispose: “Noi giornalisti di guerra non siamo super eroi coraggiosi, no abbiamo paura e tanta. Ma, a volte, è proprio la paura che ti fa andare avanti. In quei momenti dobbiamo solo imparare a gestire le nostre paure nel miglior modo possibile”. Avevo collaborato precedentemente, esattamente nel 2009, con Amedeo Ricucci per una puntata della trasmissione RAI “La Storia siamo noi” dedicata alla rivolta di Reggio e intitolata “I giorni della rabbia”. Fu il servizio giornalistico più onesto mai realizzato sulla Rivolta, Amedeo lavorò tantissimo e volle incontrare tutte le persone che ancora potevano testimoniare su quei giorni. Il suo quartier generale era quello stesso Hotel Excelsior dove lunedì mattina l’ha colto la morte che, improvvisa, ha avuto la meglio su un corpo debilitato dal cancro contro cui combatteva da due anni. Seguendo un canovaccio che avevamo preparato assieme, riceveva le persone presso la camera d’albergo trasformata in un set e le ascoltava con attenzione, curiosità e rispetto. Ne è scaturita una trasmissione straordinaria che ha registrato l’audience più alta tra tutte le puntate de “La Storia siamo noi”. Dal 2009, tutte le notti precedenti il 14 luglio, la Rai continua a mandare in onda il filmato ed ogni anno, puntualmente, ricevo segnalazioni da amici di tutta Italia che guardano la trasmissione. Con Amedeo siamo rimasti sempre in contatto e lo scorso ottobre gli ho inviato un manoscritto, La notte di Nassyria di Luigi Mamone (intellettuale, poeta, politico e scrittore di Taurianova) pregandolo di scriverne la prefazione. Lui, nonostante gli impegni e l’incedere della malattia, mi aveva assicurato che l’avrebbe fatto. Due mesi dopo, Luigi decise di porre fine alla sua esistenza e io, dopo qualche giorno, ritenni di dover avvisare Amedeo. La sua e-mail mi gelò e, alla luce di quanto è avvenuto oggi, mi risulta ancora più commovente. “Franco, non conoscevo Luigi e purtroppo non lo potrò mai più conoscere, sono colpito da quanto mi dici e rinuncio ad inviarti la prefazione, poiché non mi sembra giusto entrare nella vita di un uomo che non avrò la possibilità di conoscere”. Amedeo, ne sono certo, incontrerai Luigi nel luogo dove si vanno a posare i giusti. Troppi amici stanno andando via… quanta tristezza.

Franco Arcidiaco