Costretto a curare i figli al Nord, perché manca reparto di neuropsichiatria

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Antonio Alvaro, di Reggio Calabria, ha lanciato un video-appello per un raccolta firme, chiedendo alla Regione e al prossimo Presidente di impegnarsi attivamente per individuare e stanziare risorse e competenze, allo scopo di dar vita a strutture sul territorio calabrese, specializzate in Neurologia e Neuropsichiatria infantile.

Il protagonista di questo appello è un papà di due figli affetti da una rara malattia genetica, esordita in età pediatrica, ma nessun posto che li possa seguire in Calabria. Lo scopo è quello di arrivare a poter curare anche malattie “come la Pse (paraplegie spastiche ereditarie ndr) e le altre malattie rare che affliggono tante famiglie.

La petizione, lanciata via Change.org, ha superato in pochi giorni le 60mila firme. Muoversi, spiega appunto Alvaro, è d’obbligo perché “non esiste un reparto di neuropsichiatria infantile”. Per questo, racconta, “negli anni 2000 abbiamo dovuto fare la valigia e dalla Calabria andare al Nord in cerca di una diagnosi per i miei figli e, da quel momento, ogni due anni insieme ad altre famiglie siamo costretti a fare il cosiddetto esodo sanitario“.

Sottolineando ancora che: “Con i soldi che la Regione sborsa ogni anno alle altre che ci accolgono insieme ad altre famiglie come la mia (o addirittura più gravi) potremmo avere l’élite dei medici” evitando così “di sperperare denaro pubblico e disagi socio-economici che si creano ogni volta che una famiglia deve effettuare un ricovero di alcuni mesi”.

La petizione è rivolta ai principali candidati alla presidenza della Regione delle imminenti elezioni amministrative, ai quali ha rivolto queste parole: “Non vogliamo meriti né tantomeno medaglie; vogliamo solo che i nostri rappresentanti istituzionali, difendano la dignità e i diritti del popolo calabrese”.

La richiesta è quella, dunque, di costruire un polo sanitario d’eccellenza di neuropsichiatria infantile, dove la mobilità da passiva diventi attiva.