In manette anche la figlia Alessandra, 32 anni, e Rocco Lombardo, 55. Sei gli indagati. Per la Dda, dopo la scarcerazione nel 2017, Ursino avrebbe ripreso le redini della cosca
È scattato poco prima dell’alba di ieri, 30 settembre, il blitz dei carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica a Gioiosa Jonica, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Tre le persone arrestate con l’accusa, a vario titolo, di associazione mafiosa: lo storico esponente della cosca Ursino, Antonio “Totò” Ursino, 76 anni, la figlia Alessandra Ursino, 32 anni, e Rocco Lombardo, 55 anni.
Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza del Gip distrettuale Giuseppina Laura Candito, l’organizzazione criminale riconducibile alla famiglia Ursino avrebbe mantenuto la propria operatività sul territorio di Gioiosa Jonica e nei comuni limitrofi. Al centro dell’inchiesta figura proprio Antonio Ursino, già condannato in via definitiva per associazione mafiosa nel procedimento “Mistero”.
Per gli investigatori, dopo la scarcerazione avvenuta nel marzo 2017, Ursino avrebbe ripreso i rapporti con la consorteria di appartenenza, contribuendo alla riorganizzazione del gruppo e coinvolgendo, secondo l’accusa, anche alcuni familiari. L’ordinanza ricostruisce inoltre presunti interessi nella gestione di attività commerciali temporanee durante alcune feste patronali, oltre a ulteriori iniziative economiche e a un’attività di prestito di denaro.
Nell’inchiesta risultano inoltre altre sei persone indagate, cinque residenti a Gioiosa Jonica e una a Torino, originaria del Reggino.

