Il Presidente della Samp arrestato in un’inchiesta della Procura di Paola

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Foto: today

Massimo Ferraro, presidente della Sampdoria, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta della procura di Paola, coordinata dal magistrato Pierpaolo Bruni. Secondo quanto si apprende, la squadra ligure non è coinvolta nelle indagini.

Al Presidente viene contestato il fallimento di diverse società create in Calabria nel settore turistico, alberghiero e cinematografico. L’arresto del presidente della Sampdoria è avvenuto a Milano, per poi essere trasferito in carcere, a San Vittore, mentre ai domiciliari sono finiti 5 persone, tra cui la figlia di Ferrero, Vanessa e un nipote, Giorgio.A questi si aggiungono altri quattro indagati, tutti residenti a Roma e sottoposti oggi a perquisizione. Oltre all’abitazione romana di Ferrero, la Finanza si è mossa e in varie regioni tra cui Lombardia, Lazio, Campania, Basilicata e la stessa Calabria.

In particolare, al centro dell’indagine ci sarebbe un investimento nel comune di Acquappesa (provincia di Cosenza), in cui secondo l’accusa Ferrero avrebbe distratto fondi a svantaggio dei creditori.

Il legale di Ferrero, Giuseppina Tenga, ha affermato: “E’ stato trattato come un delinquente, mi riferiscono anche abbia avuto un malore, poi non sono più riuscita ad avere sue notizie. Si tratta di contestazioni su vicende vecchie di quattro anni. Mi sembrava logico che Ferrero assistesse alla perquisizione a casa sua, a qualsiasi altra persona glielo avrebbero permesso, a lui no”.

Le dimissioni

Nel frattempo la Sampdoria ha annunciato le dimissioni di Ferrero. In un comunicato si legge che la scelta è stata fatta “per tutelare al meglio gli interessi delle altre attività in cui opera, e in particolare isolare anche ogni pretestuosa speculazione di incidenza di un tanto rispetto all’U.C. Sampdoria e al mondo del calcio”.