Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 25 gennaio.

Accadde che:

1890 (132 anni fa): Nellie Bly completa il suo viaggio attorno al mondo in 72 giorni. Nel 1888, la donna, ebbe l’idea di realizzare quello che lo scrittore francese Verne aveva immaginato in uno dei suoi libri più conosciuti, “Il giro del mondo in 80 giorni”.  Il 14 novembre 1889 la giornalista partì da Hoboken, nel New Jersey  per il suo viaggio di 40 000 chilometri. Il 25 gennaio 1890, alle ore 15,51, arrivò a New York. Aveva compiuto la circumnavigazione della Terra in settantadue giorni, sei ore, undici minuti e quattordici secondi. All’epoca si trattò di un record assoluto. Durante il suo viaggio, non solo riuscì a visitare numerosissimi paesi, in meno di 80 giorni, ma intervistò dal vivo lo scrittore francese nella città di Amiens, in Francia. Realizzò l’impresa viaggiando completamente da sola, non accompagnata da uomini, divenendo così anche un modello di emancipazione femminile. Nellie Bly, inoltre,  non solo è stata la prima donna a viaggiare attorno al mondo senza essere accompagnata da uomini, ma anche la prima ad essersi fatta rinchiudere volontariamente in manicomio, fingendosi malata di mente, per documentare il trattamento disumano riservato alle pazienti. Da pioniera del giornalismo sotto copertura a simbolo dell’emancipazione femminile. Amava dire: Non ho mai scritto una parola che non provenisse dal mio cuore.
E mai lo farò.

1959 (63 anni fa ): Papa Giovanni XXIII indice il Concilio Ecumenico Vaticano II. «Venerabili fratelli e diletti figli! Pronunciamo innanzi a voi, certo tremando un poco di commozione, ma con umile risolutezza di proposito, il nome e la proposta della duplice celebrazione: di un Sinodo diocesano per l’Urbe e di un Concilio ecumenico per la Chiesa universale. Queste due proposte condurranno all’aggiornamento del Codice di Diritto Canonico». Sessantatre anni fa l’annuncio a sorpresa di Giovanni XXIII, accolto dall’impressionante silenzio dei 17 cardinali di Curia, riuniti nella sala capitolare dell’abbazia benedettina annessa alla basilica di San Paolo fuori le Mura. Nessun cardinale lo applaudì, anzi rimasero ammutoliti: temevano che la Curia perdesse potere e terreno. Eppure sapevano perfettamente chi avevano eletto: il Patriarca dei veneti nascondeva una volontà di ferro dietro un sorriso affabile, nutriva una spiccata simpatia per il dialogo, era un autentico «buon pastore», aborriva ogni autoritarismo «regale» e il governo «isolato» in cui si era chiuso Pio XII negli ultimi anni. Papa Roncalli volle che il Concilio fosse una nuova Pentecoste e fu per il mondo inte­ro una sorpresa grande e consolatrice. Egli, che dagli intenti umani, era già stato denominato il Papa di passaggio, disse e fe­ce cose sconvolgenti che diedero inizio a un’epoca nuova, e le disse e le fece con sorriso bonario, con gesto semplice e confi­dente, ma deciso, perché fiducioso nella Provvidenza divina.

Nato oggi:

1916 (106 anni fa): nasce, a Gerace, Paolo Cinanni combattente della guerra di liberazione e uomo politico dell’Italia del XX secolo. Ebbe un ruolo di primo piano negli anni dell’immediato dopoguerra 1948-1956 nelle lotte contadine del Mezzogiorno con particolare riferimento alla Calabria e nel Piemonte. Successivamente, dedicò le sue attività nell’ambito dell’emigrazione verso la Svizzera e la Germania, fondando insieme a Carlo Levi la Federazione Italiana dei Lavoratori Emigrati e Famiglie (FILEF). Nel periodo 1948-1956 e 1960-1964 ebbe un ruolo dirigente centrale in Calabria con l’incarico di rafforzare la struttura politica del movimento contadino, legando le masse contadine del Sud Italia alla classe operaia del Nord nella prospettiva gramsciana di costituire quell’intellettuale organico che nel partito Comunista Italiano avrebbe dovuto riscattare operai e contadini dallo sfruttamento padronale, tanto sulla terra quanto nelle fabbriche. Cinanni è stato autore di molti volumi, quello che lo ha reso più famoso è stato “Emigrazione e imperialismo”. Cinanni considera l’emigrazione come una forma di trasferimento unilaterale di ricchezza dall’Italia verso i Paesi di immigrazione. Non è un caso che il maggior sviluppo economico si registra, nell’ambito mondiale, tradizionalmente tipicamente nei Paesi di immigrazione come gli Stati Uniti e successivamente nell’Europa. Una persona raggiunge la maggiore età dopo che per essa sono stati sostenuti una serie di spese quali quelle di allevamento, di istruzione scolastica, di formazione professionale. Tuttavia, nel momento in cui quella persona, attraverso il lavoro può rendersi produttiva, è costretta ad emigrare per mancanza di occasioni di lavoro in patria. La conclusione del ragionamento è che i Paesi di immigrazione, piuttosto che rendere un favore agli emigrati, traevano beneficio da essi.  Egli, inoltre, è stata una persona particolarmente sensibile verso i giovani, le loro aspirazioni, le loro idee. Ad esempio si può citare l’esperienza che hanno avuto alcuni giovani di San Giovanni in Fiore, negli anni ottanta, i quali hanno trovato in Cinanni la disponibilità ad assumersi l’incarico di direttore responsabile di un giornale ciclostilato e redatto da quei giovani. Su ogni numero del periodico era riportata la seguente dichiarazione: «Assumo la responsabilità richiesta dalla legge per la pubblicazione di questo giornale, per dare ai giovani un mezzo di libera espressione, nella convinzione che ciò servirà non solo alla loro propria formazione responsabile, ma alla causa della libertà e della verità». Muore a Roma, nel 1988, all’età di 72 anni. Per sua espressa volontà viene sepolto a San Giovanni in Fiore, paese di nascita della moglie.