Cittanova: il 5 gennaio lo spettacolo “Così parlò Bellavista”

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Foto: strettoweb

Il prossimo 5 gennaio, al Teatro Gentile di Cittanova, ci sarà  lo spettacolo “Così parlò Bellavista”, tratto dal film e dal romanzo di Luciano De Crescenzo, con Marisa Laurito, Geppy Gleijeses e Benedetto Casillo.

La Rassegna è organizzata dall’Associazione Kalomena, con il patrocinio della locale Amministrazione comunale, della Regione Calabria, della Presidenza del Consiglio regionale della Calabria, della Città Metropolitana ed il sostegno della BCC di Cittanova. I biglietti sono in vendita presso il teatro Gentile fino a lunedì 3 gennaio dalle ore 16.00 alle 19.00 ed il giorno dello spettacolo, oppure possono essere acquistati telefonando ai seguenti numeri di telefono: 3477191399 / 3206184249. INFO: kalomena@libero.it.

“Così parlò Bellavista” è la versione teatrale del libro di Luciano De Crescenzo, già film di grandissimo successo nel 1984, vincitore di due Nastri d’Argento e due David di Donatello. Uno spaccato antropologico vesuviano, con personaggi indimenticabili.

Trama

Gennaro Bellavista è un professore di filosofia in pensione, che si diletta a esporre le sue teorie agli amici Salvatore, Saverio e Luigino. In particolare, riallacciandosi scherzosamente alle categorie sociologiche esposte nel trattato tedesco Gemeinschaft e Gesellschaft, egli distingue l’umanità in «uomini d’amore», come i napoletani, e «uomini di libertà», come i milanesi. La sua vita tranquilla viene disturbata dall’arrivo del Milanese dottor Cazzaniga, il nuovo direttore del personale dell’AlfaSud. Costui va ad occupare un appartamento all’interno dello stesso palazzo di Bellavista. Il contrasto tra le due realtà interpretate da Bellavista e Cazzaniga non tarda ad arrivare. Oltre al nuovo inquilino, Bellavista si trova ad affrontare una gravidanza inaspettata, quella di sua figlia Patrizia, rimasta incinta del suo fidanzato Giorgio, disoccupato, e i due hanno intenzione di sposarsi. L’occasione di cambiare le cose si presenta quando lo zio di Giorgio, avendo deciso di ritirarsi, cede la sua attività di rivendita di articoli religiosi al nipote. La coppia, tuttavia, scopre presto il vero motivo del ritiro: il negozio è terra di confine tra due clan camorristici che chiedono entrambi il pizzo, costringendo così la coppia alla chiusura forzata. La soluzione arriverà a sorpresa grazie al Cazzaniga: rimasti entrambi bloccati in ascensore, Bellavista scoprirà nel nuovo inquilino un «uomo d’amore» e si pente di averlo giudicato male. Cazzaniga, grazie a un suo cognato, procurerà un posto di lavoro al Nord per Giorgio, e la coppia si trasferirà a Milano.