Concorsi pilotati a Reggio Calabria: rettore e prorettore non rispondono al gip

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Durante l’interrogatorio di garanzia, fissato questa mattina davanti al gip Vincenzo Quaranta, il rettore dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, Santo Marcello Zimbone e il suo predecessore, il prorettore Pasquale Catanoso, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Zimbone e Catanoso sono i principali indagati dell’inchiesta “Magnifica” coordinata dalla Procura di Reggio Calabria che aveva chiesto nei loro confronti gli arresti domiciliari.

L’operazione costituisce l’esito di un’articolata indagine che ha consentito di ipotizzare condotte illecite, commesse tra il 2014 al 2020, integranti l’esistenza di un’associazione dedita alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione  nella direzione e gestione dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria e delle sue articolazioni compartimentali.

Le indagini traggono origine da un esposto, presentato da un’architetto, Clarastella Vicari Aversa, che era stata scartata in un concorso per ricercatore, nel quale venivano segnalate condotte irregolari perpetrate in occasione dell’espletamento della procedura di valutazione comparativa per un posto di ricercatore universitario. Contro l’esito della selezione, la candidata aveva promosso alcuni ricorsi presso i competenti organi di giustizia amministrativa ma, stando alle indagini, le veniva suggerito di rinunciare all’azione giudiziaria intrapresa, ed aspettare il proprio turno per avere accesso a future opportunità professionali all’interno del dipartimento. L’indagine ha evidenziato anche irregolarità nella selezione delle commissioni esaminatrici attraverso la scelta di componenti ritenuti “affidabili” e, quindi, idonei a garantire un trattamento favorevole ai singoli candidati scelti certo non per meriti, ma perchè raccomandati.