Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 3 Marzo.
Accadde che:
1944 (82 anni fa): avviene il disastro di Balvano, anche conosciuta come “Sciagura del treno 8017” dal numero del convoglio coinvolto, la più grave sciagura ferroviaria italiana. Nella tragedia morirono circa 500 persone, benché le stime non vengono ritenute del tutto attendibili, in quanto il numero delle vittime potrebbe essere maggiore. Sul treno salirono centinaia di viaggiatori clandestini provenienti soprattutto dai grossi centri del napoletano, stremati dalla guerra, che nei paesi delle montagne lucane speravano di poter acquistare derrate alimentari in cambio di sigari e caffè, distribuiti dagli statunitensi. Il carico di persone influiva notevolmente sul peso del treno, portandolo a superare le 600 tonnellate. Il treno arrivò, circa a mezzanotte, alla stazione di Balvano-Ricigliano, dove registrò 37 minuti di ritardo per manutenzione alle locomotive. Da lì, alle 0.50 del 3 marzo, ripartì per un tratto in notevole pendenza con numerose gallerie molto strette e poco aerate. Sarebbe dovuto arrivare venti minuti dopo alla stazione successiva, Bella-Muro, ma alle 2.40 non era ancora stato segnalato. Nella galleria “delle Armi”, a causa dell’eccessiva umidità, le ruote cominciarono a slittare. Per la perdita dell’aderenza, il treno perse velocità fino a rimanere bloccato, senza riuscire a uscire dalla galleria. La galleria, dotata di scarsa aerazione, presentava già una significativa concentrazione di gas monossido di carbonio a causa del passaggio poco prima di un’altra locomotiva. Gli sforzi delle locomotive per riprendere la marcia svilupparono a loro volta grandi quantità di monossido di carbonio, facendo presto perdere i sensi al personale di macchina. In poco tempo anche la maggioranza dei passeggeri, che in quel momento stava dormendo, venne asfissiata dai gas tossici che, in assenza di vento, potevano uscire dalla strettissima galleria solo tramite il piccolo condotto di aerazione. Il bilancio della tragedia è ancora oggi impossibile da accertare e oggetto di controversie: quello ufficiale parlava di 501 passeggeri, 8 militari e di 7 ferrovieri morti, ma, alcune ipotesi arrivano a considerarne oltre 600. Molte vittime tra i passeggeri non vennero riconosciute. Furono tutti allineati sulla banchina della stazione di Balvano e poi sepolti senza funerali nel cimitero del paesino, in quattro fosse comuni. Le cause della tragedia furono molteplici: la giornata era poco ventosa, per cui la galleria non godeva della normale ventilazione naturale e l’umidità della foschia notturna aveva bagnato i binari, rendendoli scivolosi e ardui da percorrere per un treno così pesante. A questi si affiancava la mancata vigilanza delle autorità competenti, che avevano improvvidamente tollerato il sovraccarico del treno e la presenza a bordo di viaggiatori clandestini.
1955 (71 anni fa): Elvis Aaron Presley appare in televisione per la prima volta. In origine ‘Louisiana Hayride’ era un programma radiofonico a cui Elvis Presley aveva partecipato il 16 ottobre del 1954, mentre il 3 marzo il programma radiofonico, trasformato in televisivo, vede nuovamente la partecipazione del re del rock’n’roll e il pubblico di metà degli Stati Uniti ha l’opportunità di ammirare questo astro nascente della musica pop. Gli interventi di Elvis al programma ‘Louisiana Hayride’ saranno molti anche perchè la sua presenza è garanzia di ascolti e successi. È stato uno dei più celebri cantanti di tutti i tempi, fonte di ispirazione per molti musicisti e interpreti di rock and roll e rockabilly, tanto da meritarsi l’appellativo de il Re del Rock and Roll o più semplicemente The King. La sua presenza scenica e la particolare mimica con cui accompagnava le sue esibizioni, ha esercitato una notevole influenza sulla cultura statunitense e mondiale. In particolare, i caratteristici movimenti oscillatori e rotatori del bacino, oltre che destare scandalo tra i benpensanti dell’epoca, poiché ai loro occhi essi richiamavano le movenze tipiche dell’amplesso, gli procurarono l’altro particolare appellativo, ossia “Elvis The Pelvis” (Elvis il bacino). Il suo decesso avvenne in circostanze mai completamente chiarite, il 16 agosto del 1977, e a partire da quella data si è ulteriormente intensificato un fenomeno già largamente in auge quando era ancora in vita, facendo in modo che Presley divenisse un vero e proprio oggetto di culto e di venerazione per molti dei suoi fan.
Scomparsa oggi:
2025 (1 anno fa): muore, a Roma, Eleonora Giorgi, attrice, regista e cantante, a causa di un tumore al pancreas. Nata, a Roma, il 21 ottobre 1953, debutta giovanissima sul grande schermo, a soli 19 anni, con Federico Fellini nel film “Roma”. Nel 1973, Domenico Paolella le offre la sua prima parte da protagonista nel film erotico “Storia di una monaca di clausura”. Si tratta di una delle prime pellicole che poi divennero simbolo delle “commedie sexy all’italiana”. Grazie al successo di quei primi film, Eleonora inizia recitare in una serie di produzioni importanti per la sua carriera che diventeranno parte del patrimonio cinematografico italiano. È la volta di “Appassionata” con Valentina Cortese e Ornella Muti, dove ha il ruolo di una adolescente che seduce il genitore dell’amica, o di “La sbandata” con Domenico Modugno. Nel 1979 si sposa con Angelo Rizzoli, dalla cui unione nascerà il figlio Andrea. Per Eleonora quelli sono anni di film di successo come “Un uomo in ginocchio” di Damiani con Giuliano Gemma e “Dimenticare Venezia” di Brusati; mentre per il marito Angelo, detto Angelone, sono anni difficili. Nel 1981, infatti, scoppia lo scandalo della P2 che travolge il Corriere della Sera, di proprietà Rizzoli e, poche settimane dopo, viene arrestato per bancarotta patrimoniale societaria in amministrazione controllata, carcere in cui rimarrà 13 mesi. È la fine dell’impero Rizzoli e con esso finisce anche il matrimonio tra Angelo ed Eleonora Giorgi. Gli anni 80 sono il periodo di maggior successo per l’attrice che diviene uno dei volti più noti del cinema italiano. Nel 1980 è cult in suo ruolo in “Mia moglie è una strega”, ma sarà il successivo film a portare la gloria a Eleonora Giorgi, facendole vincere in David di Donatello e il Nastro d’Argento nel 1982. Si tratta del film “Borotalco” diretto e interpretato da Carlo Verdone. Nel 1983, le viene proposto di girare “Sapore di Mare 2″ con Massimo Ciavarro. Tra i due scoppierà l’amore. L’unione sarà coronata dalla nascita del figlio Paolo e dal matrimonio nel 1993. La coppia nel 1996 decide di separarsi, ma l’affetto che li lega si trasforma in una profonda amicizia, quasi fraterna, che li tiene stabilmente legati per tutta la vita dell’attrice. Negli anni successivi alla separazione Eleonora Giorgi si dedica a progetti televisivi e teatrali, arrivando persino ad approcciarsi alla scrittura e alla regia. Nell’ultimo periodo la sua esistenza è completamente concentrata sulla sua famiglia, in special modo dopo l’arrivo del nipotino, figlio di Paolo Ciavarro e Clizia Incorvaia. Nel momento in cui le viene diagnosticato un tumore, decide di raccontare e raccontarsi in ogni fase della sua malattia e della sua vita, fino all’ultimo battito.“Mi strazia pensare di non vedere più le persone del cuore, ma la vita è così. Chi scopre di essere malato vive innanzitutto un’incredibile solitudine. Parlarne per me è stato liberatorio. Parlarne è stato un modo per mettere ancora più a fuoco il valore del tempo che resta”.

