Il PD trova il candidato, ma non scioglie il nodo politico della Calabria

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Dalla penna di Francesco Riccio esce questo quadro desolante dove appare chiaro che la sinistra non ha mai voluto affrontare la questione delle questioni, non ha mai voluto affrontare in maniera seria il rapporto con questa regione. Ai tempi del PCI della Calabria si occuparono Ingrao prima e dopo Bassolino. In seguito Minniti. Poi tutto si frantuma. Sino alla decisione di ieri.

“Amici miei e della Ventura”. Era il saluto ai telespettatori con la tipica voce roca dell’indimenticabile Sandro Ciotti. Con la Ventura (intesa Simona) presentavano, in affiatato tandem, la Domenica Sportiva di allora. Quella che preferiva mostrarci i gol e le partite, piuttosto che gli stucchevoli ed interminabili commenti degli esperti di turno, ex calciatori ex arbitri varizzati e Gianfranco Teotino, che almeno di calcio ne mastica.

Troppo facile giocare sull’omonimia della candidata del centrosinistra in Calabria con la più nota Simo nazionale. Ma è sugli “Amici miei” che vorrei appuntare l’attenzione, come molti hanno già fatto. La candidatura nasce nel laboratorio alchimistico del Nazareno. Che detta così potrebbe produrre il miracolo della moltiplicazione di voti che allo stato appaiono improbabili. Della Calabro-Ventura si sa che discende da famiglia di industriali di “armamento ferroviario”.

Dalla Calabro-Lucana alla Calabro-Ventura.Prima di scrivere questo post ho pensato che fosse giusto assumere qualche informazione. Non l’ho fatto perché non mi va di condizionare il giudizio che autonomamente ho maturato. Ci siamo lasciati col balletto di autocandidature, oggetto del precedente post.

La notizia della candidatura l’apprendiamo, in molti credo, dai giornali. Viene presentata come una scelta del segretario Letta condivisa da Conte e Speranza. Tre persone di cui mi fido. Un nuovo nome, naturalmente della società civile, visto che i politici, in particolare in Calabria, costituiscono il nutrito filone della società incivile. Ma l’idea dell’allargamento dell’area del centro sinistra trova subito la fiera opposizione di Fratoianni che ricorda che Speranza è solo leader di Art 1. Loro, Leu, appoggiano De Magistris e Lucano. Al netto del caro Lucano, dissento. Jasmine Cristallo, bel viso di Sardina calabrese, si dissocia, denunciando il metodo romanocentrico che ignora i mitici territori. Gran parte del PD calabrese è in stato di (perenne) agitazione. Questa volta a Province unificate.

Da Reggio a Catanzaro, fino alla nordica Cosenza. Qualcuno non ha tardato a sottolineare un possibile conflitto d’interessi della candidata, qualora si realizzassero previsti ed importanti lavori ferroviari. Ci si mette avanti col lavoro. Non mancano i soliti “garantisti” che rammentano qualche impiccio giudiziario dei congiunti, relativo anche alla metro di Cosenza. Naturalmente qualcuno dice che c’è lo zampino di D’Alema, ma è una routine alla quale siamo abituati. Per dire che si parte all’insegna della grande fiducia. Ma il nodo politico è sempre lo stesso. L’ho vissuto di persona. La Direzione del PDS, DS,PD, non ha mai voluto affrontare in maniera seria il rapporto con questa regione. A parer mio per il noto “stigma’ che ci trasciniamo da sempre. Bene che vada non siamo eticamente affidabili, salvo poi ad avere esiti giudiziari completamente diversi. Ai tempi del PCI della Calabria si occuparono Ingrao prima e dopo Bassolino. In seguito Minniti. L’importante era mantenere un equilibrio tra le tre federazioni più forti e i rispettivi leader. Ciò andò bene, diciamo, fin quando c’era il partito. Poi tutto si frantuma. Ed ogni testa diventa un tribunale. Un caos. Ma allora chi sono gli Amici della Ventura? Credo che non vadano ricercati nei partiti, che non ci sono, ma in singoli dirigenti e in qualche caso anche in rapporti personali, magari maturati non in Calabria. Tengo alla vittoria del centrosinistra. Può darsi che la Ventura sia candidata di livello. Di certo non allarga la maggioranza. E noi? E il popolo? La dico con Trilussa: Er popolo se gratta.

 

Francesco Riccio