“Drill Kong”: dal decadimento alla società contemporanea

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Tanti i temi trattati e rappresentati nel videoclip musicale del giovane Emilio Schirripa, in arte Crono, di Gioiosa Ionica. Il singolo “Drill Kong” invita l’ascoltatore nel fare un viaggio introspettivo nella mente di un’artista giovane che ha fame di esprimersi con il suo stile.

Dopo l’uscita dell’ EP “Avanguardia” che vede la partecipazione di Mimmo Cavallaro in una rilettura contemporanea di un brano popolare ora tocca al singolo “Drill Kong”, brano che vuole farsi spazio nelle sonorità “drill” ossia una nuova leva della musica Rap; distinguendosi con la sua natura cruda, violenta, distopica, caratterizzata da tanti cambi d’umore e di personalità, quasi ad invitare l’ascoltatore nel fare un viaggio introspettivo nella mente di un’artista giovane che ha fame di esprimersi con il suo stile.

Il singolo è accompagnato da un videoclip musicale prodotto dalla GMXX Culture

(Christian Lombardo e Mario Argirò).

E in particolare per questo singolo hanno lavorato:

Mix & Master:

Gianluca Crisafi (Cris Il maestro)

MaMA mia recording studio.

Musical Production: Michelangelo Muià

Regia e Montaggio: Mario Argirò

Direttore fotografia e GFX : Christian Lobardo

Il brano fa parte di un progetto più grande, dove il cast non si ferma solamente alle persone sopra citate, ma comprende diversi ragazzi della locride che arricchiscono i prodotti dalla scenografia, alla recitazione passando da tante altre diverse forme d’espressione.

La lettura del videoclip, ad una prima visione, può sembrare difficile per cogliere gli aspetti socioculturali che sono presenti al suo interno.  Effettuando un’analisi più accurata, però si possono trovare varie tematiche come ad esempio:

il decadimento psicologico dell’essere umano, volto a divenire un incipit verso uno sviluppo artistico unico, la rappresentazione di una fantasia desiderata così fortemente da sembrare quasi reale, oppure semplicemente un grido di speranza di un giovane che vuole farsi spazio nel suo territorio e non solo.

Invece, analizzando il prodotto da un punto di vista registico si possono identificare tre macro aree:

Una prima area, dove il protagonista si trova in una location spoglia, un luogo scarno la rappresentazione della sua mente, in cui dominano due figure umane che evocano, concettualmente, il bene e il male, due poli a cui ogni uomo non può sfuggire.

La seconda area, sono le varie scene di  gruppo dove possiamo identificare il concetto della leadership, rappresenta sotto forma di un dominio tribale “il kong”.

Come ultima area, ci sono i flash di immagini, allucinazioni, che fanno rientrare la storia nella sfera del sogno.

Il tutto unito da un montaggio alternato diventando un ulteriore mezzo di espressione, con un chiaro riferimento storico alla “scuola sovietica di montaggio” di Vladimirovič Kulešov (avanguardia negli anni Venti del 900).

Attualmente, il videoclip è in fase di selezione per diversi festival nazionali ed internazionali e disponibile per l’ascolto su tutti i digital stores e per la visione su YouTube.

Il desiderio di questi ragazzi è quello d’invitare più persone possibili a supportare le loro idee, anche semplicemente guardando il videoclip.