Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 29 Maggio.

Accadde che:

1176 (845 anni fa): le truppe della Lega Lombarda sconfiggono l’esercito imperiale di Federico Barbarossa nella battaglia di Legnano. Con essa fu posta la parola fine al tentativo di egemonizzazione dei comuni dell’Italia Settentrionale da parte dell’imperatore tedesco. Essendo simbolo della vittoria delle popolazioni italiane su quelle straniere, Legnano, grazie alla storica battaglia, è l’unica città, oltre a Roma, ad essere citata ne “Il Canto degli Italiani” di Goffredo Mameli e Michele Novaro, inno nazionale italiano dal 1946. La battaglia pose fine alla quinta e ultima discesa in Italia dell’imperatore Federico Barbarossa, che dopo la sconfitta cercò di risolvere la questione italiana tentando l’approccio diplomatico. Questo sfociò, qualche anno più tardi, nella pace di Costanza (25 giugno 1183), con la quale l’Imperatore riconobbe la Lega Lombarda dando concessioni amministrative, politiche e giudiziarie ai comuni e ponendo ufficialmente fine al suo tentativo di egemonizzare l’Italia settentrionale. L’esito della battaglia fu a lungo incerto: in principio i milanesi e i loro alleati, sotto l’impeto della cavalleria tedesca, sbandarono, per poi passarono all’offensiva. Inutilmente i soldati imperiali tentarono di contenerli. Federico, sguainata la spada, si buttò col suo cavallo nella mischia, ma fu disarcionato e solo a fatica riuscì a mettersi in salvo, abbandonando il campo di battaglia. I tedeschi, non vedendo più il loro imperatore, furono colti dal panico e si diedero alla fuga. Il Barbarossa fu dato per morto, pertanto grande fu lo stupore dei cittadini di Pavia quando, il giorno dopo, lo videro ricomparire in città malconcio e affamato.

1940 (81 anni fa): Fausto Coppi vince, con oltre 4 minuti di vantaggio, la tappa del Giro d’Italia Firenze – Modena e conquista la sua prima maglia rosa. Soprannominato “il Campionissimo” o “l’Airone”, fu il corridore più famoso e vincente dell’epoca d’oro del ciclismo, ed è considerato uno dei più grandi e popolari atleti di tutti i tempi. Formidabile passista, eccezionale scalatore, anche se non dotato di un particolare spunto veloce, era un corridore completo e adatto ad ogni tipo di competizione su strada. Professionista dal 1939 al 1959, s’impose sia nelle più importanti corse a tappe che nelle maggiori classiche di un giorno. Vinse cinque volte il Giro d’Italia (1940, 1947, 1949, 1952 e 1953), un record condiviso con Binda e Merckx, e due volte il Tour de France (1949 e 1952), diventando anche il primo ciclista a conquistare le due competizioni nello stesso anno sia nel 1949 che nel 1952. Leggendaria fu la sua rivalità con Gino Bartali, che divise l’Italia nell’immediato dopoguerra. Celebre nell’immortalare un’intera epoca sportiva, tanto da entrare nell’immaginario collettivo degli italiani, è la foto che ritrae i due campioni mentre si passano una bottiglietta durante una salita al Tour del 1952. Le sue imprese e le tragiche circostanze della morte (morì, a soli 40 anni, a causa di una malaria non diagnosticata) ne hanno fatto un’icona della storia sportiva italiana.

 Nato oggi:

1917 (104 anni fa): nasce a Brooklin (Massachusetts) John F. Kennedy politico e saggista statunitense, 35º presidente degli Stati Uniti d’America dal 1961 al 1963. Allo scoppio della seconda guerra mondiale si arruolò e combatté valorosamente, finito il conflitto aderì al Partito democratico. Nel 1960 assunse la leadership del partito e si candidò alla presidenza, con Lyndon Johnson candidato alla vicepresidenza. Il 3 novembre dello stesso anno, giorno delle elezioni, sconfisse il vicepresidente uscente Richard Nixon e s’insediò alla Casa Bianca il 20 gennaio dell’anno successivo. La sua presidenza, nel pieno della guerra fredda, è stata caratterizzata da vari eventi: lo sbarco della Baia dei Porci, la crisi dei missili di Cuba, il movimento per i diritti civili degli afroamericani e la corsa nello spazio. Kennedy sposò Jacqueline Bouvier  il 12 settembre 1953, entrambi molto giovani in confronto alle precedenti coppie presidenziali, diventarono figure molto popolari; venne loro tributata un’attenzione più simile a quella riservata a cantanti rock e a stelle del cinema, più che a un politico e a sua moglie, influenzarono persino la moda dell’epoca e le loro fotografie comparivano spesso nei rotocalchi dell’epoca. I Kennedy portarono una ventata di vita nuova nell’atmosfera della Casa Bianca. Convinti che la sede presidenziale fosse un luogo dove celebrare la storia, la cultura e le conquiste americane, invitarono regolarmente artisti, scrittori, scienziati, poeti, musicisti, attori, atleti e vincitori di premi nobel. La Casa Bianca sembrò anche un luogo più gioioso per via della presenza dei due figli piccoli della coppia. Il carisma che Kennedy e la sua famiglia irradiavano valsero alla sua amministrazione l’appellativo postumo di “Camelot”.  Kennedy muore a Dallas (Texas) il 22 novembre 1963  ferito mortalmente a colpi di fucile. Lee Harvey Oswald venne arrestato dalla Polizia, accusato di aver ucciso un poliziotto di Dallas e di aver assassinato il presidente nel quadro di una “Cospirazione conservatrice”. Oswald venne a sua volta ucciso due giorni dopo, il 24 novembre, prima di venire portato in tribunale, dunque senza che ci fosse stato il tempo d’intentare a suo carico alcun processo, all’interno del seminterrato della stazione di polizia di Dallas.