Franco Ferrara, giornalista al tempo dei giornali

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A dieci anni dalla sua scomparsa, un ricordo vero di Paride Leporace ad un giornalista vero.

Ferrara come Giuliano. Comunista di quelli di un tempo. Franco Ferrara, giornalista calabrese, vecchio lupo di redazione, disincantato personaggio lunare.

Franco Ferrara Giornale di Calabria, Gazzetta di Ferrara“ a contare i ciclisti ubriachi che muoiono nei canali”, Domani, Quotidiano di Calabria “Franco Ferrara” Calabria Sera.

Zio Franco. Troppo buono e a volte necessariamente carogna. Allo sbarbino che titolava bene diceva: “Tu sei giornalista”.

Nelle notti d’estate a giornale chiuso c’era l’ultimo bar aperto da raggiungere per far vita e fingere di mangiare. A mezzogiorno durante un servizio potevi perderlo in un discount..

Un personaggio alla Magnozzi del film “Una vita difficile”, capace di andare da un amministratore delegato a dirgliene quattro, anche otto, come nessuno ha mai fatto.

Risaliva le posizioni scomode. Giornalista sempre. .

Uno di quelli che non potevano stare senza il ritmo frenetico della confezione di un giornale.

Grande umorista e dissacratore, giocoliere della vita. Nuvole immense di sigarette, cazziate ai corrispondenti, pagine da chiudere. Sempre chiuse in qualunque condizione e contro ogni avversità.

Da dieci anni che è morto nessuno l’ha mai ricordato.

Lo faccio io oggi. Perché sono i nomi non illustri che fanno la storia.

Franco Ferrara. Giornalista al tempo dei giornali.

Paride Leporace