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Centenario del Maestro Giuseppe Correale: L’Associazione Culturale Arteterapia Zefiroart ETS al fianco del Comune di Siderno

In occasione del centenario della nascita dello scultore sidernese Giuseppe Correale

(1925–2026), l’Associazione Culturale Arteterapia Zefiroart ETS rinnova il proprio impegno

culturale e sociale sul territorio della Locride.

Siamo lieti di annunciare la nostra partecipazione in qualità di partner al progetto

promosso dall’Amministrazione Comunale di Siderno — capofila di un percorso di

rivitalizzazione cittadina, partecipazione attiva e coesione sociale avviato nel 2022 — e

dall’Associazione “Giuseppe Correale”, sostenuto dalla Città Metropolitana di Reggio

Calabria.

Il 27 agosto 2026 si terrà presso la Villa Comunale di Siderno la 5ª edizione del Concorso

di Pittura Estemporanea “Sulle orme del Maestro Correale”. Dopo il successo delle prime

quattro edizioni — che hanno anche visto l’adesione di numerosi giovani artisti e la

collocazione della targa commemorativa presso la casa-laboratorio dell’autore —, l’evento

assume quest’anno una forte connotazione identitaria incentrata sul tema: “Le donne di

Correale: per una comunità che abbraccia”.

A coronamento di questa sinergia istituzionale e associativa, la nostra Presidente,

Carmela Salvatore, è stata chiamata a far parte della giuria d’esperti — presieduta da

Gianluca Sità e composta da Rosario La Seta, Marilisa Morrone e Valeria Correale — con

il compito di valutare le opere in gara.

Crediamo fermamente nel valore della cultura e del Terzo Settore come strumenti

insostituibili di coesione, bellezza e memoria storica. Invitiamo tutti gli artisti, i giovani e la

cittadinanza a partecipare a questa giornata dedicata all’arte e alla celebrazione di un

grande maestro della nostra terra.

 

 

Dettagli dell’evento:

Data: 27 agosto 2026

Tema: “Le donne di Correale: per una comunità che abbraccia”

Iscrizioni e timbratura tele: dalle ore 08:30 alle 10:30 presso YMCA Siderno

Premiazione ed esposizione: ore 20:30 presso la Villa Comunale di Siderno

Partecipazione: Gratuita

 

Le figure femminili nell’opera dello scultore Giuseppe Correale (1925–

2012)

Le figure femminili nel corpus plastico e grafico di Giuseppe Correale costituiscono il fulcro

concettuale, formale e simbolico dell’intera sua produzione. La rappresentazione della

donna travalica l’intento meramente ritrattistico per farsi indagine ontologica sull’essenza

della vita, sulla cura, sulla protezione e sulla sacralità dell’accoglienza, incarnando

appieno l’idea di un’architettura umana e sociale in grado di abbracciare la comunità.

La ricerca del Maestro si articola attraverso molteplici contesti e registri espressivi:

La “Madonna della Pace” (1944) – Chiesa di Santa Maria del Carmine, Siderno. Scolpita

nel 1944 da un unico ceppo di legno, l’opera raffigura la Vergine in un’impostazione di

composta e arcaica solennità, affiancata da due angeli. Realizzata durante la fase bellica,

la figura materna e divina si erge a rifugio spirituale e simbolo di riconciliazione e speranza

per la comunità.

La “Maternità” e le sculture private in pietra verdite e bronzo – Casa-studio/Gipsoteca

e collezioni private. In queste sculture d’atelier, il corpo femminile è indagato mediante una

sintesi di volumi compatti e linee avvolgenti. La figura appare ripiegata su sé stessa o

intenta nell’atto della nutrizione e della tutela della prole. La materia, modellata con

morbide levigature, accoglie la luce trasformandola in presenza protettiva e riparo

materno

 

I rilievi del Portale Bronzeo di Santa Maria di Portosalvo (1987) – Chiesa Arcipretale,

Siderno. Nelle formelle decorative del portale, la donna è raffigurata nelle allegorie delle

virtù teologali e nelle scene di vita devozionale cittadina, riaffermando la matrice sacra,

laboriosa e comunitaria del ruolo femminile nel tessuto sociale.

 

La grazia del movimento e la dimensione intima: ballerine, fanciulle e studi d’atelier

(Anni ’70 – ’90) – Studio dell’artista e collezioni private. Accanto alla solennità arcaica

delle Maternità, la ricerca di Correale trova un ulteriore snodo fondamentale nel ciclo

dedicato alle Ballerine e alla figura femminile giovanile. In queste opere — plasmate in

bronzo, travertino o gesso —, la sintesi plastica abbandona la stasi volumetrica per aprirsi

a una dinamica aerea: le linee si fanno fluide e leggere, catturando il ritmo del gesto

danzato e la vitalità della giovinezza. Questa stagione si intreccia indissolubilmente con la

vita affettiva della bottega. Per la realizzazione dei bozzetti e degli studi preparatori su

carta e tela, Correale coinvolgeva direttamente le proprie figlie, facendole posare per

ritrarre la verità dei volti, delle anatomie e delle posture giovanili. I disegni e i ritratti non

erano semplici bozzetti, ma la prima fase di decodifica del reale da cui lo scultore

muoveva per giungere alla sintesi plastica, trasformando l’affetto domestico e la grazia

della fanciullezza in un archetipo universale di armonia e speranza.

 

Filosofia della scelta stilistica e valore socio-antropologico

Genesi della scelta stilistica: dalla sintesi sottrattiva al dinamismo del movimento.

La poetica di Giuseppe Correale fonda le proprie radici in una rigorosa indagine tesa

all’isolamento del noumeno, l’essenza spirituale dell’esistenza celata sotto la mutevolezza

della superficie materica. Nel trattare la figura femminile, l’artista rifiuta ogni

compiacimento decorativo, indugio descrittivo o edulcorazione veristica.

Il processo creativo del Maestro si sviluppa attraverso due direttrici formali

complementari: La sintesi della forma chiusa.

Nelle figure materne e sacre, la tecnica procede per sintesi sottrattiva. La figura viene

denudata fino all’individuazione di volumi primari, compatti e protettivi. La materia — sia

essa l’argilla originaria, la pietra o il bronzo — viene modellata secondo linee avvolgenti

che trasformano il corpo in un’architettura organica. Le superfici levigate accolgono la luce

naturale, convertendola in veicolo di trascendenza e raccoglimento.

Nel ciclo delle Ballerine e della ritrattistica giovanile l’articolazione dinamica e l’impronta

d’atelier. La rigorosa sintesi volumetrica non si traduce in stasi, ma si apre alla vibrazione

del movimento. La ricerca essenziale si applica qui alla fluidità delle linee e alla struttura

aerea del gesto danzato. Il processo concettuale non parte da un’astrazione a priori, ma

da una profonda decodifica del reale che trova il suo perno nella sfera affettiva: il

coinvolgimento delle figlie chiamate a posare in studio. Il ritratto su carta diviene la prima

indispensabile analisi morfologica e analitica; da questa indagine dal vero nasce la

successiva transizione verso la plastica, dove il tratto fisiognomico della figlia si sublima

nell’archetipo universale della giovinezza e della grazia in divenire.

La donna come “comunità che abbraccia”, ecco che il tema della donna risponde in

Correale a una duplice matrice, interiore e socio-culturale, intima ed etno-antropologica.

Figlio di una sarta e cresciuto tra le privazioni dell’epoca bellica, lo scultore ha vissuto il

valore strutturale della figura femminile nel tessuto sociale calabrese e la verità degli affetti

quotidiani all’interno della propria casa-laboratorio.

La donna, nella visione di Correale, non è mai oggetto di contemplazione passiva o

estetizzante, bensì il pilastro esistenziale della comunità, la custode della memoria e

l’agente generativo capace di ricucire le fratture materiali e spirituali dell’esistenza.

Se la figura materna incarna la forma-riparo che difende la vita fragile dall’ostilità esterna,

la fanciulla e la ballerina rappresentano la spinta verso la vita, l’apertura fiduciosa al futuro

e il ritmo della speranza. La figura femminile racchiude così la totalità dell’esperienza

umana: dalla compostezza ieratica del divino all’energia vitale della crescita.

 

Rileggere l’opera di Correale alla luce della tematica “Le donne di Correale: per una

comunità che abbraccia” offre chiavi d’interpretazione di immediata rilevanza per la

contemporaneità:

A fronte di una contemporaneità segnata dall’iper-visibilità, dalla velocizzazione e

dalla mercificazione dell’immagine femminile, la scultura di Correale oppone la

monumentalità della pudicizia, la disciplina del movimento e la tridimensionalità

della cura.

Nel territorio della Locride, l’archetipo femminile di Correale testimonia l’importanza

della resilienza, dell’accoglienza e dell’unione. La donna è “comunità che

abbraccia”: protegge le proprie radici (la Madre) e al contempo proietta il gruppo

sociale verso la trasformazione e la bellezza (la Ballerina, la Giovinezza).

Cento anni dopo la nascita di Correale, la riflessione sulla parità, sui diritti e sulla

centralità del ruolo femminile ritrova nelle sue forme una consacrazione visiva priva

di retorica. La donna di Correale non è mai subordinata o marginale: è l’asse

portante e il centro dinamico attorno al quale ruota l’equilibrio della vita, della

famiglia e dell’intero paesaggio umano.

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE ARTETERAPIA ZEFIROART ETS

 

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