Faccia da Mostro. Il lato oscuro della Luna

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Un personaggio sfuggente, difficile, ostile. Refrattario alle inchieste. Appare dove meno lo si aspetta e, anche chi riesce a trovarlo, ha sempre l’impressione di non essere in grado di capirlo davvero, di vederlo nella sua interezza. C’è sempre un lato che rimane in ombra. Lirio Abbate, vicedirettore dell’Espresso, ha scritto per Riviera un commento su una delle figure più controverse degli ultimi 50 anni.

Questo è Faccia da Mostro e, chi vuole raccontare la sua storia, deve innanzitutto scendere a patti con l’impossibilità di ricostruirne fino in fondo le vicende. Non si sa neppure di preciso quanti scandali, quanti misteri, lo vedano attore protagonista, seppur sempre defilato; sarebbe ingenuo sperare di restituirne davvero un ritratto. Il primo ostacolo che si pone di fronte al giornalista alle prese con un simile oggetto d’indagine è quindi la frustrazione: la consapevolezza di non poter arrivare al cuore della verità. È possibile solo avvicinarsi, avventurarsi in territori sempre più oscuri, consci di essere destinati a non giungere mai alla meta. Questo dato di partenza si porta dietro la necessaria rinuncia a un’impostazione strutturale più ordinaria, più consueta per il lettore. Una semplice ricostruzione cronologica avrebbe avuto di certo il pregio della linearità, ma sarebbe stata del tutto inadatta per questo libro. Ci sono personaggi che pretendono di essere raccontati a modo loro e Faccia da Mostro è di certo uno di questi. Da qui la scelta di inquadrarlo come lo inquadra la storia stessa del nostro Paese.

Lirio Abbate

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