Il tempo dei ricordi

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Foto: fanpage

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 5 Febbraio.

Accadde che:

1783 (239 anni fa): avviene un terremoto di magnitudo 7.1 in Calabria e in Sicilia causando gravi devastazioni e migliaia di vittime e arrivando a radere al suolo Reggio Calabria e Messina. Iniziò, così, uno dei periodi sismici più devastanti e più lunghi della storia dell’intero Paese. Alla scossa di quel 5 febbraio, infatti, ne seguirono altre altrettanto forti, in particolare il 6 ed il 7 febbraio, ma anche l’1 marzo, ed il 28 marzo 1783. Ovviamente, tra l’una e l’altra si verificarono altre centinaia di scosse minori. Si trattò di eventi sismici che ebbero effetti devastanti sulla maggior parte del territorio della Calabria meridionale e della Sicilia nord-orientale, causando addirittura il 6 febbraio uno tsunami a Scilla. In diverse località si raggiunse l’XI grado nella scala Mercalli. Furono numerosi gli scienziati, i letterati, gli architetti e gli ingegneri, sia italiani che stranieri, che furono inviati sul posto per studiare i fenomeni e i loro effetti. Le numerose e violente scosse causarono imponenti effetti sull’ambiente naturale in tutta la vastissima regione colpita, al punto che ampie aree della Calabria centro-meridionale risultarono sconvolte nel loro paesaggio. Le vittime complessive furono quasi 30.000 in Calabria (1300 solo a Scilla per lo tsunami), cui si aggiunsero le vittime in Sicilia (almeno 700 nella sola Messina). Come conseguenza della sequenza sismica, durata per più di tre anni, altre migliaia di persone morirono negli anni seguenti a causa di carestie, malattie e stenti (circa 5000).

1950 (72 anni fa): viene ripresa e poi trasmessa, per la sola zona di Torino, Juventus- Milan 1-7. È  la prima partita di un campionato di calcio di serie A della storia della Tv: quel Juve-Milan rappresenta una prova in esterna con le telecamere portate sul posto dai mezzi dei Vigili del Fuoco. Telecronista di quella sfida Carlo Bacarelli che, complice una giornata di nebbia, si rende conto, di quanto l’occhio del monitor fosse più sensibile di quello umano. Al Comunale di Torino si sfidano la capolista Juventus appunto, e il Milan, secondo e in rimonta. Ed è clamorosa la vittoria dei rossoneri, con il trio Gre-No-Li schierato in campo. Questi i marcatori della partita: 12′ J. Hansen, 15′ Nordahl III, 23′ Gren, 24′ Liedholm, 26′ e 49′ Nordahl III, 70′ Burini, 84′ Candiani II. Ecco le cifre finali di quella stagione: prima la Juventus con 62 punti, secondo il Milan con 57. La Juve segna 100 reti, subendone 43; il Milan 118 contro le 45 subite.

Nato oggi:

1958 (64 anni fa): nasce a Roma Fabrizio Frizzi conduttore televisivo e radiofonico, attore teatrale e doppiatore. Con il suo sorriso e animo gentile ha saputo conquistare il cuore di tutti sia grandi che piccini, infatti, il suo esordio in RAI inizia negli anni ’80 proprio conducendo programmi per ragazzi. Frizzi ha condotto programmi storici della RAI come MISS ITALIA, dove ha avuto il timone per 18 edizioni, va anche ricordato un altro suo programma storico che è Scommettiamo Che…? Considerato fin dagli anni Ottanta uno dei principali volti maschili della Rai, è stato insieme a Pippo Baudo il conduttore con più trasmissioni all’attivo. L’eterno ragazzo“, cosi veniva chiamato dai suoi più cari amici, ci ha lasciati quando aveva solo 60 anni, il 26 marzo 2018, dopo un lungo calvario causato da un tumore al cervello. Il conduttore affermava, durante la sua lotta con il male incurabile, di avere la certezza che un giorno sarebbe guarito, infatti ha lottato senza mai perdersi d’animo fino alla fine. In Fabrizio la voglia di continuare a vivere era talmente forte da essersi sottoposto a nuove cure scientifiche incerte e, di questo, ne andava fiero ed era pronto a diventare Testimonial della ricerca contro il cancro. Il 6 luglio 2018, con un comunicato, la Rai annunciò di aver deciso di intitolargli gli Studi televisivi Dear, appunto rinominati “Studi televisivi Fabrizio Frizzi”. Come segno tangibile di riconoscimento da parte di tutti coloro che gli hanno voluto bene, sopra la porta di ingresso dello studio televisivo, dove si registra il programma L’eredità, è stata affissa la sua maglietta di pallacanestro numero 10. Per più di 15 anni, infatti, Frizzi è stato presidente della squadra nazionale artisti di pallacanestro.