Il tempo dei ricordi

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Foto: ViaggiNews.com

Ripercorriamo insieme gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 7 gennaio.

Accadde che:

1610 (412 anni fa) Galileo Galilei osserva, per la prima volta, i satelliti galileiani di Giove. Si tratta di Io, Europa, Ganimede e Callisto; Ganimede, in particolare, è così luminoso che se non si trovasse vicino a Giove sarebbe visibile anche ad occhio nudo, di notte, nel cielo terrestre. Dopo numerosi giorni di osservazioni, Galileo concluse che i quattro corpi erano in orbita attorno al pianeta; la scoperta fu un solido argomento a favore della teoria eliocentrica di Niccolò Copernico, perché mostrava che non tutti gli oggetti del sistema solare orbitavano attorno alla Terra.

1927 (95 anni fa): avviene la  prima telefonata transatlantica tra New York e Londra. “New York, please, operator…”, sono le prime famose parole pronunciate attraverso il canale radio, dai laboratori della Bell con la collaborazione del British Post Office. Da quella data in poi, i miglioramenti apportati a questa importante conquista dell’umanità sono stati costanti e decisivi e hanno cambiato non solo il modo di comunicare, ma hanno senz’altro inciso anche sugli stili di vita delle persone. Dalla prima telefonata transatlantica si passerà, infatti, al centralino manuale, poi al selettore a disco e alla centralina telefonica automatica, fino alla tastiera per composizione Touch Tone.

Nata oggi:

1844 (178 anni fa): nasce a Lourdes (Francia) Marie-Bernarde Soubirous, detta Bernadette,  mistica e religiosa. Proclamata santa da papa Pio XI nel 1933, raccontò che l’11 febbraio 1858, mentre assieme a una sorella e ad un’amica raccoglieva legna da ardere in un boschetto vicino alla grotta di Massabielle (appena fuori Lourdes), avrebbe avuto la prima visione di ciò che descrisse come “una piccola signora giovane” in piedi in una nicchia della roccia. La “bellissima signora”, nel corso della terza apparizione, le aveva chiesto di tornare alla grotta ogni giorno per quindici giorni: vestiva un velo bianco, una cinta blu, aveva una rosa dorata su ogni piede e teneva nelle mani un Rosario. Le giovani che erano in sua compagnia dissero di non aver visto nulla, e l’identità dell’apparizione rimase sconosciuta fino alla diciassettesima visione; fino ad allora Bernadette si limitò a chiamarla semplicemente Aquerò (“quella là”). Non appena si diffuse la notizia ci fu grande scompiglio tra gli abitanti della cittadina, divisi sulla convinzione che la ragazza dicesse o meno la verità. Durante la tredicesima apparizione Bernadette spiegò alla sua famiglia che la signora avrebbe detto “Va’ per favore dai sacerdoti e di’ loro che una cappella deve essere costruita qui. Lasciate che qui passino le processioni”. Accompagnata da due delle sue zie, la ragazza formulò la richiesta al parroco, padre Dominique Peyramale, un uomo brillante ma burbero, poco disposto a crederle. Durante la sedicesima apparizione la signora, alzando gli occhi al cielo e unendo in segno di preghiera le mani, avrebbe detto a Bernadette “Que soy era Immaculada Councepciou” (“Io sono l’Immacolata Concezione”). E durante la diciassettesima apparizione avvenne il “Miracolo del cero”: Bernadette teneva fra le mani una candela che, durante la visione, bruciò del tutto, con la fiamma rimasta a diretto contatto con la sua pelle per più di 15 minuti, senza però provocarle dolore né ferite. L’avvenimento fu testimoniato da molte persone presenti, incluso il medico scettico Pierre Romaine Dozous, che cronometrò e documentò il fatto, dopo di che si convertì. Il 16 luglio 1858 risale l’ultima apparizione: una palizzata impediva l’accesso alla grotta: Bernadette attraversò il Gave e disse di aver visto la Vergine esattamente come se ella si fosse trovata davanti alla grotta. La prima visione di Bernadette e le successive diciassette sono state riconosciute, dopo attente analisi e la raccolta di testimonianze dirette, come eventi miracolosi dalla Chiesa cattolica, che le considera manifestazioni della Beata Vergine Maria. Bernadette si ritirò presso il convento delle Suore della Carità di Nevers all’età di 22 anni, nel 1866. Trascorse lì gli ultimi anni della sua breve esistenza, lavorando come assistente nell’infermeria e poi come sacrestana e ricamatrice di abiti d’altare e vesti. Durante un grave attacco d’asma, chiese l’acqua della sorgente di Lourdes e i suoi sintomi sparirono per non ripresentarsi più. La ragazza non cercò, tuttavia, di curarsi nello stesso modo quando più tardi si ammalò di tubercolosi ossea al ginocchio destro. Morì il 16 aprile 1879, all’età di 35 anni. Oggi, il corpo della Santa di Lourdes, è esposto all’interno del convento di Saint Gildard a Nevers.