Da Pompei al Titanic

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di Vincenzo Speziali

Lo scenario rappresentato da Vincenzo Speziali, di un paese che entra in una campagna elettorale, dove emergono nani e ballerine. Una situazione simile a quella di Pompei prima della distruzione o del Titanic in procinto di affondare.

La campagna elettorale, sta per iniziare, con il suo carico di aspirazioni e proposizioni – tutte, ovviamente, legittime!- ma, anche, con il conseguenziale strascico, delle delusioni che ne discenderanno, inevitabilmente.

Purtroppo, nel nostro caso di specie, la patologia degenerativa di un indefinibile e deprecabile ‘sistema’, dal punto di vista selettivo, circa la platea che dovrebbe comporre il Parlamento, nel nostro caso di specie, è indegna di un Paese avanzato (il quale per di più è tra le sette potenze economiche mondiali), anzi fa del ‘Tempio’ della democrazia rappresentativa (Camera e Senato, per l’appunto), un ricettacolo, nella maggior parte dei casi, di raccomandati, oppure di nani e ballerine (le quali tal volta passano per zarine, mentre non sono altro se non discutibili…lasciamo perdere!).

È come assistere, con sconcerto, agli ultimi giorni di Pompei o ai balli -effimeri- sulla tolda del Titanic in procinto di affondare, eppure si continua a gozzovigliare, senza aver coscienza e pudore.

Nessuno valuta e prende atto di come l’astensionismo che si materializzerà sarà la plastica materializzazione, non solo di un malessere diffuso o di una disincantata disillusione, bensì della vera e propria malattia coeva, ovvero la disaffezione partecipativa in luogo all’esercizio del diritto/dovere del voto (che per altro è coartato, in assenza del proporzionale nominalistico, il quale non è lo sterco del diavolo).

Intanto, sui territori (cioè le circoscrizioni elettorali) si affastellano le truppe calate dall’alto, a loro volta rappresentate dai presunti ‘conducator nazionali’, espressione massima degli autoreferenziali satrapi locali…e la gente rimane sgomenta sempre più!