Per volontà della famiglia pubblichiamo questo messaggio in memoria di Carlo Muià, venuto a mancare nei giorni scorsi. La famiglia comunica che la Santa Messa di trigesimo sarà celebrata mercoledì 6 agosto, alle ore 19, presso la Chiesa di Santa Maria dell’Arco a Siderno. La redazione de La Riviera si unisce al dolore della famiglia ed esprime le più sentite condoglianze alla moglie Maria Saveria Gallucci, ai figli Marina, Michele (Mike) e Giancarlo, e a tutti i familiari. Una singolare e toccante coincidenza lega questa dolorosa vicenda familiare: il figlio Vincenzo era scomparso il 6 luglio, e proprio il 6 luglio si sono svolte anche le esequie di Carlo Muià, una data che resterà indelebile nel ricordo dei suoi cari.
Prima ancora che un parente, oggi salutiamo un uomo. Un uomo che ha lasciato un segno profondo nella sua famiglia, nella sua comunità e nella vita di chiunque abbia avuto il privilegio di conoscerlo.
Carlo Muià non è stato semplicemente un imprenditore edile. È stato un uomo di visione, capace di immaginare il futuro quando molti non erano ancora pronti a comprenderlo. Le sue idee erano spesso avanti rispetto ai tempi e al contesto in cui viveva. Con il suo lavoro ha costruito case, edifici e opere, ma soprattutto ha costruito opportunità. Ha dato lavoro a tante persone e, attraverso il suo impegno, ha contribuito al benessere di molte famiglie.
Era stimato per la sua onestà, per la sua parola, per il suo senso del dovere e per un’etica del lavoro che oggi è sempre più rara. Apparteneva a quella generazione di uomini che consideravano il rispetto, la dignità e la responsabilità valori irrinunciabili.
Ma Carlo era molto più del lavoro. Era un uomo profondamente legato alle proprie radici. Aveva imparato dagli anziani il valore delle tradizioni, custodiva i proverbi, le usanze, i racconti del passato e li trasmetteva con naturalezza a chi gli stava vicino. Era una memoria vivente della sua comunità, un punto di riferimento per chiunque volesse ricordare una storia di famiglia, ricostruire un legame di parentela o semplicemente ascoltare un pezzo di passato raccontato con passione.
Per la sua famiglia era il fratello maggiore, quello a cui tutti si rivolgevano quando c’era bisogno di un consiglio, di una parola saggia o semplicemente di qualcuno che sapesse ascoltare. La sua presenza dava sicurezza.
La sua casa era sempre aperta. Amava la compagnia, le tavolate, le conversazioni, il confronto. Sapeva accogliere chiunque senza giudicare, senza fermarsi alle apparenze, alle origini o alle etichette sociali. Per lui ogni persona meritava rispetto.
Tutti lo conoscevano come “Don Carlo”, non per un titolo, ma per il rispetto che riusciva a ispirare naturalmente. Era una forza della natura: una personalità travolgente, un uomo dal carattere deciso, ma con un cuore ancora più grande. Generoso, disponibile, incapace di voltarsi dall’altra parte davanti al bisogno di qualcuno. E insieme a tutto questo possedeva un senso dell’umorismo che rendeva ogni incontro più leggero e ogni momento trascorso con lui ancora più piacevole.
La vita, però, non gli ha risparmiato il dolore più grande che un genitore possa conoscere: la perdita di un figlio. Una ferita che lo ha segnato profondamente e che ha cambiato una parte di lui. Eppure non è mai stato solo. L’affetto della sua famiglia, dei fratelli, dei nipoti, degli amici e di tutte le persone che gli volevano bene lo ha sempre circondato, restituendogli quell’amore che lui aveva donato per tutta la vita.
Carlo era un uomo impossibile da ignorare. La sua presenza riempiva ogni luogo, la sua voce, la sua energia e il suo entusiasmo lasciavano un’impronta ovunque andasse. Era uno di quegli uomini che, senza cercarlo, diventano un punto di riferimento per un intero paese.
Oggi sentiamo il peso della sua assenza, ma ancora più forte sentiamo la ricchezza della sua eredità. Ci lascia i suoi insegnamenti, i suoi valori, il suo esempio di uomo onesto, laborioso, generoso e profondamente umano.
Ha vissuto intensamente, conoscendo grandi gioie e affrontando dolori immensi con dignità. E proprio perché ha vissuto così pienamente, il suo ricordo continuerà a vivere in ciascuno di noi.
Ci mancheranno la sua saggezza, la sua memoria straordinaria, il suo sorriso, le sue battute, i suoi racconti e quella capacità unica di far sentire tutti accolti.
Addio, Don Carlo. Uomini come te non scompaiono davvero. Continuano a vivere nelle opere che hanno costruito, nei valori che hanno trasmesso e nell’amore che hanno seminato. E finché ci sarà qualcuno che pronuncerà il tuo nome con affetto e gratitudine, una parte di te continuerà a camminare accanto a noi.
I parenti tutti



