Giulia Palmisano porta in scena “ Tre-Storie di donne”

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Domenica, 28 agosto, presso il Palatium Romano di Quote San Francesco, a Portigliola, l’ultima rappresentazione della stagione avrà per protagonista una poliedrica Giulia Palmisano, che metterà in scena, accompagnata dalle musiche di Marco De Leo, un monologo diretto da Bernardo Migliaccio Spina, dal titolo “Storie di donne”. Per l’occasione abbiamo intervistato l’attrice.

Quali tipologia di donne porterai in scena nel tuo spettacolo?

Porterò tre donne con storie di vita completamente diverse tra loro, ma tutte private della loro libertà: della libertà individuale, della libertà di esprimersi, della libertà di muoversi, della libertà d’amare etc…

Quale di queste protagoniste ti è piaciuta di più?

Tutte e tre perché c’è una linea di sensualità, vitalità e amore che le accomuna.

Dove hai trovato più difficoltà?

Nella trasformazione psicologica e fisica dei tre personaggi. Ho trovato particolarmente difficile la “vecchiaccia”, nel fare i conti con i fantasmi del passato e nelle visioni. La vita l’ha portata ad avere un carattere burbero. Sicuramente è un monologo molto forte, crudo e purtroppo attuale

Quale messaggio vuoi che il pubblico percepisca?                                                  Che spesso si paga un prezzo altissimo per un po’ di felicità. Noi donne, a volte, siamo “strane”, ma una cosa è certa: siamo  sempre preziose.

Come ti senti alla vigilia dello spettacolo?

Per me, è sempre la prima volta con la magia del teatro. Il mio regista, Bernardo Migliaccio Spina, mi porta sempre a confrontarmi con situazione estreme e mai scontate. Sono ansiosa ed emozionata.

Cosa rappresenta, per te, il teatro?

È una scuola di vita, di emozioni, di condivisione, crescita personale e professionale. Quando il teatro mi regala un suono magnifico ed emozionante come quello del “Silenzio” allora capisco che io e il pubblico siamo un’unica cosa, una coralità. E credetemi si tratta di un’emozione indescrivibile.