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Cara Sinistra, festeggi la tua condanna a morte

Dopo la vittoria referendaria, prende forma un’entità politica di stampo leninista che sostituisce l’uguaglianza con il giustizialismo: ecco perché la vera sconfitta deve ancora arrivare.

 Cara Sinistra,

Stai festeggiando la tua sconfitta.

Ha vinto il “partito” più organizzato, motivato e forte che in questo momento c’è in Italia e che dispone di un canale televisivo (la 7), di un quotidiano (Il Fatto) di una rete diffusa di magistrati in grado di controllare e dirigere l’ intera ANMI e dell’apparato della CGIL Condiziona il Corriere della Sera e ha influenza  su molti organi di informazione.

Un partito con una organizzazione “leninista”. Golpisti di professione.

C è una sola differenza, Lenin aveva lanciato la parola d’ordine “tutto il potere ai soviet di operai e contadini” mentre il potenziale “partito” emerso prepotentemente dalla campagna referendaria, pretende che tutto il potere vada a propri esponenti.  Si tratta di un blocco compatto che con la storia della Sinistra non c’entra proprio nulla e che invoca il cappio e la gogna al posto dell’uguaglianza, della libertà e della giustizia sociale.

Il prossimo anno, in occasione delle elezioni politiche, il partito “legge e ordine” (falsi entrambi sulla loro bocca) presenterà il conto non solo imponendo nelle liste i loro falsi eroi di una falsa lotta per la legalità ma anche i loro temi e la loro agenda.

C’è da scommettere che i veri protagonisti della prossima campagna elettorale saranno “loro” che già tendono a mettere in chiaro che “la politica gode di una fiducia da parte del 18% della popolazione mentre I magistrati sono oltre il 51%” (Gratteri). Aggiunge Di Matteo: ” Sono felice perché il voto di ieri è l’ulteriore dimostrazione che nel Paese esiste ancora una maggioranza silenziosa che non si riconosce necessariamente nei partiti, e questo per me è segnale di speranza”.

La Sinistra è contenta perché non gode della fiducia neanche di chi è costretto a votarla e gongola perché nel paese si invoca il “partito” che ancora non c’è… ma che presto ci sarà. Quindi prepariamoci a scegliere, alle prossime elezioni politiche,  tra una “destra – destra” capeggiata dalla Meloni e da una “destra-sinistra ” capeggiata da personaggi di inchiostro e celluloide appositamente costruiti a tavolino e che già sono stati protagonisti della vittoria del “si” al referendum.

Costoro hanno un programma eversivo rispetto all’ordine Costituzionale e, avendo vinto il referendum, si sono scatenati venendo allo scoperto. Così Marco Travaglio, nel ruolo di nuovo Robespierre sia pure in sedicesimo , dopo aver tentato di demolire, durante la campagna referendaria, la persona e l’opera di Giuliano Vassalli medaglia d’argento della Resistenza, colpevole di aver abbandonato il “Codice Rocco”  vigente durante il regime FASCISTA,  scrive su “Il fatto” di qualche giorno fa: “… si spera che la vittoria referendaria infonda coraggio a quei tanti troppi magistrati che in questi anni hanno tirato indietro la gamba per non attirarsi le ire del governo di turno e ricomincino ad indagare sul potere come trenta anni fa. Ispirandosi ad alfieri del no come Gratteri, Di Matteo, Woodcck.. Punto!

Su quali “poteri” abbiano indagato con successo i nostri eroi resta un mistero e comunque offesa più grave ai magistrati non si poteva fare dal momento Travaglio li accusa di inettitudine, di opportunismo e di aver tirato la “gamba indietro” per paura del “governo di turno”. Si possono riscattare, sempre secondo Travaglio, ora a che hanno vinto il referendum diventando collezionisti di scalpi di innocenti. Il loro programma è chiaro e non è quello di risolvere i problemi ma piuttosto di tacitare la rabbia plebea allestendo forche e gogne nella pubblica piazza in modo da incarognire  il popolo.

E tu Sinistra sei stata, sei e sarai fottuta. Ed io con te. 

Avremo Travaglio al posto di Vassalli

Gratteri ministro della giustizia al posto di Togliatti.

Woodckok al posto di Pertini.

Di Matteo al posto di Dossetti

Abbandonerai al loro triste destino gli oppressi. Nel 1989 era Vittorio Feltri, della destra dura e pura, a criminalizzare i paesi dell’Aspromonte e della Calabria spesso retti da amministrazioni comunali di Sinistra.

Noi di Sinistra lo accusavamo di razzismo antimeridionale.

Oggi sono i tuoi “alleati” a muovere l’accusa e sotto sotto sta bene anche a te, Sinistra cara, che intere comunità vengano accusate di essere una manica di criminali irredimibili.

Così si mette una pietra tombale sulla Costituzione.

Agitata e sotterrata!

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