Giustizia o bottega?

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L’analisi di Carlo Maria Muscolo sulla vicenda dei processi che hanno riguardato l’ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla luce dei lumi chiesti dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Ma sono solo quelle le domande che l’Italia si deve porre?

Ecco un breve estratto dell’articolo:

“Sono passati otto anni dalla sentenza della Cassazione che condannò definitivamente Silvio Berlusconi per frode fiscale, costandogli la decadenza dalla carica di senatore. Ora la Corte europea dei diritti dell’uomo ha rivolto al governo italiano una serie di domande, che dovranno ricevere una risposta entro il 15 settembre, in cui si chiede se l’ex presidente del Consiglio abbia effettivamente avuto un processo equo. Le presunte violazioni dei diritti della difesa andrebbero dal rigetto dell’istanza di trasferimento del processo, ai mancati riconoscimenti del legittimo impedimento, fino al taglio dei testimoni richiesti dalla difesa. Si tratta di contestazioni che sono già state respinte dai giudici italiani, ma che ora gli avvocati di Berlusconi hanno inoltrato a quelli della Corte europea. E qui, dopo un vaglio di ammissibilità che è durato circa sette anni, si è deciso di chiedere conto al governo italiano.
Sono tutte domande a cui probabilmente si risponderà in linea con quanto già stabilito dalle
toghe, che hanno già fatto tutti gli accertamenti del caso ed emesso le loro sentenze. Sarà poi la volta di una contro-replica dei legali di Berlusconi e quindi del verdetto finale. Le tempistiche non sono calcolabili. In tutto questo, l’ex presidente del Consiglio ha già scontato la pena e, una volta ottenuta la riabilitazione, è stato eletto al Parlamento europeo. I suoi avvocati si erano già rivolti in passato alla Corte nel tentativo di contestare la decadenza da senatore: in quell’occasione avevano poi però lasciato perdere dal momento che, con la riabilitazione, Berlusconi aveva riottenuto i diritti persi dopo la sentenza. Ma il tutto, anche alla luce di tante novità che abbiamo appreso nel rapporto malato tra poteri occulti e magistratura (non a caso in minuscolo, rispetto a tante diverse espressioni di MAGISTRATURA giusto per essere chiari) ci pone delle domande, a cui tentare di dare risposte o, meglio, ulteriori elementi di riflessione. E la prima delle tante domande riguarda…”

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Carlo Maria Muscolo