Divorzi (politici) eccellenti, e meno eccellenti pensieri

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Ci sono passi delle Scritture che lasciano un segno nella vita di chi crede in esse e dove spera di trovare, nelle pagine che scorrono, motivazioni e spiegazioni a quel grande mistero che è la vita in tutte le sue forme. Fisicità o relazioni sociali e economiche non sono scevre da parabole o da versetti, poco importa se ci si riferisce ad un Profeta o ad un altro. Ad esempio vi è il chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra di Giovanni (8:3) che riferisce un pensiero di Gesù, suo, e per chi vuole, nostro Maestro. Un passo non da poco visto che ci accomuna lo stesso rischio di sbagliare e la stessa incapacità di giudicare se non ci si spoglia degli errori nei quali ognuno di noi, quali esseri imperfetti salvo qualcuno, può incorrervi nella vita di ogni giorno. Vi sono poi altre frasi che segnano affinità, di coppia o intellettuali, che tentano di accomunare il nostro sentire, il nostro dire o i nostri comportamenti. Forse affinità elettive, per certi versi, ma per quanto elette franano anch’esse miseramente se l’umana condizione ci porta a mettere davanti vanità del momento, estetiche o di potere fa nulla. La politica non è da meno. Tra peccati e peccatori che si trasformano in giudici altrui, vi sono anche coloro che si uniscono in unità di intenti per combattere il presunto male, ma poi divorziano ben presto, prim’ancora non solo di decidere come di provare ad arginarlo. Non c’è da meravigliarsi, direbbe qualcuno, tutto questo è nella, solita, natura umana. Tuttavia, in Calabria sembra che non soltanto le colpe non siano condivisibili, ma neanche i matrimoni, politici si intende, nati in nome della difesa di valori non negoziabili che poi rovinano nel momento in cui il come, e il chi soprattutto, dovrà correre per il potere con buona pace di ogni intenzione evangelica. Questo, ovviamente, accade per cambiare in meglio una terra, la Calabria, per redimerla dalle sue colpe dovute sempre agli altri, e presentare una novità che è già molto contagiata nelle forme e nella sostanza, questa volta ci sta, dallo stesso passato che vorrebbe archiviare.