I miglioratori del mondo contro la meraviglia del pirata Jovanotti

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Un Jova Beach Party supergalattico ha confermato, se ce ne fosse ancora bisogno, la sacralità di quelle Caretta Caretta che entrano da Gibilterra, depongono le uova e se ne ritornano nell’oceano del Titanic puntuali, con la stessa sindrome ansiosa di un tram padano. Dopo il passaggio del pirata Jovanotti dalla spiaggeria più sexy della Locride, infatti, nelle gerarchie divine della fauna e della flora calabrese le Carette Carette mantengono la posizione più elevata, più elevata perfino delle vacche intoccabili dello Zomaro, dei lupi della Sila e dei pini Loricati calabro lucani.  Guai a chi le tocca, giurano e minacciano i limonatori di foglie, gli abbracciatori di alberi, gli adepti del Fatto Quotidiano, le sette dei crudisti.

Si racconta che dinanzi a tale disparità di trattamento, un’antica stirpe  di spada dello Stretto, scortata da tonni rossi della Saracena, gamberi ovati dell’Ammendolara e Aragoste di Santa Caterina dello Jonio, si è recata all’ufficio reclami della tonnara di Palmi per avere gli stessi privilegi e le stesse attenzioni delle tartarughe  immacolate.

Racconti di marinai a parte, è dai tempi di Vamos a la Playa con lo shampoo che, tra Acitrezza e Punta Stilo, non si registra un accanimento di tale portata contro un evento. Mai vista una roba del genere, neppure contro le reti illegali piazzate ogni cento passi, né per lo strascico h24, per lo sterminio di meduse innocue lapidate da canaglie ignoranti, per i fuochi pirotecnici ammazza randagi abbandonati sul ciglio della strada da bastardi di razza, per venti anni di super mare cross nell’identico punto dove si è svolta la festa del pirata dei pirati, sito storicamente individuato dalla gentaglia anche come deposito abusivo di rifiuti ingombranti. Nulla di così strumentale è stato mai registrato.

A Siderno, mentre ruspe apri pista per macchine e smog e umanoidi in tuta fluorescente e visiera, armati di tagliaerba dell’ultimo tipo, distruggevano capolavori della vegetazione costiera, meravigliosi Cardi di San Giovanni (foto)  e organismi vegetali così rari da essere iscritti nelle liste rosse di regioni civili come la Puglia,  gli stessi  sidernesi che da Capodanno postano veleno anti Jova, stavano al trucco e al parrucco per prepararsi bene e mostrarsi meglio contro la più grande festa  estiva che la storia nazionale conosca.

Una farsa tragicomica ammantata di mieloso narcisismo ambientalista e strapaesano che vede protagonista una congiura di cretini aizzati da  soliti quattro miglioratori del mondo  con lo sterzo.