Concorsi pilotati all’Università Mediterranea di Reggio Calabria. I nomi degli indagati

1071
Foto: il Reggino

I militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale interdittiva nei confronti di 6 professori ordinari e 2 dipendenti dell’area amministrativa dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Tra le persone sottoposte alla misura cautelare del divieto temporaneo all’esercizio del pubblico ufficio ricoperto, presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria figurano anche l’attuale Rettore (Santo Marcello Zimbone), sottoposto ad una misura interdittiva della durata di 10 mesi, nonché il suo predecessore, l’attuale Prorettore Vicario (Pasquale Catanoso), sottoposto ad una misura interdittiva della durata di 12 mesi.

Inoltre, i finanzieri hanno disposto la perquisizione domiciliare e personale nei confronti di 23 persone, di perquisizione di sistemi informatici in uso all’ Università, ed una richiesta di consegna di documentazione ritenuta essenziale ai fini probatori.

L’operazione costituisce l’esito di un’articolata indagine che ha consentito di ipotizzare condotte illecite, commesse tra il 2014 al 2020, integranti l’esistenza di un’associazione dedita alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione  nella direzione e gestione dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria e delle sue articolazioni compartimentali.

Le indagini traggono origine da un esposto, presentato alla locale Procura della Repubblica, da una candidata non risultata vincitrice, nel quale venivano segnalate condotte irregolari perpetrate in occasione dell’espletamento della procedura di valutazione comparativa per un posto di ricercatore universitario. Contro l’esito della selezione, la candidata aveva promosso alcuni ricorsi presso i competenti organi di giustizia amministrativa ma, stando alle indagini, le veniva suggerito di rinunciare all’azione giudiziaria intrapresa ed aspettare il proprio turno per avere accesso a future opportunità professionali all’interno del dipartimento. L’indagine ha evidenziato anche irregolarità nella selezione delle commissioni esaminatrici attraverso la scelta di componenti ritenuti “affidabili” e, quindi, idonei a garantire un trattamento favorevole ai singoli candidati scelti certo non per meriti, ma perchè raccomandati.

I concorsi che sarebbero stati truccati riguardavano le posizioni di ricercatori, di professori ordinari e associati, di assegnisti di ricerca, nonché le selezioni per l’accesso ai dottorati di ricerca e ai corsi di specializzazione.

Si tratta, ancora, di ipotesi di reato che dovranno essere confermate in sede di giudizio

Tra i nomi degli indagati c’è anche Giuseppe Bombino, già Presidente del Parco Nazionale d’Aspromonte.

Ecco tutti i nomi:

Adamo Rita Elvira

Albanese Giuliana Renata

Amaro Ottavio Salvatore

Arcadi Nicola

Bombino Giuseppe

Catanoso Pasquale

Condello Antonio

Dato Zaira

De Capua Alberto

De Capua Claudio Roberto Maria

Errante Lidia

Fabbio Philipp

Fera Giuseppe

Ferrara Massimiliano

Ferro Maria Giovanna

Ginex Gaetano

Gulisano Giovanni

Laganà Iside Rita

Laganà Filippo

Lombardo Maria Teresa

Maltese Demetrio

Manti Chiara

Manti Domenico

Mazza Laboccetta Antonio

Milardi Martino

Morabito Francesco Carlo

Neri Gianfranco

Neri Ilaria Stefania

Neri Paolo

Panetta Rossella

Panuccio Emilia Adele

Pellitteri Giuseppe

Presta Ida Giulia

Russo Antonello

Russo Rosario Maria Valerio

Sabatini Francesca

Saladino Giovanni

Santini Adolfo

Schena Leonardo

Sciascia Andrea

Sole Aurelia

Tamburino Vincenzo

Taverriti Alessandro

Themos Laura

Tornatora Rosa Marina

Trimarchi Michele

Tropea Giuseppe

Uso Agostino

Zampogna Giovanna

Zampogna Giuseppe

Zema Demetrio Antonio

Zimbone Santo Marcello