Bocciato Spirlì, il Tar riapre le scuole.

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Nuova bocciatura, da parte del Tar, per l’ordinanza firmata dal presidente facente funzione della Regione Spirlì, sulla chiusura della scuole. Da domani riaprono le scuole.

Il Tar della Calabria ha sospeso con decreto del presidente del Tribunale Giancarlo Pennetti l’ordinanza del presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì che lo scorso fine settimana aveva disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, esclusi gli asili nido, per l’aggravamento della situazione epidemiologica, fino al 21 marzo.

Il Tar, che ha fissato l’udienza di merito per il 14 aprile, ha così accolto il ricorso presentato da un gruppo di genitori, docenti, presidi e associazioni di tutta la regione.

La normativa statale (art. 43 DPCM cit.) contempla esclusivamente per le aree in zona rossa la sospensione delle attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado in presenza prevedendone esclusivamente la prosecuzione con modalità a distanza laddove la Calabria, nel quadro classificatorio stabilito a seguito dell’art. 1 del D.L.n.15/21 è collocata in zona gialla dal 29/1 u.s. per la quale resta confermata la didattica in presenza delle attività scolastiche, oltre che -giova ricordarlo- gli esercizi commerciali (bar, ristoranti) e le attività produttive». È questo il principale motivo per il quale il Tar ha sospeso l’ordinanza con la quale il presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì.

Pertanto, da domani, mercoledì 10 marzo, scuole di ogni ordine e grado riaperte in Calabria a meno che, nelle prossime ore, non sarà emanato una nuova ordinanza da parte della Regione.

Il presidente Spirlì ha commentato così la decisone del Tar: “Il Tar ha deciso e si assume la responsabilità. Mi auguro che le prossime settimane non siano dolorose dal punto di vista dell’aumento dei contagi. Noi comunque continueremo a lavorare per tutelare la salute di tutti i calabresi”.La presenza delle varianti è stata acclarata su campioni per cui le varianti sono già presenti sul territorio in buon numero. Non voglio fare terrorismo psicologico ma devo riflettere assieme al commissario Longo sulla necessità di prevenire piuttosto che poi dover curare”.