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Giuseppe Curciarello: “ …salvaguardare la Terra…far rinascere in noi la buona e brava gente”

Giuseppe Curciarello, medico chirurgo, oncoematologo, nato a Siderno, ha ideato un progetto nella Provincia di Firenze con il fine di educare i cittadini alle buone pratiche ambientali, lanciando, tramite il canale dell’Ordine dei Medici, una campagna biennale di informazione e formazione di medici e pediatri, che hanno un costante approccio con i loro pazienti, per poter far sì che essi forniscano “Pillole” di educazione ambientale.

In questa intervista Giuseppe Curciarello, chirurgo specialista in Ematologia Generale a Firenze, nato a Siderno, illustra il suo progetto sulla tutela dell’ambiente. Ma racconta, anche, la sua formazione al liceo classico “Ivo Oliveti” di Locri, una formazione che è risultata molto utile per affrontare i suoi studi di medicina. Infine, lancia un messaggio di speranza per questa terra, in quanto con la buona volontà di tutti, in primis della politica, è possibile estirpare dalla radice tutti i mali che la soffocano.

Ci descriva la sua attività a Firenze

Medico chirurgo specialista in Ematologia Generale. Sono nato a Siderno, ho frequentato il Liceo Classico “Ivo Oliveti” a Locri e poi, come molti a metà anni ‘70, mi sono iscritto in Medicina a Firenze. Specializzato in Ematologia, ho lavorato per cinque anni al Centro Trapianti midollo osseo, ed Ematologia dell’Ospedale di Bolzano e successivamente a Firenze. Sono stato Responsabile dell’Ambulatorio ematologico e di Immunoematologia, Coordinatore del gruppo di studio sull’Amiloidosi, una malattia anche complicanza di patologie ematologiche. Ho partecipato alla redazione di Linee Guida nazionali e regionali:  Linee guida nazionali sulla Malattia emolitica feto-neonatale, Linee guida su Uso di Immunoglobuline endovena e Albumina e Linee guida sul corretto uso degli emocomponenti per la Regione Toscana. Sono stato professore a contratto in Immunoematologia per l’Università di Firenze. Per otto anni, sono stato Delegato regionale per la Toscana della Società italiana di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale  (SIMTI) e in quella veste sono stato promotore e responsabile scientifico di numerosi eventi formativi indirizzati a tutti i professionisti, che operano nei Servizi Trasfusionali. Attualmente gestisco tre ambulatori specialistici ematologici e oncoematologici a Firenze. Sono anche Coordinatore di un Ambulatorio guanelliano (San Luigi Guanella), ambulatorio  solidale, gratuito, rivolto agli “Ultimi”, alla povera gente, immigrati o fiorentini che siano,  presso la Parrocchia del Corpus Domini a Firenze , (il parroco don Antonio De Masi, è tra l’altro anche lui calabrese, di San Ferdinando). Sono autore di molte pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali in tema ematologico e relatore in numerosi congressi e convegni. Responsabile scientifico di eventi medici ematologici e immunoematologici. Membro del consiglio dei Sindaci della Società Italiana di Immunoematologia, del Consiglio direttivo di ISDE (International Society of Doctors for the  Environment) di Firenze, Coordinatore della Commissione Salute e Ambiente dell’ Ordine dei Medici di Firenze. E anche segretario del Consiglio pastorale parrocchiale e membro della Azione Cattolica fiorentina.

Abbiamo visto il comunicato stampa della Campagna ambientalista a Firenze che lei coordina. In che cosa consiste il suo progetto di sensibilizzazione all’ambiente?

L’idea del progetto che ho presentato, in novembre scorso, al Convegno nazionale ISDE (ISDE è una associazione di Medici per l’Ambiente a valenza anche internazionale) è quella di lanciare, tramite il canale dell’Ordine dei Medici, una campagna biennale di informazione e formazione di medici e pediatri, che hanno un costante approccio con i loro pazienti, per poter far sì che i medici  forniscano “Pillole” (come mi piace chiamarle) di educazione ambientale. Parallelamente saranno coinvolte anche le scuole superiori. I versanti di cura dell’ambiente sono vari, abbiamo pensato di cominciare a trattare le tematiche dell’inquinamento atmosferico. In Italia, abbiamo ben 80.000 morti l’anno evitabili a causa di questo problema. E l’inquinamento dell’aria ha importanti ripercussioni nel determinare o contribuire pesantemente alla patogenesi di malattie dell’apparato respiratorio, cardiocircolatorio, in campo oncologico endocrinologico e anche di svariati apparati. E purtroppo i bambini spesso sono più fragili, come ci insegnano i casi tristemente noti di zone ad elevato inquinamento, come quello di Taranto.

Come è partito questo progetto? Le partenze sono sempre difficili e, in particolare, i progetti medici richiedono molte risorse. Come vi siete organizzati?

Il progetto nasce dalla considerazione, che ciascuno di noi è subissato da messaggi ad impronta ambientalista. Spesso, però, i cittadini e i giovani percepiscono queste notizie, che sono giustamente allarmanti, come “Esagerazioni“, spesso dettate da fini politici e lontane anni luce dalla propria realtà. Ebbene l’idea del mio progetto  è quella di avvicinare le persone ai problemi ambientali sfruttando il rapporto privilegiato che c’è fra paziente-cittadino con il medico di famiglia e pediatri di libera scelta. Ma perché, questo canale informativo e formativo nei confronti della cittadinanza, sia efficace è necessario che la classe medica acquisisca la consapevolezza che non è più rinviabile la pratica di una medicina olistica, una medicina che veda il paziente da curare come facente parte di un unicum con la terra, l’ambiente in cui vive e le altre forme di vita. Ormai è acclarato che moltissime patologie sono sostenute da cause e concause dovute all’inquinamento ambientale e ai cambiamenti climatici. La stessa pandemia, che ancora ci affligge, ha purtroppo una base dettata dall’alterazione della biodiversità, opera purtroppo dell’uomo. Il progetto prevede di lanciare la campagna che abbiamo chiamato “Aria Nova”, anche per ricordare Dante Alighieri (Vita Nova…,) che celebriamo quest’anno. In autunno sarà disponibile una FAD asincrona, a cui potranno partecipare tutti i medici del nostro Ordine che darà dritte precise e basate sulle più recenti evidenze scientifiche sulle malattie causate dall’inquinamento dell’aria. Sarà poi fornito del materiale didattico in forma di schede scaricabili dal sito del nostro Ordine, che potranno essere utilizzate da ciascun medico e alcune consegnate al paziente per poterlo così sensibilizzare. Riteniamo, che il passaggio di queste informazioni da parte del medico di base o ai genitori dal pediatra di libera scelta, possa essere molto efficace. Abbiamo elaborato molti disegni e loghi che possano essere di impatto fra cui quello disegnato (disegno della Terra che l’uomo sta facendo precipitare in una voragine) da una professoressa di Italiano e Latino di un Istituto Scientifico fiorentino, la professoressa Stefania Audino (con papà tra l’altro calabrese originario di Locri ex carabiniere).

Attualmente a che punto siete?

Abbiamo già allestito schede per ciascun apparato coinvolto e FAD (formazione a distanza con crediti formativi per tutti i medici). La campagna è biennale, inizierà ora. Abbiamo diffuso l’iniziativa al Comune di Firenze e ai Comuni della provincia per un loro patrocinio.

In che modo saranno coinvolte le scuole?
Abbiamo pensato che questo messaggio fosse da portare assolutamente alle nuove generazioni e, quindi, è stato coinvolto l’Ufficio Scolastico Regionale (ex Provveditorato), perché il progetto fosse inserito negli ultimi anni delle scuole secondarie di secondo grado. Alcuni nostri medici si sono resi disponibili per fornire materiale agli insegnanti tutor dell’Istituto, chiaramente materiale adatto alla fascia di età target. Anche in questo caso il tema sarà l’inquinamento dell’aria con aspetti medici, proprio sulla salute e abbiamo previsto, per motivare maggiormente i ragazzi, una sorta di concorso con un manifesto che le varie classi e istituti potranno elaborare e presentare sul tema e tra cui poi ne verrà selezionato uno che sarà affisso in tutte le Scuole.

Lei è nato e cresciuto a Siderno. Quando ha lasciato il suo paese? La sua è stata una decisione difficile da prendere?

Era comune, in quegli anni, cercare di formarsi al meglio, spostandosi in altre regioni per studiare in università prestigiose. Le famiglie affrontavano sacrifici non indifferenti e così ha fatto la mia, per darci queste possibilità, noi ne eravamo consapevoli e cercavamo di non sprecare l’occasione, impegnandoci al massimo. Dopo la Laurea e la Scuola di Specializzazione, la Calabria offriva pochissimo e così era quasi la regola, per la maggior parte di noi, iniziare la nostra attività presso ospedali e  università di prestigio fuori regione. Così ho fatto. Ho lasciato, però, con rammarico e sempre tanta nostalgia il gruppo del famoso “Coro Alleluia” di Don Achille De Luca, emerito e “Grande” parroco di Siderno e gli Scout, che ho frequentato per moltissimi anni. Ma è stata per me una grande scuola! Grandi basi! Chi dice che la nostra terra non forma? Nello spirito etico cattolico della Carità piuttosto che solo filantropia, sono stato formato! E ne sono fiero! Ho così continuato  ad essere scout e impegnato in Azione Cattolica e Parrocchie fiorentine. Ho ancora amicizie fraterne con i miei compagni universitari sidernesi e con gli amici di quel bel periodo.

Invece, quando ha capito di voler intraprendere la carriera di medico? Quali sono stati gli ostacoli più difficili da superare?

Grande determinazione nei primi anni universitari, al primo anno di Medicina ricordo con orgoglio di essere stato l’unico del mio corso (eravamo in circa 400 studenti) a completare gli esami del primo anno già in luglio. Aiutato da un Liceo Classico “Ivo Oliveti” con mitici professori come la temuta, ma “grande” Vinciguerra. Con la professoressa Placanica, che ci aveva fatto studiare biologia su testi inglesi sperimentali (praticamente, ero tra i pochi a conoscere a Firenze le basi della Chimica e Biologia), sostenere gli esami di Biologia e Chimica fu davvero facile al primo anno. E così l’inizio era “andato” e sappiamo come è importante nell’Università , cominciare bene. L’idea poi di fare il medico, ed essere di aiuto al prossimo, la coltivavo già dalle scuole medie.

Da persona che vive da tanti anni lontano da questa regione, cosa pensa della Calabria e dei calabresi?

Noi calabresi siamo costruttori di idee, progetti e cultura. Peccato che quasi sempre questo avvenga in sedi diverse dalla nostra Regione. Per questo, mi è sembrato corretto evidenziare nomi di calabresi come don Antonio De Masi, parroco guanelliano a Firenze, con cui abbiamo ideato l’Ambulatorio solidale per la povera gente (e mi chiedo: non servirebbe anche in Diocesi Gerace Locri?), e così la professoressa Audino, autrice di libri ambientati in Magna Grecia e profonda conoscitrice della storia meridionale fin dalle sue origini (ma a Siderno abbiamo  il professore Enzo D’Agostino, che è un fulgido esempio di storico e cultore della storia della Diocesi Gerace Locri per cui ha pubblicato libri unici).
Conto di continuare a lavorare in campo oncoematologico, come faccio, sono poi nel comitato di redazione di una rivista nazionale di settore e curo una rubrica, a cui ho dato il nome: “In medias Res”, nella quale pubblico su svariate malattie ematologiche. Poi voglio continuare a lavorare per far capire a tutti, che bisogna dare uno stop a tutte le fonti di inquinamento e che non dobbiamo sentirci impotenti, perché ciascuno di noi può migliorare l’ambiente cominciando da quotidiane piccole attenzioni. Il piccolo gesto di ciascuno di noi diventa poderoso se lo moltiplichiamo per migliaia, milioni di persone. E nel caso dell’inquinamento dell’aria, per esempio, usare la bicicletta o i nostri piedi per muoversi in città (con grandi benefici, anche per il nostro fisico e la nostra salute) sarebbe un toccasana. In particolare a Siderno, non grandissima. E poi bisogna che la scelta politica, di ciascuno di noi, sia davvero indirizzata verso politici con forti e seri intendimenti ambientalisti, perché ormai questa deve essere la priorità di tutti. Qualunque forma di benessere è condizionata dalla possibilità di ristabilire un equilibrio tra l’uomo e la natura. Perché, davvero siamo al limite del crollo del sistema terra e già i nostri figli, se non interromperemo questo circuito, vivranno in un mondo gravemente compromesso. La cura del pianeta dovrebbe essere una priorità per tutti. La Terra, il nostro pianeta, come ci ricorda Papa Francesco nella Enciclica “Laudato sii”, è la nostra “Casa comune”.Ma dovrebbe essere una priorità soprattutto per il Sud. So che può sembrare un’affermazione paradossale, perché al Sud manca tutto: manca il lavoro, manca ancora l’acqua potabile, manca una sanità che risponda ai bisogni dei cittadini, le culle sono vuote e i treni che partono pieni, il territorio è deturpato dalla speculazione edilizia e avanti così per i mille, vecchi problemi della nostra terra. Ed è anche su queste difficoltà, su questi problemi irrisolti (e, agli occhi di molti, ormai irrisolvibili), che prospera la delinquenza. Una delinquenza mafiosa che però da sola non sa fare nulla e che ha dunque bisogno di imprenditori, di politici, di burocrati, di professionisti per continuare a fare soldi e speculare sulle piaghe di un intero popolo. Ecco l’importanza di combattere dunque non solo la ‘ndrangheta, ma anche la “Mentalità” mafiosa che purtroppo non è infrequente anche in persone non immischiate con le cosche. Sviluppare tra l’altro una cultura che rispetti l’ambiente, proprio nel sud, diviene il trampolino di lancio verso alte mete di una sana e onesta vita, che forse apparteneva ai nostri bisnonni. Ecco dunque che combattere per salvaguardare il nostro pianeta dalla catastrofe ambientale e dai cambiamenti climatici e salvaguardare la Terra e la nostra salute, in primis, pesantemente coinvolta, può divenire un riappropriarci del nostro buon senso meridionale, far rinascere in noi la “Buona e brava” gente. Questo solo sarebbe un altissimo risultato, perché l’ambiente è vittima, in molto Sud, di questo grumo di potere delinquenziale. Ne è un esempio, purtroppo ricorrente, lo smaltimento illecito di rifiuti speciali, spesso seppelliti sotto i terreni agricoli o mescolati al bitume delle strade che percorriamo, com’è accaduto anche recentemente in Toscana nel comprensorio del cuoio. Da parte di questa gente, delinquenti ed inquinatori, lo sprezzo per la salute dei cittadini è totale. Davanti al profitto, la vita dei territori e di chi li abita, piante, animali, uomini, non conta. E non comprendono essi stessi che privano del futuro i loro stessi figli e nipoti!E allora è necessario essere altrettanto sprezzanti e determinati con chi inquina, con chi devasta, con chi avvelena. Perché chi avvelena l’ambiente, avvelena la società. Avremmo dovuto già capirlo da un pezzo, ma siamo ancora in tempo a fare la nostra parte. Ciascuno la sua, perché i sani comportamenti del singolo, di ciascun singolo, divengano comportamento della cittadinanza tutta e di tutti i territori. Come sarebbe bello che alle prossime elezioni i cittadini scegliessero fra candidati che fanno a gara per progetti ambientali, verde, pulito, piuttosto che per candidati che promettono favoritismi personali o toppe nelle strade o davanti alle case degli elettori! Ma io credo che noi calabresi possiamo rinascere! Sono ottimista! Ogni campagna sull’ambiente (raccolta differenziata, campagna pulizia delle spiagge e tanto altro) ha trovato sempre risposte solerti da parte in particolare dei giovani. A loro dobbiamo puntare per renderli orgogliosi di essere calabresi e così sperare di poterli avere professionisti nati e residenti in Calabria, piuttosto che sempre e solo nati. Corrado Augias, con buona pace degli ipocriti scandalizzati per le sue parole, ha detto: “La Calabria è purtroppo una terra perduta (…) una terra irrecuperabile”. Dobbiamo, tutti insieme, sfatare quello che vorremmo fosse “Soltanto” un pregiudizio, ma che purtroppo è un doloroso giudizio. Sono convinto che ci riusciremo.

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