È morto Francesco Nucara, una vita nel Partito repubblicano

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Lo storico esponente politico reggino è stato deputato e viceministro in uno dei governi Berlusconi. Per molti la Calabria perde un protagonista

È morto a Roma Francesco Nucara, ex parlamentare nato a Reggio Calabria e storico leader del Partito Repubblicano Italiano al quale è stato iscritto dal 1963, ricoprendo, fra le altre, le cariche di segretario regionale per la Calabria, di responsabile dell’Ufficio per il Mezzogiorno e per le aree depresse del centro e del nord, di segretario organizzativo nazionale e di segretario nazionale.

Nucara, che aveva 82 anni, è stato candidato ed eletto alla Camera dei deputati per tre legislature, dal 1983 al 1994. Dal 1989 al 1991 è stato sottosegretario ai lavori pubblici nel Governo guidato da Giulio Andreotti. Nel 1992, come tanti politici dell’epoca, è stato indagato dalla procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta “Tangentopoli”: nel 1998 fu assolto da ogni accusa a suo carico. Nel 2001 diviene segretario nazionale del PRI e “traghetta” il partito verso la coalizione di Centro/Destra guidata da Silvio Berlusconi. Dal 2001 al 2005 è Viceministro all’ambiente nel governo del leader di Forza Italia. Alle elezioni politiche del 2006 viene eletto, in quota PRI, nelle liste di Forza Italia. Nel 2008 viene riconfermato deputato nella circoscrizione Calabria. Dopo varie traversie politiche, ha deciso di non ricandidarsi alle elezioni politiche del 2013.

 

Cesa: addio a un amico, grande spessore umano e politico

«Il mondo politico piange la scomparsa di Francesco Nucara, ex segretario del Partito repubblicano Italiano. Scompare un amico, una personalità dal grande spessore umano e politico, con un forte legame nei confronti della sua amata terra, la Calabria». Così il segretario nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa. «Nucara ricoprì importanti ruoli di governo, sia nell’ambiente che nei lavori pubblici – prosegue – Dedicò la sua vita politica alle politiche per il Mezzogiorno. Esprimo le mie condoglianze alla famiglia e agli amici del Partito repubblicano».

Giuseppe Giannetto