Ardore mette in salvo i profughi ucraini

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L’8 marzo 18 persone, 11 bambini e 7 donne, erano da giorni al confine polacco dellUcraina bloccati, ed ormai con carenze di viveri e medicine, perché non trovavano un modo per raggiungere lItalia e ricongiungersi con le loro madri (residenti una ad Ardore ed una a Bovalino).

Bimbi di due anni, di quattro, donne sole, senza nessuno che li potesse aiutare. Una situazione disperata. Ho contattato la direzione nazionale di Anas, nella persona del nostro portavoce Antonio Lufrano, perché sapevo di una nostra missione in corso per portare viveri e medicine al confine. Ho provato, sapevo della difficoltà, ma dovevo tentare. Antonio mi ha messo in contatto con gli angeli, perché di angeli si tratta, della sede ANAS SARDEGNA, Claudio e Federica i miei contatti, ma il gruppo era più nutrito, infatti ancora in questo momento altri convogli Anas, dallEmilia Romagna e dalle Marche, stanno compiendo viaggi per portare li aiuti umanitari ed in Italia i profughi. Loro senza esitare un attimo, pur trovandosi a quattro ore di auto dal luogo in questione con le loro autoambulanze, in una terra sconosciuta, ormai prossimi alla ripartenza, hanno subito accettato questa missione nella missione” e si sono diretti verso il punto di recupero. Da quel momento è iniziato il lavoro, non semplice, per trovare in contemporanea un mezzo che da qui partisse per raggiungere il confine italiano e fare da staffetta ai fratelli sardi. Un turbinio di telefonate, ci siamo attivati tutti, ho sentito il mio sindaco, ho sentito lOnorevole Mattiani, tutti impegnati per cercare un modo immediato per trovare un mezzo idoneo a trasferire queste 18 persone dal confine. Di domenica, con le agenzie di viaggio chiuse, nessun pullman di linea che serviva Trieste (o paesi limitrofi) con la Calabria, difficile rintracciare chiunque in una domenica pomeriggio che, forse per lansia, mi appariva deserta. Insomma era un continuo provare, riprovare, tentare, senza successo. Alla fine, mentre i volontari di Anas Sardegna tra neve e strade di montagne si avvicinavano ai nostri fratelli ucraini, intorno alle 17.30, grazie anche allamico Venturino, abbiamo trovato a Staletti il mezzo idoneo che, pochi minuti fa, è già partito dalla Calabria per andare incontro al convoglio che sta scendendo dalla Polonia. E allora la tensione di queste ore si è trasformata in gioia e lacrime. Non c’è opera più bella al mondo di questa. Sapere queste persone in salvo e dirette verso i loro cari, sapere che lItalia, quella vera, è quella rappresentata dai volontari di Anas Sardegna, da tutti i calabresi che si sono attivati per trovare un mezzo di trasporto, da tutti gli amici che stanno chiamando per avere notizie, insomma, avere contezza di questo mi rende più speranzoso per il nostro futuro. Il nostro non sarà un futuro di guerra, ma sarà un futuro di solidarietà e amore. Perché il bene vince sempre.

Gianfranco Sorbara