Il tempo dei ricordi

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Foto: Altervista

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 17 Febbraio.

Accadde che:

1952 (70 anni fa): ad Oslo: durante i VI Giochi olimpici invernali, Giuliana Minuzzo è la prima italiana a vincere una medaglia, esattamente bronzo nella discesa libera. Cresciuta in Valle d’Aosta ai piedi del Cervino, si mise in luce giovanissima agli assoluti femminili nel 1949, arrivando terza in discesa libera, dietro a Celina Seghi e a Maria Grazia Marchelli. Fu presto considerata l’erede della Seghi, campionessa dell’Abetone che, al pari del conterraneo Zeno Colò, aveva dominato le gare di sci negli anni trenta e quaranta. Alla terza partecipazione olimpica, a Squaw Valley 1960 vinse la seconda medaglia olimpica, il bronzo in gigante a due decimi dall’argento di Penny Pitou e a tre decimi dalla vincitrice Yvonne Rüegg. Partecipò anche allo slalom dove si piazzò decima. Continuò l’attività agonistica fino al 1963, anno in cui vinse il nono titolo italiano in slalom. Terminata la carriera da agonista, aprì un negozio di articoli sportivi insieme con il marito Chenal a Cervinia, che chiuse nel 2011. La Minuzzo entrò nel cuore degli italiani non solo per i trionfi ma anche perché, ai Giochi di Cortina d’Ampezzo del 1956, fu la prima donna della storia a pronunciare il giuramento olimpico tra edizioni estive ed invernali. A Giuliana non riuscì però il doppio successo, perché dalle piste della Perla delle Dolomiti uscì senza blasone. Fu infatti quarta sia in libera che in slalom. Nel gigante racimolò la  tredicesima posizione, e si riscattò poi con il bronzo in combinata che però, quell’anno, era valida solo per i Mondiali 1956. È morta l’11 novembre 2020.

1965 (57 anni fa): il Ranger 8 viene lanciato verso la Luna per scattare le prime fotografie ad alta risoluzione della regione nota come Mare Tranquillitatis; questa zona del satellite verrà, pertanto,  scelta come punto di allunaggio dell’ Apollo 11. La sonda riuscì a lasciare l’orbita bassa terrestre, ed iniziò il suo viaggio verso la Luna. Dopo la separazione dall’Agena, furono dispiegati i pannelli solari e la sonda fu attivata. Il giorno successivo, 18 febbraio, fu effettuata la correzione di rotta necessaria per l’incontro con la Luna, durante questa manovra si verificò diverse volte un calo consistente dell’alimentazione elettrica della sonda e questo fenomeno continuò per tutto il tempo di funzionamento del motore. Allo spegnimento dello stesso, Ranger 8 ritornò a funzionare regolarmente. Ranger 8 raggiunse la Luna il 20 febbraio del 1965, la prima immagine fu ripresa alle 9:34:32 UT, da un’altezza di 2.510 km. In 23 minuti di volo, il tempo necessario alla sonda per toccare il suolo, furono effettuate 7.137 foto al alta qualità.

Scomparso oggi:

1600 (422 anni fa): muore, a Roma, Giordano Bruno, condannato al rogo dalla Santa Inquisizione. Nato a Nola (Napoli) nel 1548, è stato filosofo, scrittore, e frate domenicano. Sin da ragazzo dimostra una propensione allo studio e un’acutissima intelligenza. Prendendo i voti, decide di mutare il suo nome in Giordano e diventa un grande esperto nell’arte mnemonica. Il suo carattere irrequieto e insofferente ai dogmi e alle costrizioni lo porta a scontrarsi da subito con le autorità religiose. Sono gli anni della Controriforma, e le idee di Giordano mal si accordano con l’imperante ortodossia religiosa. il filosofo partenopeo negò la trascendenza di Dio, uno dei principi cardine della religione cristiana. Considerò la natura di Dio come immanente, concetto del “Deus sive natura”, inoltre sostenne apertamente che la finalità della religione è di natura pratica e politica. Con le sue teorie il filosofo napoletano si inimicò la Chiesa, pertanto fu condannato perchè eretico. Dopo 7 anni di carcere e costanti rifiuti di abiurare, Giordano viene condannato al rogo e arso vivo davanti ad una folla plaudente e in occasione dell’anno giubilare, in piazza Campo dei Fiori a Roma. Nei secoli successivi alla sua morte, ha rappresentato il simbolo del libero pensiero e dell’intellettuale sciolto dai vincoli dell’autorità. A distanza di 400 anni, il 18 febbraio 2000, Papa Giovanni Paolo II, in un convegno che si svolse a Napoli, espresse profondo rammarico per la morte atroce di Giordano Bruno, pur non riabilitandone la dottrina.