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“Chiedo verità e giustizia”: la denuncia di Antonio Cuppari su indagini, sequestri e processo iniziato nel 2013

L’imprenditore di Brancaleone, Antonio Cuppari, racconta la propria versione dei fatti sull’operazione Metropolis: accuse di indagini scorrette, beni sequestrati e anni di battaglie legali. “Voglio che si sappia cosa è successo a me, alla mia famiglia e alle mie aziende”.

Sono Antonio Cuppari, nato a Brancaleone, il 17 marzo 1964, residente a Brancaleone.

Preciso innanzi tutto, prima di iniziare a trattare, ogni singola argomentazione, di non essere armato, di non voler fare del male a nessuno se non a me stesso, perché sono stanco e sconcertato di tutto quello che io e la mia famiglia stiamo subendo dal 2013 ingiustamente e illegittimamente. Preciso di non avere nulla da dire contro la Magistratura, contro La Guardia di Finanza, contro i Carabinieri ne contro la Polizia di Stato in generale, ma tengo a rimarcare con assoluta fermezza che ho moltissimo da dire nei confronti di quei Magistrati che hanno condotto sin dall’inizio, le indagini e su chi mi ha giudicato fino a oggi in ambito dei Procedimenti Penali e di Misure di Prevenzione, che hanno indagato e giudicato in modo scorretto, illegale e ingiusto , valutando solo ed esclusivamente le false accuse costruite ad arte e portate avanti di proposito dai Pubblici Ministeri, Dott. Nicola Gratteri e Paolo Sirleo, che hanno adottato il “SISTEMA GRATTERI” facendo un uso distorto di quanto realmente accertato nel 2009, e un copia e incolla delle stesse senza mai valutare quanto io ho dichiarato e dimostrato con voluminose memorie difensive depositate in ogni procedimento e fase sin dal 2009, comportamento che ovviamente ha portato a tutta una serie di condanne e colpevolezza ingiuste, sequestri e confische con metodi poco chiari e legali e quindi alla distruzione della mia famiglia e delle mie attività imprenditoriale, in merito al proc. denominato Metropolis del 5 marzo 2013 Proc.pen.n.3369/08 RGNR-DDA Tengo a precisare che, a dare l’ordine a chi indagava nei miei confronti in quel periodo, quindi la Guardia di Finanza di Locri coadiuvati  dalla DDA di Roma e Reggio Calabria, di fermarmi a tutti i costi e con ogni mezzo, è stato l’onnipotente, illustre e illuminato Dott.  Nicola Gratteri, che abusava del suo immenso e assoluto strapotere anche se già dal 2004 sapeva che ero dedito al lavoro e che avevo reddito sufficiente per poter vivere in modo dignitoso in quanto già nel 2004 assieme a mia moglie avevamo ben 2 attività di commercio, vendita autoveicoli e vendita abbigliamento.

Sono stato tratto in arresto il 05 marzo 2013 in ambito dell’operazione Metropolis procedimento penale n. 3369/08 R.G. N.R. –DDA. per il reato di cui all’articolo 416 bis c.p. e altro e posto sotto sequestro preventivo ogni mio bene aziendale e personale, chi ha condotto le indagini da parte della Procura quindi il Dott. Nicola Gratteri, Dott Sirleo, e da parte della Guardia di Finanza Raimondo Galletta, Mario Di Maula, Lenti, Trimonti, Borrello Carmelo, più altri e tutti appartenenti alla Guardia di Finanza,  per poter ottenere  la custodia cautelare nei miei confronti e sequestro preventivo di tutti i beni non hanno esitato a: dichiarare il falso, falsificare atti, omettere di dire quanto realmente accertato e verbalizzato in virtù della verifica della Guardia di Finanza di Locri del 05/02/2009, inventare e verbalizzare di sana pianta dichiarazione a nome di un noto collaboratore di giustizia tale Tripodoro Pasquale, che di fatto Tripodoro non ha mai reso nessuna dichiarazione in vita sua nei miei confronti, inventare di sana pianta dati reddituali falsi come se fossero i dati reali delle dichiarazione dei redditi personali e delle attività dei coniugi Cuppari Antonio e Rodà Ernesta dichiarati dal 1998 al 2003. Fino al 5 marzo 2013 ero un noto commerciante di auto e un imprenditore immobiliare di Brancaleone, rispettato e stimato da tutti, davo lavoro a moltissime persone, dal 5 marzo 2013 in poi la Procura e la Guardia di Finanza che hanno indagato, attraverso il web, giornali e tv hanno fatto passare un messaggio di me e del mio immenso lavoro, che non rispecchia per niente la realtà . La realtà è che per fermarmi a tutti i costi hanno dovuto commettere diversi REATI per poter costruire false prove onde poter portare avanti le loro false accuse ai fini dell’ ottenimento della custodia cautelare in carcere e sequestro preventi di ogni mio bene. Fatti da me denunciati e dimostrati con prove certe, accertabili da chi che sia, comunicati a tutte le Procure competenti, alle più alte cariche dello Stato Italiano e a moltissime testate giornalistiche. Oggi ho deciso di porre fine al mio lungo silenzio, perché ho capito che si vuole insabbiare tutto solo perché il principale ideatore della rovina è l’onnipotente dott. Gratteri, oggi tutti devono sapere cosa mi è realmente accaduto, come mi hanno fermato, come hanno distrutto me e la mia famiglia, le mie aziende, il mio progetto e il territorio sia a livello economico che a livello turistico. I miei beni sono posti sotto sequestro e confisca anche se dal reato di riciclaggio di denaro sono assolto in via definitiva “PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE” e le mie aziende sono assolte dal reato mafioso, i miei beni a differenza di quanto si possa pensare e sapere, non sono confiscati per reati di mafia ma bensi per reati amministrativi e urbanistici. Io non ritengo i miei beni sequestrati e confiscati dallo Stato Italiano attraverso lo strapotere giudiziario messo in atto dall’onnipotente dott. Gratteri e chi per lui, ma li ritengo RUBATI dallo Stato Italiano attraverso lo strapotere di certa Magistratura che mai ha voluto valutare serenamente, in quanto un sequestro e una confisca possono essere ritenute tali solo se realmente legittime sotto ogni profilo giuridico rispettando le leggi Italiane e la Costituzione Italiana. Nel mio caso non è stato rispettato niente, chi ha indagato ha “COMMESSO REATI” evidenti altrimenti non potevano fermarmi in quanto non avevo commesso nessun reato ed era ed è tutto regolare, legale e legittimo. Solo attraverso la sentenza n° 79 del Presidente Accurso presso il Tribunale di Locri avevo in parte ottenuto giustizia in merito al sequestro preventivo, in quanto mi venivano dissequestrati tutti i miei beni personali e societari, alla cui sentenza nessuno si era opposto da parte della Procura, ne la Procura Generale, ne la Procura hanno inoltrato ricorso, per tanto come per legge al 46 ° giorno dalla data di deposito di detta sentenza, il dissequestro era divenuto esecutivo, definitivo, ma in Corte di Appello essendo io raccomandato dall’onnipotente illustre e illuminato dott. Gratteri, le cose cambiano, il Presidente Ugolino facendo un uso distorto delle leggi, entra nel merito del sequestro preventivo, cosa che non poteva fare, e sequestra nuovamente tutti i miei beni e ovviamente essendo io raccomandato, la Cassazione conferma. Presento incidente di esecuzione e dopo oltre 2 anni il Tribunale rigetta senza dare una risposta al quesito posto, faccio ricorso e sono ancora in attesa di esito, esito che già conosco in quanto essendo io raccomandato so benissimo cosa mi spetta.

Quello che faccio lo devo per il bene in primis di mia figlia e mia moglie, per il bene della mia famiglia che ingiustamente vive dal 2013 un disagio immenso, lo devo ai miei moltissimi clienti del Gioiello Del Mare che di me si erano fidati ciecamente, lo devo al territorio distrutto ingiustamente e in modo illegale a livello turistico.

Se ero riuscito a fare ciò che stavo facendo attraverso le mie attività La Rosa Dei Venti vendita autoveicoli e RDV vendita immobili in merito al progetto Gioiello Del Mare ed ero un ottimo imprenditore, non era certo un REATO, essere stato bravo e capace a portare sviluppo turistico attraverso un flusso turistico in gran parte NORD EUROPEO non significa essere criminali, ma significa essere imprenditore serio e onesto, che con l’aiuto delle Banche attraverso mutui edilizi e con l’incassi delle caparre incassate derivanti dalle vendite su carta di immobili, era riuscito a fare ciò che stava facendo. L’onnipotente illustre e illuminato dott. Gratteri attraverso il suo immenso e assoluto strapotere non ha distrutto solo la famiglia di Cuppari Antonio, ha distrutto 450 famiglie residenti in Inghilterra, Svezia, Irlanda, America, Canada, Russia, Australia, Danimarca, Spagna, Svizzera Francia, Germania ecc.. famiglie che avevano investito acquistando immobili lecitamente sul territorio del Comune di Brancaleone come accertato nella verifica della Guardia di Finanza del 05/02/2009 , ha distrutto il territorio, in modo particolare il territorio del Comune di Brancaleone che poteva essere un fiore all’occhiello a livello turistico, arrecando un danno fisico, morale e economico inestimabile.

Antonio Cuppari           

 

 

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