Elezioni regionali e comunali, un minuto di applausi ai candidati ma…ci fanno o ci sono?

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Elezioni regionali e comunali, un minuto di applausi ai candidati ma…ci fanno o
ci sono? All’indomani della presentazione delle liste non si può non condividere una certa soddisfazione per chi ha scelto di mettersi in discussione, per il bene dei cittadini ma…sarà davvero per il bene dei cittadini? E poi, in definitiva, chi gliel’ha fatto fare tra possibili avvisi di garanzia e casse della Regione o dei Comuni letteralmente vuote?

Un minuto di applausi per i candidati alla carica di governatore della Calabria, sindaco e
consigliere regionale e/o comunale! Eh sì, lo proponiamo senza “se” e senza “ma” perché nella regione con ogni probabilità più disastrata d’Italia per quanto concerne la Politica, e non solo, l’avere assicurati dei nomi, dei volti, in buona sostanza delle persone, su cui poter contare perché siano rappresentanti del popolo, non è cosa di poco conto. Tutt’altro!
Se si pensa che già il giorno dopo le elezioni, e ad elezione avvenuta, ci può scappare un
avviso di garanzia sol perché uno di essi avrà inavvertitamente sostato al banco di un bar, per sorseggiare una buona tazzina di caffè, nelle strette adiacenze di un pericoloso latitante e/o ‘ndranghetista di primo o ultimo pelo, fate vobis!; o magari, nella migliore delle ipotesi, qualche mese più tardi essi avranno udito il tintinnìo delle manette sol perché con una sciagurata delibera avranno affidato un lavoro ad una chiacchierata ditta dell’amico, che non è loro amico – degli amministratori, naturalmente – dell’amico di cui sopra, si capisce bene come e quanto si siano arrischiati. E cioè, non poco.
Del che la domanda nasce spontanea: ma tutti questi rappresentanti futuribili agenti “in
nome e per conto del popolo italiano” ma ci fanno o ci sono? Nel senso più stretto del “chi gliel’ha fatto fare?” posto, peraltro, in debito conto che le casse dei rispettivi enti che andranno ad amministrare sono vuote! Sì, avete letto bene, vuote o, grasso che cola, con dei centesimuzzi buttati all’interno da qualche solerte cittadino pagante le tasse, i tributi, i contributi, i balzelli e gabelle varie, da farci, tutt’al più, la festa del santo patrono. Sempre che te la lascino fare. Ma tant’è! Loro hanno deciso: ci candidiamo, prendiamo sulle nostre spalle il peso dei nostri concittadini che, a prescindere dal fatto se siano obesi o meno, peseranno, per l’appunto, sulle nostre spalle. Noi, lo ribadiamo, sono veramente da applaudire, in piedi, da seduti o come si preferisce perché il ricoprire il ruolo di amministratore di ente locale, in Calabria in special modo, si è assiso a mestiere più complicato al mondo, subito dopo quello della mamma, naturalmente!
Noblesse oblige, ma certamente si può contare su un esercito di impavidi, degni del miglior Mel Gibson nell’epico “Braveheart” a meno che…
A meno che si rifiutino di farlo “in nome e per conto del popolo italiano” perché a quel
punto sarebbero da applaudire, con le mani, naturalmente, ma per dare loro un anfiteatro di schiaffi! Perché avranno avuto doppiamente torto: quello di averci messo la faccia in primis e quello di essersela sporcata di vergogna in secundis, in ogni caso avendo fatto del male.

A sé stessi, ora esempre, ed ai cittadini, ancora una volta e per sempre.