Einaudi è stata l’ultima casa editrice a offrire questo modello commerciale, all’interno della formula chiamata “conto aperto Einaudi”. Giulio Einaudi, fondatore della casa editrice, cominciò a parlare di conto aperto nel 1948 e all’inizio degli anni Settanta venne creata una rete di promotori commerciali e agenti per organizzare la vendita delle enciclopedie e delle altre “grandi opere”, espressione che nel gergo editoriale indica i libri più costosi da realizzare, sia per il lavoro sul testo richiesto, sia per la qualità dei materiali utilizzati per confezionarli, a partire da quella della carta.
Bruno Gemelli
Negli anni ’50, ’60 e ‘70 in alcune famiglie della borghesia italiana c’era da sostenere una spesa fissa, di solito cinquemila lire al mese. Era la vendita rateale dei libri della casa editrice Einaudi che poi ha smesso; una pratica che è durata buoni cinquant’anni.
Gli autori dei tomi più venduti erano Renzo De Felice che ha scritto otto volumi sul fascismo e Paolo Spriano che ha scritto cinque volumi sulla storia del Partito comunista italiano. Su Spriano ha scritto un saggio Gregorio Sorgonà, “Corrispondenze, 1950-1988” (Viella, 2025). Saggio che è stato recensito da Tommaso Munari, sul domenicale de Il Sole 24 Ore. Munari ha esordito ricordando l’oblio editoriale caduto su Paolo Spriano: «A giugno del 2025 nessuno dei libri di storia che scrisse nel corso della sua vita risulta in commercio, ma appena mezzo secolo fa Paolo Spiano (1925-1988) era un autore che vendeva decine di migliaia di copie. Senza nulla concedere alla divulgazione, i suoi saggi macinavano edizioni e ristampe che oggi farebbero invidia persino a un Alessandro Barbero. Altri tempi, senza dubbio. Ma anche altri temi, tutti all’incrocio fra storia contemporanea e pensiero politico. Dalla Torino operaia al Biennio rosso, da Piero Gobetti ad Antonio Gramsci. Il suo bestseller, la Storia del Partito comunista italiano (Einaudi. 1967-75) vendette quarantamila copie nella prima edizione, diciassettemila nella seconda e duecentomila, in quella distribuita in edicola. E quei cinque volumi troneggiano in molti salotti borghesi, sfidando idealmente gli otto del Mussolini di Renzo De Felice (anch’essi pubblicati da Einaudi), collocati nello scaffale vicino […]».
Nel merito il saggio di Sorgonà, che è calabrese di Reggio, contiene gli scambi epistolari con Norberto Bobbio, Italo Calvino, Alessandro Galante Garrone, Valentino Gerratana, Leo Valiani e Casa Einaudi che consentono di ripercorrere, lungo un arco quasi quarantennale, non solo passioni e interessi intellettuali di Spriano, ma anche temi della storia della cultura italiana nel loro intreccio con le vicende politiche nazionali e internazionali. Introdotto da un saggio che ripercorre l’itinerario politico e culturale di Paolo Spriano, questo volume offre uno spaccato unico per tracciare il suo percorso da giovane apprendista intellettuale negli anni del “partito nuovo” a storico del comunismo italiano.

