Bella, onesta e presentabile. Il PD cerca una candidata

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Dopo il ritiro d Maria Antonietta Ventura, il Pd e gli alleati stanno ricercando tra poeti, calciatori e mondo dello spettacolo, maghi ed indovini. Qualcuno potrebbe pensare a Maria Teresa Borbone, discendente della famiglia reale di Napoli o ad Elisabetta dei Ruffo di Calabria, ma anche una Grimaldi andrebbe bene. Donne, “Di alto lignaggio”, senza contaminazione con i “Calabresi” e lontani dalla Calabria da almeno un secolo

Si sarebbe potuti partire per tempo parlando di un progetto minimo di governo magari mettendo al centro il problema dei rifiuti, dell’acqua pubblica o del consumo di suolo zero.  Si sarebbe potuto discutere seriamente dei problemi della sanità o sul fallimento dell’esperienza regionalista nel Sud e non solo.

Ed invece, ancora una volta, partiti e movimenti partono dai nomi perché dei soli nomi vivono e discutono. E di nomi muoiono.

Infatti è da un anno che il PD, coalizzato con il Movimento “5 Stelle” ed ai frammenti della “Sinistra”, non riesce a trovare il candidato alla presidenza della Regione Calabria. Il problema non è politico, perché l’unico accordo reso pubblico dagli “Alleati” è che di “Politica” non bisogna assolutamente parlare. Il candidato deve essere “Civico” anche se non si comprende bene cosa ciò possa realmente significare dal momento che, almeno finora, l’affannosa ricerca si limita al nome.

Con quali criteri?

Finora sappiamo che i dirigenti-ombra del PD (che si ritengono legittimati, in quanto rappresentati di un potere rigorosamente esterno alla Calabria) vogliono una donna e mai come in questo caso il genere viene umiliato. Anzi, la vicenda mi riporta alla memoria “Casa di Bambola” di Ibsen.

Per leggere l’analisi completa di Ilario Ammendolia uscita sul numero 28 di Riviera l’11 Luglio 2021 clicca qui.