Economia e Covid

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Sono passati due anni dall’inizio della pandemia, ma la luce in fondo al tunnel non è ancora chiaramente visibile. Questo porta gli esercenti a chiedere nuovi ristori da parte del governo, Confcommercio prevede dati peggiori del Pil, rispetto le previsioni e Federalberghi denuncia le disdette nel settore turistico.

La prospettiva a gennaio 2022 (appena “salutato”) di un milione di positivi e circa otto milioni di italiani costretti all’isolamento, fanno pensare ad una situazione simile a quella dell’anno scorso. Questo porta gli esercenti a chiedere nuovi ristori da parte del governo, Confcommercio prevede dati peggiori del Pil, rispetto le previsioni, Federalberghi denuncia le disdette nel settore turistico, ed i 5 stelle propongono la conferma di aiuti e ristori anche per il 2022. In buona sostanza, sono passati due anni dall’inizio della pandemia, ma la luce in fondo al tunnel non è ancora chiaramente visibile.

Tra la vigilia e il giorno di Natale, in sole 48 ore, 100 mila italiani sono risultati positivi al Covid, dopo aver fatto il tampone. A inizio mese, le persone contagiate erano 170 mila. Ora sono mezzo milione e di italiani chiusi in casa ce ne sono già due milioni e passa. E come immediata conseguenza la filiera del turismo, ed in generale la maggioranza delle attività economiche ne soffrono. Ovviamente va precisato che in termini strettamente sanitari, i vaccini hanno fatto la loro parte, ed i tassi di ospedalizzazione e decessi sono molto più bassi e riguardano per lo più chi il vaccino lo ha rifiutato, con tutte le domande e riflessioni che tale comportamento di pochi, a danno di tutti, comporta.

Rispetto alle festività dell’anno scorso, ci sono molti meno morti, ma gli isolati restano comunque tantissimi. In tale situazione chi soffre maggiormente è il turismo.

Quest’anno si prevedevano dieci milioni di italiani pronti a trascorrere le vacanze lontano dalla propria residenza. Per una spesa totale di 4,1 miliardi, dei quali una buona parte destinata a cenoni di Natale e Capodanno in ristorante e agriturismi. Ma le disdette si moltiplicano, oltre il cinquanta per cento. Per non parlare dei trasporti, dove alla paura del contagio si aggiungono i tanti lavoratori del settore infettati.

Per fortuna, questi sono giorni di ferie per milioni di italiani. Rimanere costretti in casa, per buona parte di loro, non sarà un enorme problema. I timori però sono tutti legati alla ripresa delle attività dopo la Befana, se, come dicono alcuni esperti, la pandemia potrebbe addirittura peggiorare, con contagi intorno ai 100mila al giorno. Tali numeri faranno rivivere lo stesso scenario vissuto l’anno scorso, ai tempi del primo lockdown, con la fortuna per l’e-commerce ed il comparto alimentare, che durante la prima ondata hanno visto crescere il proprio giro d’affari. Mentre prevedibile disastro per i saldi, calzature, sport, accessori, elettrodomestici, mobili.

Probabilmente non rivivremo l’esperienza delle chiusure generalizzate, del primo lockdown, quello di marzo-giugno 2020, ma se contagi e quarantene obbligheranno a stare a casa, il risultato sarà simile. Diventa, quindi, obbligato ripensare i dati ottimistici del Pil, perché quando i consumi crollano, il prodotto interno lordo è il primo a farne le spese. Questo dopo si rifletterà sulle imprese che rischieranno la chiusura. Con le aziende ferme, e i lavoratori a casa, il governo dovrà intervenire. E speriamo che non ci sia crisi e cambio in corsa, perché occorre il massimo dell’efficienza ed intervento.

Diventerà obbligato pensare ad una proroga della cassa integrazione, ad adeguate moratorie fiscali, soprattutto per il turismo, ma anche per la cultura, il divertimento e il tempo libero in generale. Il governo dovrà intervenire e sarà costretto ad aumentare l’indebitamento per il 2022. E con un peggioramento di Pil e debito pubblico, cioè i due principali rapporti di finanza pubblica, si preannuncia una situazione molto complicata per l’Italia non solo per il nuovo anno, ma anche per quelli a venire.

Carlo Maria Muscolo