Giornata mondiale degli oceani: ecco perché è così importante

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l’8 giugno nasce a Rio de Janeiro la giornata mondiale degli oceani, con l’intento di salvaguardare la grande distesa di mare che ricopre circa il 70% del nostro pianeta.

 

Nel 2008, “Ocean Day“, viene riconosciuta anche dagli Stati Uniti. L’oceano, infatti, rilascia il 50% dell’ossigeno che respiriamo ed è in grado di assorbire un terzo dell’anidride carbonica rilasciata, è un regolatore del clima oltre a fornire cibo, si stima che 1 persona su 5 dipenda dal mare. “The Ocean: Life and Livelihoods” è il tema della Giornata mondiale degli oceani 2021.

Tutto questo è minacciato dall’inquinamento, si basti pensare che solo il Mar Mediterraneo è un bacino quasi chiuso dove le correnti fanno tornare sulle coste l’80% dei rifiuti di plastica con il risultato che per ogni chilometro di litorale, se ne accumulano oltre 5 kg al giorno. Sono 134 le specie tra pesci, uccelli, tartarughe e mammiferi marini che nel Mediterraneo sono vittime dell’ingestione di plastica. Gli effetti di un tale accumulo di plastica nell’apparato digerente sono ovviamente quasi sempre mortali. Il Mediterraneo, con la sua elevata biodiversità, è uno degli ecosistemi più minacciati al mondo dalle microplastiche.
Questa plastica raggiunge anche noi: ingeriamo in media cinque grammi di plastica a settimana, l’equivalente di una carta di credito, e non si conoscono ancora i risvolti per la nostra salute.

Già oggi, nei mari sono presenti oltre 150 milioni di tonnellate di plastica. Uccelli, pesci, balene, tartarughe: un milione e mezzo di animali, ogni anno, sono vittime di rifiuti di plastica scaricati negli oceani.

L’altra grande minaccia per i mari è il riscaldamento globale, che provoca il fenomeno della “acidificazione”, ovvero, gli organismi marini sensibili alle variazioni di pH potrebbero riprodursi e prosperare con sempre maggiore difficoltà in futuro. Il riscaldamento delle acque poi fa morire i coralli, modifica gli habitat naturali mettendo a rischio la vita degli animali marini.

La soluzione

Per risolvere questo problema, l’UNESCO, ha proclamato l’inizio del decennio sulla scienza oceanica per lo sviluppo sostenibile (2021-2030). Questo progetto punta a invertire il ciclo di declino della salute degli oceani e riunire tutte le parti interessate del mondo per far si che la scienza oceanica possa supportare pienamente i paesi nella creazione migliori condizioni per lo sviluppo sostenibile dell’Oceano.

Tale modello si basa sul conversare utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine. Le organizzazioni impegnate alla causa, chiedo di proteggere almeno il 30% degli oceani entro il 2030, per questo è stata creata la campagna 30×30.

Mediterraneo di plastica

Questa sera alle 20:30 sulla tv di Riviera Web parleremo di inquinamento del mare e degli oceani con Paolo Asteriti (responsabile WWF Crotone), Alessandro Giannì (direttore delle campagne di Greenpeace) e con l’assessore all’ambiente di Roccella Ionica Fabrizio Chiefari.

Per seguire la diretta clicca questo link: https://bit.ly/3v3qjaU

 

fonte: @wwf @unesco