Le favole di Esopo prendono vita in dialetto: standing ovation per la 5a A dell’I.C. “M. Macrì” di Bianco. I bambini dell’Istituto Comprensivo della Scuola Primaria incantano l’Auditorium Villa Medici.
Ieri, alle ore 16.00 l’Auditorium Villa Medici di Bianco si è trasformato in un bosco, in un palcoscenico senza tempo. Protagonisti assoluti: i bambini della classe 5a A della Scuola Primaria che hanno portato in scena le Favole di Esopo in dialetto, in un teatro che ha commosso, fatto ridere e soprattutto fatto riflettere.
Sul palco si sono alternati con bravura sorprendente gli alunni: Andriello Alessia, Araniti Lorenzo, Araniti Michelle, Bartolo Pietro, Caruso Maria, Cherubini Chiara, Cotroneo Carmelo, Crea Giada, El Qafsy Adam, Longo Viviana, Marte Giovanna, Misitano Vincenzo, Morabito Giovanni, Morabito Leo, Raschella’ Francesco e Rodinò Anna, Rua Alessandro, Slatineanu Elena Maria, Spanò Giulio, Versace Anna e Zema Lara.
La volpe e il corvo, il cane e il lupo, la lepre e la tartaruga, la donnola e il pipistrello, il mulo povero e il mulo ricco non erano più solo parole su un libro. Avevano il volto, la voce e i gesti dei bambini dell’ I.C. “M. Macrì” di Bianco: la furbizia della volpe negli occhi dei protagonisti, la vanità del corvo nel collo tirato, la fatica della tartaruga contro l’arroganza del salto veloce della lepre…Ognuno ha dato anima al proprio personaggio, con una naturalezza che ha conquistato il pubblico.
Ma il vero colpo di scena è stata la lingua, Il dialetto: non una macchietta, non un gioco, i bambini hanno parlato la lingua della mamma e dei nonni con ritmo e rispetto. Ogni battuta pronunciata dal palco è stata un ponte tra passato e presente, tra i banchi di scuola e la piazza del paese.
“Quando abbiamo sentito la classe recitare le favole nel nostro dialetto ci siamo emozionate” raccontano le maestre Romeo Carmela, Romeo Maria Lucia e Foti Rosanna, Anita Morosini e Sculli Maria Grazia, che hanno seguito e portato a termine con passione questo progetto. “Gli studenti hanno capito che Esopo non parla solo di animali. Parla di noi, di invidia, amicizia, lavoro e lo hanno fatto con la loro voce”, commentano i proff. Fornazar Giuseppe e Rosamaria Scordo, che hanno affiancato il gruppo e contribuito alla riuscita dello spettacolo. Inoltre, la Dirigente Scolastica, dott.ssa Vittoria Paola Zurzolo, e il Vicepreside, Professor Alberto Crupi, hanno fornito un supporto costante che ha permesso a questo sogno di realizzarsi.
La Dirigente Scolastica esprime viva gratitudine alla Pro Loco di Caraffa del Bianco, che ha messo a disposizione gli strumenti e le strutture per la realizzazione dell’opera teatrale. “Grazie alla collaborazione di tutti – ha dichiarato la Dirigente – i nostri bambini hanno imparato che le radici sono la forza per guardare al futuro. Il dialetto è patrimonio, è memoria, è Bianco”.
Il pubblico, composto da genitori, nonni e cittadini, ha risposto con applausi scroscianti e occhi lucidi. Tanti anziani annuivano ad ogni battuta: quelle erano le parole che sentivano da bambini. Per una volta la scuola non ha insegnato solo matematica o grammatica. Ha restituito identità.
La 5a A ha dimostrato che il dialetto non è vecchio. È vivo. È capace di far ridere, di insegnare, di unire le generazioni. Ieri all’Auditorium Villa Medici i bambini di Bianco non hanno solo recitato Esopo, l’hanno salvato dall’oblio, una parola alla volta.
Standing ovation finale. E la promessa che queste favole, ora, non si perderanno più.

