Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 16 Agosto.

Accadde che:

1858 (163 anni fa): il presidente statunitense James Buchanan inaugura il nuovo cavo telegrafico transatlantico, scambiando un messaggio di auguri con la regina Vittoria del Regno Unito. Si tratta di cavi sottomarini che scorrevano sotto l’ Oceano Atlantico. Il progetto iniziò nel 1854 e, una volta completato, il cavo funzionò solo per tre settimane, ma fu il primo progetto del genere a dare risultati pratici. Il rapido fallimento del cavo minò la fiducia del pubblico e degli investitori e ha ritardato gli sforzi per ripristinare una connessione. Il cavo nel 1858 permetteva di inviare i messaggi e ricevere le risposte nello stesso giorno, Prima dei cavi telegrafici sottomarini, la velocità delle comunicazioni transatlantiche era quella della nave, che trasportava un messaggio scritto a mano tra il Nord America e l’Europa, impiegando circa una settimana e spesso molto più a lungo, a causa del cattivo tempo e del mare agitato del Nord Atlantico. Come disse una volta Steve Jobs, “Le persone che sono abbastanza pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che lo fanno”. Questo è stato anche il caso del 1858.

1924 (97 anni fa):  il cadavere di Giacomo Matteotti, deputato e segretario del Psu (Partito socialista unitario), rapito e ucciso dalla polizia fascista nel giugno dello stesso anno, viene ritrovato nelle campagne fuori Roma. Il 10 giugno 1924, intorno alle ore 16.15, Matteotti uscì di casa a piedi per dirigersi verso Montecitorio decidendo di percorrere il lungotevere Arnaldo da Brescia. Qui, secondo le testimonianze dei due ragazzini presenti all’evento, era ferma un’auto con a bordo alcuni individui, poi in seguito identificati come i membri della polizia fascista. Due degli aggressori, appena si accorsero del parlamentare, gli balzarono addosso. Ciò nonostante, Matteotti riuscì a divincolarsi buttandone uno a terra e rendendo necessario l’intervento di un terzo, che lo stordì colpendolo al volto con un pugno, gli altri due intervennero per caricarlo in macchina. Benito Mussolini ordinò la morte del leader socialista per mettere a tacere le sue denunce di brogli elettorali, attuati dalla dittatura nelle elezioni del 6 aprile 1924 e le sue indagini sulla corruzione del governo. “Voi che oggi avete in mano il potere e la forza, aveva detto il 30 maggio Matteotti alla Camera, voi che vantate la vostra potenza, dovreste meglio di tutti gli altri essere in grado di far osservare la legge da parte di tutti. Voi dichiarate ogni giorno di volere ristabilire l’autorità dello Stato e della legge. Fatelo, se siete ancora in tempo; altrimenti voi sì, veramente rovinate quella che è l’intima essenza, la ragione morale della nazione”. Sarà l’ultimo discorso pubblico di Giacomo Matteotti. Si racconta che a chi si congratulava con lui per il discorso alla Camera egli avesse risposto sorridendo: “E adesso potete preparare la mia orazione funebre”. Per protesta contro il rapimento e l’assassinio del deputato socialista, tutta l’opposizione parlamentare si ritirò sul cosiddetto Aventino. Il 20 agosto alle ore 18, solo quattro giorni dopo il ritrovamento, partirà da Monterotondo il treno che riporterà a Fratta Polesine la bara con la salma. Migliaia di lavoratori, operai e contadini, assiepati ai bordi della ferrovia, renderanno omaggio in silenzio alla salma del deputato socialista barbaramente trucidato dai fascisti. Il delitto Matteotti segna l’inizio del regime e costringe gli italiani impegnati in politica o comunque fedeli ai valori della libertà a scegliere da che parte stare.

Nato oggi:

1924 (97 anni fa): nasce a Sant’Agata del Bianco (Reggio Calabria) Saverio Strati scrittore, uno dei più grandi narratori del Novecento italiano, raccontando tutte le piaghe della società calabrese. Interruppe gli studi dopo il conseguimento della licenza elementare per intraprendere il mestiere di muratore, pur continuando a coltivare la sua passione per lo studio e la lettura. Al termine della seconda guerra mondiale, riprese finalmente gli studi interrotti. Grazie all’aiuto finanziario di uno zio che risiedeva negli Stati Uniti, iniziò a prendere lezioni private da alcuni professori del Liceo Galluppi di Catanzaro. Si appassionò così alla lettura di grandi scrittori come Croce, Tolstoj e Verga. Nel 1949 conseguì la licenza liceale classica e si iscrisse all’Università di Messina; inizialmente, per assecondare la volontà dei genitori, seguì le lezioni di Medicina, ma dopo un breve periodo passò alla Facoltà di Lettere. Decisivo fu l’incontro con il critico letterario Giacomo Debenedetti, che in quegli anni insegnava a Messina e, del quale Strati, seguì le lezioni su Svevo e su Verga. Spinto da un compagno di studi, nel ’53 fece leggere il proprio racconto La Marchesina a Debenedetti, che espresse immediatamente un giudizio favorevole. Incoraggiato da questo ed altri pareri autorevoli, Strati inizia a riordinare i primi racconti che andranno a formare il volume “La Marchesina” e che, Debenedetti stesso, porterà l’anno successivo ad Alberto Mondadori, a Milano. Sempre in questo periodo iniziò la stesura del suo primo romanzo “La Teda”. Subito dopo aver completato questo romanzo iniziò un secondo: “Tibi e Tascia”. Nel 2009 Il Quotidiano della Calabria si fece promotore della richiesta per far ottenere allo scrittore (che viveva in condizioni di indigenza) i benefici della Legge Bacchelli, concessi poi dal Consiglio dei ministri del 17 dicembre 2009, alla luce degli speciali meriti artistici riconosciuti. Nel 2010 la rivista letteraria Il Portolano ospitò un suo inedito, dal titolo “Le notti di Marisa”, dedicandogli un fascicolo monografico. Saverio Strati si pone nella schiera degli scrittori del neorealismo che, dopo la fine della seconda guerra mondiale, si adoperarono di far conoscere gli aspetti più reali della società. Lo scrittore calabrese osservatore attento di un mondo contadino legato a costumi e tradizioni ancestrali li mette a fuoco e li esamina con lenti di forte vigore, oggettivando la vita quotidiana della gente. Le numerose opere, tradotte in diverse lingue, riprendono una tematica legata al filone realistico che in Verga aveva trovato il maggiore esponente. La sua arte dilaga sul tessuto sociale ne coglie e ne definisce gli aspetti del mondo fisico, penetrando anche negli anfratti più nascosti per svelare le nefandezze dei potenti e dei violenti. Deriva da ciò una scrittura intensa e concreta, che assume una duplice dimensione di storia e di cronaca che ritrae la realtà della sua regione nel dopoguerra. Per potere capire in tutti i suoi risvolti politici e sociali la realtà della Calabria bisogna conoscerla. Il vantaggio di Strati è quello di esservi cresciuto dentro, di essere consapevole dell’annosa “Questione meridionale” e di averla trattata in modo letterario e quindi di averne saputo dare artisticamente una interpretazione più efficace e nel contempo storicamente più estesa. Muore a Scandicci (Firenze) il 9 aprile 2014.