Erasmus: l’entusiasmante esperienza degli alunni della Corrado Alvaro

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Gli alunni della scuola media “Corrado Alvaro” di Siderno hanno vissute delle giornate esaltanti, grazie al progetto Erasmus “BE CHILD-FOR AN INCLUSIVE SCHOOL”, che ha dato loro un’opportunità unica, quella di visitare le scuole in Portogallo e in Macedonia, relazionandosi con i loro coetanei. Abbiamo chiesto il racconto di questa esperienza al professore Luca Mancuso e ad alcuni studenti.

 Intervista al professore

 

Luca, quanto è importante il confronto con le altre culture?

Il confronto con le altre culture è sempre stato importante, ma oggi più che mai riveste un ruolo fondamentale; fondamentale perché nella società multiculturale è importante per i ragazzi, ma anche per gli adulti, conoscere altre nazioni non solo attraverso il web, bisogna vivere di persona e toccare con mano ciò che si vede soltanto attraverso uno schermo. E il progetto Erasmus “BE CHILD-FOR AN INCLUSIVE SCHOOL” ha dato e darà ai nostri studenti un’opportunità unica, magari per alcuni irripetibile. Tutti noi ricordiamo i primi viaggi d’istruzione, quelli effettuati a 13/14 anni. I ragazzi della scuola ALVARO hanno messo in pratica soprattutto l’uso della lingua inglese, in quanto lingua comunitaria e comune, e si sono relazionati egregiamente con i loro coetanei degli altri stati.

Cosa avete visto nel vostro ultimo viaggio in Macedonia?

Giunti in Macedonia, abbiamo svolto non solo le attività previste dal progetto Erasmus, ma abbiamo visitato la capitale Skopje, importante crocevia storico tra l’oriente e l’occidente; questa città celebra con numerosi monumenti l’eroe nazionale, ovvero Alessandro il Grande detto anche il Macedone, considerato uno dei più grandi conquistatori della Storia; suggestiva è stata la visita del luogo, sempre a Skopje, dove è nata Madre Teresa di Calcutta. Altro luogo è Ohrid, importante sito che si affaccia sull’omonimo lago, a 2 chilometri dall’Albania; qui ci ha colpito un sito dove sono stati ritrovati i resti di un villaggio costruito su palafitte risalente al 6000 a.C.; la parte antica di Orhid conserva gli antichi resti della città che fu ricostruita da Giustiniano nel VI secolo. Altri luoghi visitati sono stati il Canyon Matka, il monastero Vrelo Cave e il Parco Nazionale di Mavrovo, quest’ultimo abbondava di neve e tutti i ragazzi ne sono rimasti estasiati.

Cosa hai notato visitando le scuole in Macedonia e in Portogallo?

C’è da precisare che noi abbiamo visitato la scuola della capitale della Macedonia, non una scuola di un paese periferico; pertanto ciò che ho potuto notare è che la struttura, nonostante fosse datata, al contrario delle nostre, era ben tenuta e curata. Inoltre, la scuola era circondata da un immenso spazio verde con attrezzature per attività all’esterno. Analoga situazione per la scuola visitata ad ottobre ad Aveiro in Portogallo.

La scuola ha previsto altri viaggi?

Si! È previsto l’incontro con i partner del Portogallo, Lettonia e Macedonia a Siderno nei primi giorni di maggio e, successivamente, l’ultima tappa sarà in Lettonia, a Latvia, nell’ultima settimana di maggio.

Intervista alunni

  • Come descriveresti questa esperienza in Macedonia?
  • Quali sono le principali differenze riscontrate tra la scuola in Macedonia e la nostra?
  • Cosa ti ha apportato la tua esperienza Erasmus?
  • Cos’è che ti è piaciuto di più di questa esperienza?

 

1)Descriverei questa esperienza in Macedonia come fantastica e indimenticabile, una bellissima esperienza che mi ha fatto imparare molte cose nuove, ma anche fatto vivere dei bellissimi momenti in un altro paese, insieme ad altre persone. Sono momenti che rimarranno per sempre dentro di noi, momenti unici che ricorderemo per sempre.

2)Le principali differenze tra la scuola macedone e quella italiana sono: gli orari scolastici che sono molto più lunghi, ed in queste ore è incluso anche il pranzo; un’altra importante differenza sono le classi, i laboratori le palestre etc… ne hanno davvero molti, le palestre sono enormi, mentre i laboratori sono molto aggiornati con molti strumenti. La quantità di classi è superiore alla nostra, infatti in Macedonia c’è un’unica grande struttura che include scuola dell’infanzia, elementari, medie e superiori.

3) Questa esperienza mi ha apportato nuove conoscenze di ragazzi provenienti da altri paesi, ma anche conoscenze di nuove culture e tradizioni.

4)La cosa che mi è piaciuta di più di questo viaggio sono stati i paesaggi bellissimi della Macedonia, che vanno dalle montagne innevate a dei laghi limpidi come quello di Ocrida, con una vista bellissima delle montagne albanesi. La città di Skopje era immensa, piena di negozi, centri commerciali enormi e tanta gente. A Skopje mi sono piaciute moltissimo le moschee, il vecchio bazar e la piazza centrale, dove c’erano moltissimi monumenti come quello della casa di Madre Teresa di Calcutta.

Lorenzo A.

  1. Quest’esperienza, in Portogallo, è stata interessante, formativa e utile per lo sviluppo della mia conoscenza della lingua inglese.
  2. La principale differenza è la struttura scolastica. Dentro la scuola ci sono delle attività ricreative che dentro la mia scuola non ci sono. C’è un cortile grandissimo, con dei campi da basket e da calcio. Inoltre, vi è anche la mensa.
  3. Questa esperienza mi ha fatto crescere a livello personale, perché è stata la prima volta per me. Inoltre, è stata anche la prima volta fuori dall’Italia, quindi tutto molto affascinante.
  4. La cosa che mi è piaciuta di più è stato sicuramente il legame che si è stabilito tra me e i ragazzi di altri paesi, con cui abbiamo trovato anche delle cose in comune e siamo riusciti a comunicare molto bene anche in inglese. I portoghesi ci hanno fatto sentire a casa.

Marino C.

  1. Questa esperienza la definirei un’opportunità unica da non tralasciare, perché oltre a visitare un altro paese hai la possibilità di attuare uno scambio di culture, conoscere nuove persone provenienti da paesi diversi, di esercitarti con l’inglese e fare nuove amicizie.
  2. Tra la nostra scuola e quella macedone ci sono abbastanza differenze e, quelle che ho notato di più riguardano la struttura, per esempio: nella loro scuola c’è una palestra e vari laboratori, cose che noi non abbiamo; nelle classi in cui siamo andati noi erano dotati di lavagna elettronica, altra cosa che a noi manca; nella loro scuola c’era un giardino enorme e dei campi da basket e calcio all’aperto, altra cosa che noi non abbiamo
  3. Riguardo l’insegnamento non lo so, perché non abbiamo assistito a delle lezioni, ma penso sia simile alla nostra.
  4. All’ inizio questa esperienza mi ha suscitato un senso di confusione, perché era un posto nuovo, persone nuove, lingua diversa, ma questo solo all’inizio, poi ho socializzato subito con gli altri, ed è stata un’ esperienza troppo bella conoscere persone provenienti da altri paesi e dover parlare solo l’inglese, così bella che nessuno voleva tornare a casa e non vedere più gli amici che avevamo conosciuto, infatti l’ultima sera sia noi che i nostri compagni dell’Erasmus eravamo tristissimi. Tutti i posti che abbiamo visitato e tutte le cose che abbiamo fatto mi sono piaciute molto, ma le amicizie nate, per me, sono state le cose più belle di tutto il viaggio.

Simone G.

  1. È stata un’esperienza formativa, da tutti i punti di vista, interessante e molto utile sia per mettere a confronto la mia persona con quella dei paesi esteri, aventi usi e costumi diversi, sia per accrescere la mia conoscenza della lingua inglese.
  2. Ci sono molte differenze. L’edificio scolastico è completamente diverso: ci sono molte più classi in più della nostra, ci sono sale particolari che nella nostra non ci sono, come ad esempio la sala teatrale, una palestra molto più grande e un cortile immenso caratterizzato da tanto verde. Per quanto riguarda le lezioni, in Portogallo iniziano la mattina e finiscono il pomeriggio, con la pausa pranzo, ed un giorno di riposo in più. Inoltre, ci sono delle attività ricreative particolari che nella nostra scuola non sono state quasi mai fatte.
  3. È stata un’esperienza che mi ha formato culturalmente, poiché prima ad ora non avevo mai visitato un altro paese dell’Europa; mi ha maturato, perché è stata la prima volta che mi sono allontanata dalla famiglia per raggiungere un posto così lontano; poi gli incontri giornalieri con altri ragazzi, mi hanno arricchito personalmente, perché si è creato subito un rapporto empatico.
  4. La cosa che mi è piaciuta di più di questa esperienza è stata l’amicizia che si è sviluppata tra me e i miei coetanei dell’estero, nonostante l’immensa distanza fra i vari paesi e gli usi e i costumi molto diversi tra di loro. Questo mi fa capire che, fuori dall’Italia, si possono instaurare amicizie durature.

Carlo R.

  1.  Descriverei questa esperienza come la più bella della mia vita. Tutto ben organizzato, i ragazzi provenienti da altre nazioni molto socievoli e professori sempre disponibili. Un’esperienza che ripeterei volentieri.
  2. Non ho riscontrato particolari differenze, a parte la presenza della Lim in tutte le aule.
  3. Questa esperienza mi ha insegnato molte cose. Ad esempio, i ragazzi portoghesi hanno un’educazione e una padronanza nell’inglese che in Italia è rara trovare. Questo viaggio mi ha fatto capire che l’Italia ha molto da imparare dagli altri popoli.
  4. Di questo viaggio le cose che mi sono piaciute di più non sono i paesaggi molto belli o il centro storico, bensì il gruppo che si è formato e che molto difficilmente si scioglierà, nonostante la distanza.

Francesco C.

  1. Quando ho saputo di esser stata selezionata per fare questo viaggio ho capito che mi era stata offerta una grande opportunità, una di quelle che non capitano tutti i giorni. Quella è stata la prima volta in vita mia che ho preso l’aereo; l’emozione è stata molta, ma non più di quella che avevo di arrivare a destinazione. Ammetto di aver avuto un po’ d’ansia inizialmente; insomma, viaggiare in aereo per la prima volta, per giunta in un paese così lontano dal mio, un po’ di paura è ammissibile. Arrivata li, però, ero talmente felice che non pensavo neanche più a quanto fossi lontana da casa. È stata un’esperienza bellissima, istruttiva, che mi ha aiutato molto a livello culturale e che spero di poter rifare in futuro.
  2. La loro scuola è molto differente dalla nostra. Prima di tutto è sicuramente molto più fornita, ed equipaggiata rispetto alle scuole italiane del Sud. Ci sono gli armadietti nei corridoi e addirittura all’interno della scuola c’è una vera e propria cartoleria a disposizione dei ragazzi durante la giornata. Le dimensioni sono di gran lunga maggiori però allo stesso tempo giuste, dovendo ospitare anche le classi elementari a quelle superiori. C’erano diversi corsi che i ragazzi potevano frequentare nelle ore pomeridiane, come ad esempio, il corso di danza o quello di basket. Disponeva, inoltre, di una mensa abbastanza grande e di una biblioteca, dove abbiamo passato gran parte del tempo mentre eravamo a scuola. I ragazzi di questa scuola fanno, quotidianamente, intervallo nel loro cortile, che è davvero molto grande. Noi, invece, nella nostra scuola abbiamo a disposizione massimo 15 minuti all’interno della nostra classe.
  3. Sicuramente questa mia esperienza ha migliorato molto le mie capacità linguistiche; grazie all’aiuto di molti altri ragazzi stranieri lì presenti, sono riuscita a imparare molte parole che non conoscevo e a migliorare la mia pronuncia. Facendo questo viaggio non ho soltanto migliorato il mio inglese, ma ho conosciuto usanze, tradizioni e abitudini diverse dalle mie, e anche qualche parola della lingua portoghese e macedone. Fortunatamente sono riuscita a socializzare molto con gli altri ragazzi delle diverse nazioni, con i quali ancora oggi ci teniamo in contatto (ovviamente dialogando in inglese). Perciò quest’esperienza mi ha apportato molto, sia riguardo le mie conoscenze linguistiche e culturali, sia alle mie capacità di relazionarmi con le persone, pur non parlando la stessa lingua.
  4. Di questo viaggio sono molteplici le cose che mi sono piaciute, sia parlando dei posti visitati e delle attività svolte. Ma quello che mi è piaciuto di più è stata la compagnia, i ragazzi stranieri che ci hanno accompagnato in questa esperienza. Quando siamo arrivati nella scuola portoghese mi sentivo come se fossi nella mia scuola, nel mio paese, mi sentivo come se fossi a casa grazie a loro. Sono stati davvero amichevoli e gentili; devo dire che non mi aspettavo questo comportamento da parte loro e ne sono rimasta stupita. Mi sentivo davvero a mio agio. Parlando dei posti, invece, la spiaggia dell’Oceano Atlantico è stata la mia preferita. Quel giorno, ho raccolto tantissime conchiglie che ancora oggi conservo.

Gilda T.