HomeApprofondimentiCaulonia: “Villa Comunale: non è riqualificazione, è tabula rasa”

Caulonia: “Villa Comunale: non è riqualificazione, è tabula rasa”

COMUNICATO STAMPA del Gruppo Politico DIPENDE DA NOI

Nel silenzio più assordante dell’amministrazione guidata dal sindaco Cagliuso — rotto solo dal rumore delle motoseghe — è caduto l’ultimo pioppo italico, gigante di quella che era la Villa Comunale “Angelo Frammartino”.

Lo scempio perpetrato ai danni del verde pubblico ha indignato l’intero paese. Non si è trattato di manutenzione ordinaria, come qualcuno tenta di far credere: è stata una vera e propria tabula rasa. Dietro la parola “riqualificazione” si è nascosta, ancora una volta, l’eliminazione di alberi sani e decennali.

I cittadini chiedono risposte chiare, mentre il paesaggio urbano è stato trasformato in modo irreversibile. Nel giro di poche ore, un viale alberato e rigoglioso si è trasformato in un cimitero di tronchi e segatura.

Non si tratta di un caso isolato, ma dell’ennesimo episodio di una lunga serie di interventi che molti residenti definiscono senza mezzi termini un taglio indiscriminato. Ci riferiamo:

  • ai pini del cortile della scuola di Vasì;
  • a quelli antistanti i locali della guardia medica;
  • agli alberi davanti alla casa comunale;
  • a quelli della zona Tarantino.

Sicurezza o altro interesse?

La giustificazione ufficiale è sempre la stessa: sicurezza pubblica. Alberi definiti “pericolanti” o “malati”, ma — come riferito dalla minoranza — senza perizie pubbliche, senza sopralluoghi documentati, senza autorizzazioni dei Carabinieri Forestali. Eppure, osservando i ceppi rimasti a terra, il legno appare solido, privo di quel marciume che ne giustificherebbe l’abbattimento immediato.

Abbiamo perso non solo ombra e ossigeno, ma un pezzo della nostra memoria collettiva. Quegli alberi erano presenti da quasi trent’anni. Abbatterli richiede un’ora; per rivederli crescere non basterà una generazione.

Mentre a livello internazionale si promuove la forestazione urbana per contrastare le isole di calore, l’amministrazione comunale sembra muoversi in direzione opposta. Nonostante ciò, non perde occasione per presenziare alla “Giornata dell’Albero” e ad altre manifestazioni ambientaliste, in un atteggiamento che appare contraddittorio.

Sostituire un albero adulto con un giovane arbusto non è un’operazione a somma zero: un albero maturo può assorbire fino a 150 kg di CO₂ all’anno, una capacità che una nuova piantumazione non raggiungerà prima di vent’anni.

Un silenzio che fa rumore

Come cittadini ci chiediamo: perché non si è intervenuti con potature mirate o consolidamenti statici, riducendo il danno ambientale ed estetico? Perché sacrificare il decoro urbano senza un confronto pubblico e trasparente?

L’amministrazione parla di “piani di reimpianto”, ma la fiducia dei cittadini è ai minimi storici. Ci auguriamo almeno che vengano risparmiati i cipressi dei nostri cimiteri.

Questo è il metodo dell’amministrazione Cagliuso: un metodo già visto in altre scelte amministrative — come nel caso del lungomare — che ci ha indotti ad abbandonare la giunta e la maggioranza. Alla luce di quest’ultimo episodio, riteniamo di aver compiuto una scelta giusta e coerente.

DIPENDE DA NOI
Gruppo Politico

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