Tra polemiche, commissariamento e nuove nomine, la Fondazione Alvaro resta al centro di una “mischia” che va oltre San Luca e interroga l’Italia della cultura e della letteratura.
Franco Crinó
Da qui – ma anche da prima – fino alla sentenza del Tar del prossimo aprile – che si sapeva e si sa essere decisiva – abbiamo la Fondazione Alvaro portata a produrre scontri e polemiche.
E chi ha maggiore confidenza con la scrittura – lo leggiamo – non nasconde, anzi al contrario, “scaraventa” energica la delusione per come si stanno susseguendo gli assetti, per ultimo con la nomina di Franco Arcidiaco alla Presidenza, con il quale personalmente non mi è mai capitato di confrontarmi.
Adesso, da semplice cittadino, ricordo a me stesso la mia funzione di consigliere d’Amministrazione – ero consigliere regionale in carica nei primi anni del 2000 – che consentì, rispetto ad un orientamento di cancellazione della Fondazione, una sua difesa e via via una vicinanza costante, se non altro come assiduo partecipante , nell’arco dei decenni, ai convegni ed ai confronti organizzati dalla Fondazione anche fuori dai confini comunali e regionali (da relatore – stavo in Senato – a Palazzo Sorbelloni a Milano, conclusioni di Francesco Cossiga) ed anche come amico personale di Aldo Morace , Presidente…di lungo corso della Fondazione (e a sua volta amico del neo presidente ).
Posso testimoniare pertanto della grande quantità e qualità di iniziative, di pubblicazioni, di studi, coronati dall’ingresso del grande scrittore nell’Edizione Letteraria Italiana.
La “mischia” che ne e’ nata adesso , dopo la inaspettata decisione della Prefettura di Reggio Calabria di commissariare la Fondazione, non si scioglierà presto neppure con la nomina di Arcidiaco , ma registrerà un batti e ribatti vigoroso che ridurrà inevitabilmente il tempo, non l’obiettivo, alla ulteriore valorizzazione del grande scrittore.
Si, perché la mischia non si sviluppa all’interno dell ‘ ” nostra area di rigore” , ma, con più forza, in Italia, e nel mondo della Letteratura.
A proposito, nello “stretto” ho un’idea da sempre : la vicenda della Fondazione Alvaro, però rafforzata dalla vicinanza della comunità , doveva e deve essere un “faro” per San Luca , che si rilancia con tanto altro, con l’agibilità del territorio, la legalità, la democrazia e il libero voto, la partecipazione, l’Amministrazione dei cittadini, il lavoro, un qualificato impegno nel settore forestale, la formazione e la cultura ( il Sindaco Bartolo aveva fatto proposte in tal senso).
Il finanziamento della strada per Polsi voluto dalla Regione, insieme ad altre opere pubbliche, salva intanto da un quadro di oblio la realtà di San Luca, avvitata su stessa, bloccata da un conflitto permanente con lo Stato e dalle cronache, dure e prive di sconti.
Noi siamo impegnati con iniziative che hanno come tema centrale il Mediterraneo ( abbiamo avuto a Casignana Labate, Mentana, Buttafuoco, Occhiuto ed altri…) e perciò siamo andati a rivedere Alvaro ( che anche dal nostro lato guardava il suo paese …) e i testi di un suo capolavoro “Il mare” , e a riflettere sui cittadini e le epoche che vivono, la politica, le libertà, la solitudine, l’emigrazione, l’Europa che …ha di più ma non decolla.
Si deve riuscire ad accettare l’idea che i fatti saranno aiutati anche dalle profonde analisi di Alvaro.
Chi è incaricato di farlo lo faccia al meglio, sapendo che la platea e’ il Paese, con la “P” maiuscola, l’Italia , la letteratura mondiale.
Intanto, arrivi presto aprile!
E … “dopo aprile viene maggio” : torna utile il detto popolare che esprime forza e coraggio per il proseguo…


